CagliariMonAmour chi si ribella gode

25 Agosto 2010

La mitica realtà

Archiviato in: Senza categoria — admin @ 20:12

Forse è stato scoperto il palazzo reale di Ulisse, a Itaca. Gli archeologici greci che hanno eseguito gli scavi e il ritrovamento, ne sono convinti. Intorno al 1300 a.c. esisteva a Itaca una reggia di tre piani, ricca di vasi e ceramiche micenee, dove Ulisse sarebbe tornato, proprio intorno a quegli anni, per riconquistare i suoi beni, il titolo di re di Itaca e sua moglie Penelope.

Omero cantava una parte di verità, allora. Una parte di realtà. Il mito e le grandi narrazioni fantastiche sembrano riconfermare quanto sappiamo da sempre: è solo la realtà a potersi elevare a mito. (continua…)

25 Luglio 2010

La settimana enigmatica

Archiviato in: Senza categoria — admin @ 20:47

Settimana triste e strana quest’ultima. Triste perchè il fortissimo maestrale ha causato delle tragedie in mare; strana perchè alcuni enigmi si affacciano tra le banali e monotone vicende della vita economica e politica della città.

Mr. Sergio Zuncheddu, ad esempio, con colpo di bacchetta magica riesce a far approvare in 24 ore una variante al suo progetto cementifero a Santa Gilla. E siccome alla magia non ci crede nessuno, resta da svelare il trucco: come ha fatto? Chi conosce? Ha dovuto oliare qualcuno? Non ce n’è stato bisogno?  Mah! E poi ci accusano di dietrologia e di essere prevenuti quando parliamo di Cagliari come di una città dominata dagli affari edilizi! (continua…)

20 Luglio 2010

Pochilo, accrescitivo di Poetto

Archiviato in: Senza categoria — admin @ 18:34

Il quotidiano più importante di Cagliari ha fatto un bel servizio (nelle intenzioni, almeno) sulla sporcizia del Poetto. Lattine, bottiglie, cartacce e quant’altro crescono a dismisura, in numero, dimensioni e peso. I ragazzi addetti alla pulizia, ogni mattina si fanno il mazzo per raccogliere, setacciare, pulire. Di chi la colpa?

Gli amministratori intervistati dal giornale  puntano il dito sui vandali della notte (che il giornalista, convinto dell’internazionalità di Cagliari, chiama “i ragazzi della movida”). Come dargli torto? L’educazione e il senso civico latitano tra i molti giovanotti allevati a discoteca e birra. 

A essere sinceri, il senso civico manca anche tra molti politici e amministratori contemporanei che passano più tempo a schivare scandali e giudici che a fare colazione al bar Europa (a proposito: ma perchè i bar di Cagliari stanno invadendo piazze, marciapiedi e strade con i loro orribili e pericolosi tavolini?).

Ma il punto è: che fare? E poi, siamo sicuri che la colpa sia solo dei vandali? Non è che si tratta del modo più semplice per scaricare responsabilità di altri?

Potrebbe non c’entrare niente, ma chi è che ha dato il permesso ai chioschetti del Poetto di trasformarsi in locali notturni all’aperto, senza responsabilità, senza controlli, aperti fino all’alba? E che fine ha fatto l’ordinanza (non per la loro demolizione, perchè non ci crede nessuno) ma per la loro regolamentazione? Boh.

Quasi quasi, visto che gli stessi amministratori, scandalizzati dai vandali, urlano che il Poetto è un bene da salvaguardare, mi verrebbe da proporgli di mettere una bella cancellata nei sette chilometri di lungomare e chiudere i battenti a mezzanotte… Del resto il Poetto serve ai bagnanti, non ai casinisti della “movida”.

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Ogni giorno vengono raccolti otto quintali di immondizia dagli operatori ecologici comunali che lavorano in due turni

Il Poetto, i rifiuti e l’inciviltà dei vandali

Il Comune lancia l’allarme: «Situazione intollerabile»

Domenica 18 luglio 2010
Ogni giorno al Poetto si combatte una battaglia quotidiana contro la maleducazione. E la spiaggia continua a uscirne perdente.

Vedi le foto L a violenza subita dal Poetto è quotidiana. Il prima e dopo di una normale giornata d’estate sono molto differenti. Cambia tutto: il colore della sabbia, i rifiuti lasciati qua e là, i segni del mancato utilizzo dei bagni pubblici. La sera nella spiaggia dei centomila i segni della devastazione sono ovunque. E non ci sono rimedi: il Comune mette in campo mezzi e uomini che alzano bandiera bianca per manifesta impotenza. Ci vorrebbe un miracolo, come quello che fece Papa Leone I nel fermare Attila ed evitare così un nuovo sacco di Roma nel 452 dopo Cristo.
I NUMERI Ogni giorno al Poetto vengono raccolti dai sette agli otto quintali di rifiuti. Il sessanta per cento è costituito da lattine e vetro, segno anche della vita notturna che si sposta dal centro della città verso l’area costiera. Poi c’è la carta (il 30 per cento) e la plastica (10 per cento).
Per rendere l’arenile presentabile, il Comune e la società che garantisce la raccolta dei rifiuti (De Vizia) mettono in campo, per il periodo estivo, dodici operatori. Vengono poi utilizzati alcuni veicoli “vasca” per la raccolta e un trattore con una grigliatrice, che ripulisce a fondo la sabbia. La spesa complessiva è di 400 mila euro a stagione. I primi interventi vengono fatti a Pasqua, poi il 25 e 26 aprile. Fino al 15 maggio, si porta avanti la manutenzione «radicale» della spiaggia, spiega l’assessore comunale dei Servizi tecnologici, Gianni Giagoni. In primavera, in altri termini, si ripulisce l’arenile dai segni dell’inverno. Poi, invece, si appronta il servizio per l’attività quotidiana.
Dal 15 maggio al 15 giugno, una squadra di operai lavora solo la mattina, mentre dal 15 giugno e fino al 10 settembre si fa un doppio turno. Gli operai setacciano l’arenile, raccolgono carte e rifiuti, svuotano più volte al giorno cassonetti e isole ecologiche, sistemate in varie zone della spiaggia. A settembre, poi, fino al 30, si torna al turno della mattina, come a maggio.
GLI ORARI Il lavoro degli operai della De Vizia inizia di buon mattino, quando ancora qualche nottambulo è solito vivere gli ultimi scampoli della movida notturna cagliaritana. Alle 4 entra in funzione il trattore con la grigliatrice, mentre alle 5 gli operatori raccolgono la carta e ripuliscono le aiuole. Dalle 15 alle 21 sono invece operative le squadre del secondo turno, che svuotano i bidoncini delle 70 isole ecologiche della spiaggia, dove si dovrebbero buttare carta, plastica e vetro. «Gli operai fanno tre passaggi per lo svuotamento, raccolgono quello che possono dappertutto», aggiunge ancora l’assessore Giagoni. Quello che non possono fare è «evitare che la gente sia maleducata». Sull’arenile, ogni giorno, non si contano i vecchi ombrelloni seminascosti dalla sabbia, ma c’è chi lascia anche un passeggino arrugginito, il triciclo che non funziona più e le bottiglie di vetro, abbandonate dopo le bevute notturne.
L’EX MARINO Un discorso a parte va fatto poi per lo spiazzo, utilizzato come area di parcheggio, a due passi dall’ex ospedale Marino. Una grande discarica a cielo aperto: buste piene di rifiuti, carta, bottiglie rotte. Un campionario degno di un inceneritore. Tanto che il Comune, con un blitz, due giorni fa ha deciso di chiudere tutto e transennare la zona, facendo rimuovere le auto in sosta. Ora, sarà vietato fermarsi, sostare e passarci. E chissà che anche i rifiuti spariscano.
L’APPELLO È una situazione «assolutamente intollerabile», afferma Giagoni, «siamo stufi dell’inciviltà della gente. Il Poetto è un bene di tutti e non basta che il Comune si faccia carico della pulizia quotidiana. Basta fare una passeggiata serale per rendersi conto di ciò che accade ogni giorno nella spiaggia». Il responsabile dei Servizi tecnologici del Comune parla di battaglia quotidiana per i vigili urbani. «Un malcostume che dobbiamo stroncare sul nascere», anche perché tutto questo ha un costo, peraltro molto alto per la comunità. «Se la gente fosse meno maleducata, i turni di pulizia al Poetto potrebbero essere ridotti e i soldi utilizzati per altri scopi», ricorda Giagoni.
Non resta che affidarsi a Sant’Efisio: chissà che anche in questo caso, non faccia il miracolo. Leone I ci riuscì con Attila, re degli Unni. Battere i vandali del terzo millennio è più difficile.
GIUSEPPE DEIANA

L’UNIONE SARDA 18/7/10

11 Luglio 2010

Fate un po’ come vi pare

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Il messaggio che la Regione sembra dare ai proprietari dei chioschetti del Poetto è proprio questo: fate un po’ come vi pare, non vi tocchiamo per niente, ampliate pure i metri quadri di cemento, continuate a dare da bere agli assetati e da mangiare agli affamati, organizzate concerti e raduni, basta che non roviniate la spiaggia. Bellissimo esempio di solidarietà umana. In sostanza è come affidare a dei lupi la guardia del gregge di pecore. (continua…)

L’ombra di Cagliari

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Dove è finita la poca ombra di Cagliari, quegli spazi alberati e freschi che garantivano un sano ristoro agli anziani e ai bambini nelle afose mattinate d’estate, senza bisogno di trincerarsi dentro il supermarket? Chi si ricorda di via Amat e di piazzetta Maxia? E chi ancora del mandorleto della Fonsarda, della pineta del Poetto e, sempre al Poetto, della via dietro la 5° fermata o dello spiazzo di fronte al D’Aquila, un po’ decentrati ma sempre utili? (continua…)

2 Luglio 2010

Affossata la Conservatoria delle coste

Archiviato in: Senza categoria — admin @ 19:48

Nel centrodestra sardo continua la battaglia tra i delusi del voto provinciale e la corrente di Cappellacci, quella più berlusconiana. La bocciatura del piano casa bis è stata in effetti scottante, un punto a favore dei ribelli.

Con questo piano, se fosse stato approvato, il centrodestra avrebbe potuto onorare la cambiale sottoscritta a favore della speculazione edilizia: Costa Turchese (famiglia Berlusconi), Costa di Teulada (famiglia Benetton), Santa Caterina di Pittinurri e Cala Giunco (famiglia Zuncheddu). Ora diventa tutto più difficile ma non impossibile, se le frange verranno rimesse in riga, in un modo o nell’altro. (continua…)

19 Giugno 2010

ATTRIBUTI COSTITUZIONALI

Archiviato in: Senza categoria — admin @ 16:31

Francamente, i politici e gli studiosi che hanno messo mano alla Costituzione italiana e vogliono continuare a metterla non mi sembrano avere gli attributi intellettuali e culturali per farlo. Hanno probabilmente i numeri parlamentari, il grado giusto di incoscienza e la presunzione di poter prevedere effetti e risvolti tutti; ma non hanno la levatura di costituenti.

I tipi alla Tremonti, Berlusconi, Brunetta rischiano seriamente di portare il paese allo sfascio, e non perchè siano stupidi o ignoranti, tutt’altro, ma proprio perchè privi degli attributi necessari all’impresa. (continua…)

18 Giugno 2010

Vado per il sesto

Archiviato in: Senza categoria — admin @ 20:04

Prima di impazzire completamente vorrei mandare a memoria tutta la Divina Commedia. Compresi i commenti e le note alla edizione che ho in libreria.

Imparare a memoria è l’unico modo per capire profondamente, esattamente, minuziosamente, giorno per giorno,  qualcosina in più del senso e del significato della DC, e qualcosina in più ogni volta che ripeti un canto. Non solo. 

Le grandi opere letterarie sono una scorciatoia – non facile, è vero – per conoscere il mondo. Ed esistono almeno due modi di affrontarle: divorarne tantissime con i vari metodi di lettura veloce, oppure “specializzarsi” su due, tre di esse, conoscerle quasi a memoria e lasciarsi penetrare da quel distillato di verità che ti consente di capire meglio la realtà che ci circonda. Matto, son proprio matto.

Ma prima di dare per scontatamente inutile la mia teoria, provate a leggere per benino – anche senza metterci troppa memoria -  Paradiso, di Josè Lezama Lima e Il maestro della notte, di Bai Xianyong, e poi ne riparliamo.

La Divina Commedia ha però qualcosa in più: il cammino e la pietate, gli occhi di bragia di Caron demonio, la dura terra che non s’aprì, il principio del mattino e il sol che montava ‘n su, il geomètra che tutto s’affige, la terra lagrimosa che diede vento, l’alto sonno che si ruppe ne la testa…

Per il momento conosco cinque canti, quattro dell’Inferno e uno del Paradiso. Sto iniziando il sesto…

13 Giugno 2010

Libertà a pagamento

Archiviato in: Senza categoria — admin @ 17:14

Il grado di libertà di una persona è direttamente proporzionale alla ricchezza posseduta?

Il figlio di un operaio è libero di studiare, certo, ma lo è di più il figlio di un imprenditore di successo, e danaroso.

E quello stesso operaio non è poi tanto libero di non andare a lavoro, se vuole mangiare, o di farsi una settimana in Costa Smeralda.

Fino allo scorso mondiale di calcio eravamo liberi di guardare le partite e goderci quella festa di colori dei tifosi e delle squadre, di tutte le squadre. Oggi è più libero di continuare a farlo chi paga la televisione privata che le trasmette, appunto, a pagamento.

Direi quindi che la risposta alla domanda iniziale è sì, la libertà di cui godiamo è tanto maggiore quanti più soldi abbiamo. Il punto è che – prescindendo pure dai meccanismi storici della accumulazione originaria, che non sto qui a spiegare – le condizioni di partenza non sono uguali per tutti. Esiste un vantaggio endemico per chi “nasce” ricco, che non è detto che si realizzi, é vero, ma insomma è un bel trampolino di lancio.

Questa è la libertà di cui parlano i nostri governanti; quella che con graffiante ironia era chiamata da Guzzanti: libertà di farsi i cazzi loro.

3 Giugno 2010

Baretti…

Archiviato in: Senza categoria — admin @ 20:01

Ogni tanto mi capita di leggere qualche ‘articolo’ dedicato al Poetto, in cui si afferma che i baretti (orribile termine per orribili locali) sono uno dei simboli della spiaggia cagliaritana. Alla faccia del bicarbonato di sodio!

Sarà perché ciascuna generazione individua e elabora i propri simboli, ma io direi che – legno per legno – i veri emblemi del Poetto siano stati semmai i vecchi  casotti.

Ammetto però che i baretti sono un nuovo simbolo: dell’irregolarità diffusa, degli scontrini non battuti, della sporcizia sulla sabbia, del chiasso fino a tarda notte, dello scazzo giovanile, degli schermi TV su cui subire motociclismo e calcio, et cetera et cetera. (continua…)

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