Terra, 29 novembre 2003
Saremmo anche degli ingenui ottimisti, ma eravamo convinti che il fascismo fosse un capitolo chiuso della nostra storia e del nostro presente. Davamo per scontato che tutte le formazioni del cosiddetto arco parlamentare italiano fossero antifasciste e dessero un giudizio negativo non solo sulla repubblica di Salò, ma sull’intero ventennio, Mussolini compreso. Le parole di Fini in Israele, le abbiamo considerate come l’ovvio tributo di un politico italiano al popolo ebraico; tributo che il leader di AN aveva di certo maturato personalmente da tantissimo tempo e pubblicamente dal congresso di Fiuggi del 1995.
Invece, la reazione sconcertata di parte di AN, le precisazioni degli stessi fedelissimi di Fini, l’abbandono del partito da parte della Mussolini, ci hanno risvegliato a una realtà che credevamo morta e sepolta. Siamo noi ad essere sconcertati di tale sconcerto.
Ma come, c’è ancora gente che rimuggina sul ruolo del fascismo nell’Italia e nel mondo, non considerandolo nefasto? Ci sono politici parlamentari che si scandalizzano sentendo i giudizi negativi di Fini sul fascismo, Mussolini e le leggi razziali? Esistono ministri della Repubblica italiana non completamente in sintonia con Fini, nel senso che non si vergognano del fascismo e dei suoi misfatti, che vorrebbero fare dei distinguo sulla politica italiana di quegli anni?
A questo punto pensiamo che le esternazioni di Gianfranco Fini, anzichè chiudere un capitolo di questo nostro lungo dopoguerra (concordiamo con D’Alema - e ci scusiamo per la presunzione - quando dice che la cosa notevole è che la stragrande maggioranza degli italiani ha già fatto le stesse considerazioni di Fini, ma già da 60 anni), ne stiano aprendo ancora un altro. Nell’anno di grazia 2003, quando oramai sono rimasti in pochissimi - tra i politici attivi - ad avere avuto diretta esperienza del fascismo, continua ad ardere “la fiamma” nel cuore di molti AN.
Tutta gente tranquilla? Nessun pericolo per la democrazia? Solo innocente nostalgia (ma di che, considerata la loro giovane età?) o semplice prosecuzione delle tradizioni familiari?
E i vari tentativi di questo governo di mettere mani sulla libertà di insegnamento e nei libri di storia, c’entrano qualcosa? E l’odio contro i diversi e gli immigrati clandestini ha a che fare con questi rigurgiti? E il viscerale anticomunismo del presidente del consiglio è figlio anch’esso del ventennio? E l’occupazione strisciante di quasi tutti i mezzi di informazione (non lo diciamo solo noi. Lo dicono anche americani ed europei) è da annoverare tra le manifestazioni di questo novello fascismo? E questa sacra alleanza con Lega e Forza Italia, dove si annidano spiriti ancora più bollenti e integralisti, e che tirano AN nella direzione opposta a quella indicata da Fini, che significato può avere?
Lo scontro all’interno di Alleanza Nazionale - perchè di scontro ormai si deve parlare - non è soltanto folclore. Nel concreto riguarda gli assetti del partito e dell’attuale maggioranza di governo; politicamente riguarda il futuro delle politiche sull’immigrazione, il rapporto con le guerre preventive, le riforme sociali, la redistribuzione del reddito, l’aborto, le droghe, la famiglia. E anche gli ebrei italiani.
Perchè non siamo sicuri se debbano più esultare per le parole di Fini o preoccuparsi per la reazione di tanta parte del partito e soprattutto della base.
Vuoi vedere che quelli che sembravano solo slogan romantici della sinistra, come “ORA E SEMPRE RESISTENZA” o come il più recente RESISTERE RESISTERE RESISTERE, rappresentavano invece la consapevolezza di una realtà ancora troppo legata, purtroppo, a quel periodo buio della storia d’Italia?
Vuoi scommettere che sbagliavamo noi a considerare il 25 aprile come festa di tutti gli italiani, nonostante le assenze di AN (ma anche del Berluska) alle commemorazioni pubbliche?
ma dove avete vissuto?
carissimi,ma dove avete vissuto sin ora per aver creduto ke il dibattito sù fascismo e anti-fascismo si fosse concluso 60anni fa?in tv nn si parla d’altro…i giovani,ke non s fanno dividere dal conformismo sociale,si lasciano dividere dal “colore”politico e dal giudizio su fascismo e anti-fascismo…-dove avete vissuto?-torno a ripetere!
il problema è forse solo di coloro ke credono sia kiusa la questione dei morti dalla parte giusta ed i morti dalla parte sbagliata…i repubblikini…poco più ke ragazzini incapaci di scegliere la parte giusta della barricata,quella in cui si combatte per l’italia. allora m sorge il dubbio ,credo lecito:ma se i partigiani e la resistenza tutta combattevano per l’Italia,i ragazzi della R.S.I. per cosa combattevano?la dignità della morte di coloro ke pur combattendo gridando con tutto il fiato in corpo-Per l’Italia!!!-,ma dalla parte sbagliata,è inferiore rispetto a quella dei resistenti morti inneggiando ank’essi all’Italia?
Voi tutti rispondetevi a questa domanda e solo allora potremo considerare davvero kiuso il “discorso fascismo”.
Mariagrazia I.
03/12/03
antifascisti con la testa sotto la sabbia
la dignità della morte (dei repubblichini),è inferiore rispetto a quella dei resistenti (partigiani)? Problema completamente mal posto….non si tratta di stabilire chi ha dignità e chi no… (cosa facciamo: una classifica? come diamo i punti? )
Il punto è: cosa hanno costruito vivendo (e morendo) i partigiani? cosa hanno costruito e tentato di tenere in vita i fascisti?
Per il resto..ognuno si pianga i morti propri; ma, quando i giovanotti di AN E forza nuova strumentalizzano, per fini politici, i fascisti morti, deve arrivare l’opposizione di chi crede (DAVVERO !) che il FASCISMO sia UN MALE ASSOLUTO. I fascisti a Cagliari fanno il bello e il cattivo tempo e questo non sembra importare/preoccupare che pochi “facinorosi”.
Da anni i fascisti per il 25 aprile fanno contromanifestazioni pubbliche “in onore dei caduti della repubblica di Salò”, con tutte le loro testine rasate, anfibi, bomber e esponendo bandiere fasciste e croci celtiche…..
Quest’anno sono state organizzate almeno tre conferenze revisioniste-fasciste con ospiti d’onore: Rauti, Merlino e Ciavardini (cioè terroristi, stragisti e criminali di guerra); alcune di queste conferenze sono state finanziate con soldi pubblici. Durante queste manifestazioni i fascisti si sono trovati davanti un piccolo gruppo di persone, deciso a restare lì per urlare l’indignazione per questa riproposizione di simboli e valori fascisti.
La polizia ha sempre sgomberato e denunciato i manifestanti antifascisti e protetto i fascisti. Mi domando se l’antifascismo debba restare un affare per pochi intimi o se sia interesse di tutti che questa gentaglia non aumenti ulteriormente il proprio potere.
Io ho un incubo: vedere in futuro anche in Italia un grande partito fortemente razzista e fascista (alla Le Pen). Sento l’esigenza che i veri democratici e antifascisti a Cagliari si organizzino per opporsi al revisionismo dilagante…
Viviana M.
14/12/03