CagliariMonAmour chi si ribella gode

15 Gennaio 2010

Investire sul CTM

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Investire sul CTM

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14 Dicembre 2009

Smog a Cagliari. Superate le soglie di quasi il doppio

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Smog a Cagliari Superate le soglie di quasi il doppio

ex editoriale 209 18/01/2005

3 Aprile 2009

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CTM, il fantasma del “5″

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Soru, c’è da spostare una macchina

21 Ottobre 2008

Sul rapporto della Provincia sulla qualità dell’aria

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Terra, 21 aprile 2004

ex editoriale 144

Spettabile “La Nuova Sardegna”, ho letto con interesse l’articolo di s.a. titolato “Aria buona in città e persino a Macchiareddu” e pubblicato sull’edizione odierna del Vostro quotidiano.
Premetto di non avere ancora a disposizione il rapporto annuale della Provincia di Cagliari, di cui il succitato articolo è una sintesi. Ma, non avendo alcun dubbio sulla correttezza dei dati, riportati da s.a., che parlano di una sostanziale bontà dell’aria cittadina, vorrei avanzare alcune considerazioni.
Per farlo, mi servirò dei dati forniti dalla rete di rilevazione ambientale del Comune; dati che, seppure raccolti in maniera conforme alle disposizioni vigenti, non fotografano perfettamente la situazione poichè riguardano solo alcune vie (larghe e ben ventilate) e perchè l’aria “studiata” è prelevata ad altezze ben superiori a quelle in cui i pedoni - soprattutto i bambini - respirano.
Le stazioni cittadine di rilevazione sono 7, ma di queste ne funzionano (con qualche comprensibile intoppo) sei, dato che quella di via Roma (ora, mercato ittico) non è mai entrata in funzione.
Dunque, nei primi 107 giorni dell’anno corrente, in riferimento alle cosiddette “polveri sottili”, ci sono state 742 (vado ad abbondare perchè non considero i “fuori servizio”) misurazioni medie giornaliere. Di queste ben 101 hanno superato la soglia limite (che adesso è di 55 microgrammi per metrocubo, ma l’obiettivo di qualità è 40), cioè più del 13,5% delle rilevazioni.
Non solo. Utilizzando gli stessi criteri della Provincia, e sempre in riferimento al PM10, per ben 111 volte le stazioni hanno qualificato l’aria esaminata come “pessima” (il 14,95%), cioè con concentrazioni medie giornaliere superiori ai 41 microgrammi per metrocubo, e 126 volte “scadente” (il 16,98%), cioè con concentrazioni tra i 30 e i 40 microgrammi.
Quindi, oltre il 45% delle rilevazioni effettuate dal primo gennaio al 16 aprile 2004 ci segnalano una qualità dell’aria (per polveri presenti) non proprio buona.
Paradossalmente, l’aria parrebbe migliore proprio a Macchiareddu.
Ma la considerazione che voglio fare è un’altra. Da diverso tempo, i medici che a Cagliari si occupano di malattie dell’apparato respiratorio segnalano un preoccupante incremento delle malattie legate proprio alla qualità dell’aria che respiriamo e alla presenza di fattori inquinanti.
Non voglio fare allarmismo, ma non vorrei neanche che si affermassero concetti e filosofie del tutto opposte e che si trovassero alibi per non intervenire, ad esempio, contro il traffico automobilistico, che è tra i principali responsabili dell’inquinamento atmosferico.
Per bambini e anziani non ci sono soglie minime al di sotto delle quali le sostanze inquinanti respirate non fanno male. Fanno sempre male. Il nostro obiettivo deve essere quello di tendere alla migliore qualità possibile, al miglior compromesso possibile - in base alle nostre conoscenze e al nostro sviluppo tecnologico - tra legittime esigenze di mobilità urbana e diritto alla salute.

Leonardo
cma

15 Febbraio 2008

Viale Marconi dei desideri: rifacciamo l’autostop

Archiviato in: traffico e nuvole — admin @ 21:02

Terra, 14 dicembre 2003

La soluzione al problema traffico in viale Marconi sarà la costruzione del cavalcavia per bypassare lo svincolo di Is Pontis Paris? Forse. Speriamo.
La situazione si è terribilmente complicata con la nascita dei mega centri commerciali e della multisala cinematografica proprio nei pressi di quell’incrocio.
L’afflusso crescente di auto provoca code chilometriche che avanzano in genere a passo d’uomo, con tutte le corsie della carreggiata occupate, rallentando così il transito dei mezzi di soccorso, dei vigili del fuoco e degli autobus del CTM.
Usare la macchina sta diventando un limite per la mobilità urbana. Per brevi percorsi diventa più conveniente andare in bicicletta o a piedi, se non fosse per il rischio avvelenamento da polveri sottili.
Spezzare questo circolo vizioso, in cui non si prende il mezzo pubblico perchè è lento e poco frequente e si prende l’auto che concorre a bloccare il mezzo pubblico, ci pare essenziale per tentare di risolvere il tappo viale Marconi (ma anche il traffico cittadino tutto).
Ma come?
Abbandonata per codardia e falso liberismo l’idea di obbligare la gente a usare in città l’autobus, ai nostri amministratori non rimane che la strada dell’incentivazione di quei comportamenti positivi e utili al mantenimento di buoni livelli qualitativi dell’aria che respiriamo.
Il 90% delle auto che transitano in viale Marconi ha un solo passeggero (l’autista), il 90% di esse si muove sempre alla stessa ora e il 60% percorre lo stesso tragitto per molti chiometri.
Da cui si evince che

  • incentivando l’uso a pieno carico, o con almeno un altro passeggero, delle auto;
  • differenziando gli orari della città (apertura uffici, scuole e negozi);
  • predisponendo una linea tranviaria di superificie tra Quartu e Cagliari o bus navetta per coprire ad esempio solo il tratto di viale Marconi
    i problemi della mobilità metropolitana si alleggerirebbero di tanto.
    Sul primo punto in particolare, i Comuni dell’area interessata potrebbero finanziare progetti o sviluppare essi stessi una sorta di “portale internet” che favorisca l’incontro e l’accordo tra tutti gli utenti interessati.
    Siamo convinti che ci sarebbe una buona domanda e che il risparmio per cittadini e amministrazioni sarebbe notevole, sia in termini strettamente economici che sociali e “culturali”.
    Il terzo punto, invece, implica l’aumento della frequenza dei mezzi pubblici, obiettivo facilmente raggiungibile se venissero create corsie preferenziali e si riuscisse a decongestionare la rete stradale con le altre misure.
    Ci piacerebbe che al vertice di domani, 15 dicembre, convocato dalla prefettura di Cagliari per elaborare una strategia utile a evitare il caos traffico in viale Marconi, si parlasse anche di questo.
  • Leggenda metropolitana

    Archiviato in: ambiente, traffico e nuvole — admin @ 20:35

    Terra, 30 ottobre 2003

    Leggo, sui giornali di questi giorni, dei mega progetti che CTM e Comune di Cagliari avrebbero in testa a proposito di metropolitana sotterranea e di potenziamento dei collegamenti centrocittà-Poetto-Quartu e ritorno, da effettuarsi con una nuova linea di filobus dell’ultima generazione. Sono per natura ottimista e spero sempre in un sistema di trasporti pubblici più razionale ed efficiente. Mi rendo conto, e ne gioisco, di quante energie l’amministrazione locale e la sua “longa manu” CTM stiano consumando per la soluzione del problema, ma le contraddizioni sono troppe e la realtà ben altra.

    Siamo veramente sicuri che una linea sotterranea sia fattibile e conveniente? E siamo sicuri che, anche se si riuscisse ad iniziare l’opera, questa verrebbe conclusa nei tempi desiderati? Come è possibile sperare nella riuscita di un così stellare progetto quando per il nuovo teatro comunale, per non dire del porto canale, sono state consumate risorse e tempi biblici?

    Trapanare il sottosuolo di Cagliari e cittadine limitrofe rischia di essere un’impresa più ardua e dispendiosa. Sarebbe meglio una linea di superficie, tra l’altro per buona parte già esistente.

    La situazione dei trasporti pubblici cittadini è sotto gli occhi di tutti. In questi giorni, poi, è al limite della decenza. Con gli scavi per la rete del gas (ma di quale gas?) la linea “5″ è stata di fatto soppressa (poichè accumulare ritardi anche di un’ora, sebbene la frequenza dichiarata sia di 8 minuti, significa interrompere il servizio) e come questa, anche la linea “6″ (che soprattutto la mattina trasforma i suoi pullmann in scatole per sardine).

    La linea “P” subisce invece, come tutti gli altri mezzi del resto, la mancanza di corsie preferenziali e, alla stregua delle automobili private, è costretta a una via crucis di almeno cinque minuti per percorrere il tratto che va dalla fermata del Mediterraneo al semaforo del Nautico: 100 metri.

    E così per le altre linee cittadine.

    Per farla breve, i soldi pubblici e le energie di sindaco e CTM dovrebbero essere utilizzate per correggere e migliorare l’esistente: tariffe più accessibili, corsie preferenziali, zone a traffico limitato…

    Idee se ne possono trovare tante. Tante altre. Ma credo che l’obiettivo debba essere quello di migliorare la qualità dell’aria che respiriamo e quindi la vita dei cittadini, soprattutto i più deboli come bambini e anziani.

    Se questo obiettivo è condiviso, allora qualche obbligo e divieto in più per gli automobilisti (magari una tassa di ingresso nel centro storico della città) sarebbe la logica conseguenza.

    Se ci… guida la buona volontà, poi potremo puntare più in alto, a progetti più ambiziosi.

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