CagliariMonAmour chi si ribella gode

21 Ottobre 2008

25 aprile

Archiviato in: politica, antifà — matilde @ 19:44

Terra, 25 aprile 2004

ex editoriale 145

Ancora una volta, la festa del 25 aprile si è dimostrata di una vitalità sconvolgente. Una festa sconvolgente e grandiosa nella sua forza che dirompe gli schieramenti precostituiti.
L’obiettivo di renderla festa di tutti gli italiani - in quanto festa della liberazione dal nazifascismo e della nascita di fatto della Repubblica italiana e della sua Costituzione - non è stato ancora raggiunto. Vuol dire che molte ferite sono ancora aperte e che molti fascisti hanno continuato a seminare veleno.
Gli attuali inquilini di palazzo Chigi e delle stanze del potere lavorano, anzi, alla cancellazione formale, oltre che sostanziale, del 25 aprile: la loro assenza da qualsiasi manifestazione ufficiale la dice lunga sulla bontà delle numerose abiure fatte da Fini e soci e sulla democraticità del premier Berlusconi.
IL 25 aprile è quindi una …festa viva e vitale perchè è in grado di rappresentare le contraddizioni del Paese e perchè al suo interno si rispecchiano e amplificano le vicende politiche attuali.
Quest’anno, ad esempio, i motivi del ricordo e della viva commemorazione antifascista si sono intrecciati ai temi della guerra in Iraq e della rivolta operaia a Melfi, FIAT.
La liberazione è per antonomasia liberazione dalla guerra e conquista della pace. Ma oggi l’Italia si trova invischiata in una guerra che, più dell’articolo 11 della carta costituzionale, non è voluta dalla stragrande maggioranza della popolazione.
La liberazione è stata innanzitutto insurrezione operaia contro la dittatura e l’occupazione straniera e per la democrazia anche nelle fabbriche. Ma oggi il padronato italiano, la FIAT, dopo aver attaccato per anni le condizioni di produzione e di vita degli operai, tenta di cancellare il sindacato attraverso la sua divisione e l’emarginazione del conflitto.
Ebbene, contro queste due truci realtà, il Paese resiste e si ribella. E lo fa anche nelle piazze del 25 aprile, a volte diviso come è successo a Cagliari, ma cosciente della gravità della situazione.
L’Italia deve ritirare i suoi soldati dall’Iraq; a Melfi devono finire i turni massacranti, i salari devono essere uguali a quelli degli altri operai FIAT e a trattare devono essere convocate le RSU.
Il 25 aprile è una festa entusiasmante e non finirà mai di stupirci.


cma

5 Aprile 2008

Poliziotti vs anarchici

Archiviato in: movimenti, antifà — admin @ 13:57

Terra, 14 gennaio 2004

Oggi è iniziato, a Cagliari, il processo ai tre giovani anarchici accusati di “danneggiamenti” durante la manifestazione del 22 ottobre scorso; manifestazione indetta contro l’arresto dell’altro anarchico Massimo Leonardi.

Non so se proprio loro tre abbiano effettivamente danneggiato vetrine, “pitturato” qualche muro di passaggio o “abbellito” la fiancata di un mezzo CTM. Questo lo stabilirà il giudice.

So che dopo quella manifestazione, oltre ad alcune proprietà private e pubbliche “imbrattate” dalle A cerchiate e da slogan pro Leonardi, ci sono state teste rotte tra i manifestanti e un poliziotto scazzotato.

Non riuscirò mai a capire come sia possibile che una manifestazione di cinquanta ragazzi finisca in questo modo, con inseguimenti e fuggi fuggi generale, con gente all’ospedale. Nè come sia possibile che i nostri tutori dell’ordine, la cui professionalità è riconosciuta e apprezzata da tutti, si lascino coinvolgere in questo modo, perdendo il controllo della situazione.

Sono convinta che poliziotti e carabinieri abbiano le competenze necessarie sia per evitare danneggiamenti alle “cose” che per non trasformare le manifestazioni in guerriglia urbana, ma che ogni tanto si dimentichino di averla, questa professionalità, e si lascino coinvolgere troppo dagli avvenimenti.

Perchè? E’ difficile fermare delle persone che hanno voglia di “danneggiare” qualche vetrina? Ma se è difficile, che non lo si faccia. Se c’è il rischio di far andare tutto in malora, anzichè cercare di fermarle (per chiedere i documenti), si utilizzino altri metodi (si parla così tanto di intelligence, di telecamere…) per scoprire chi sono, cosa hanno fatto, e per far pagare i danni.

Del resto sappiamo ancora vedere la differenza tra un volto insanguinato e un muro pasticciato. Sappiamo valutare l’importanza di una persona rispetto a una cosa. Preferiamo una vetrina spaccata a una testa rotta (fermo restando che sarebbe meglio evitarle entrambe).Oppure siamo pronti a giustificare tutto, anche la violenza contro le persone, a difesa del nostro “avere”, della nostra proprietà?

Ma non voglio nè semplificare, nè giustificare stupidi vandalismi, nè tanto meno accusare la polizia di aver picchiato gratuitamente i manifestanti, magari in risposta ai “danneggiamenti” della proprietà altrui. Però è vero che l’ideologia del mercato e della proprietà privata ci sta portando a considerare più importante il “nostro” negozio che non la testa di un ragazzo sconosciuto che manifesta per qualcosa in cui crede o quella di un poliziotto chiamato a difendere i nostri beni (mi pare di sentirlo, qualche commerciante: “è pagato, si o no, anche per prendere le botte?”).

E sembra quasi - non so se anche in questo caso - che in nome di questa ideologia “borghese” si cerchi con ogni mezzo (provocazione compresa) l’occasione per scatenare la violenza e la repressione (ultimamente è successo a Genova e Napoli). In nome di un disegno che vuole criminalizzare l’opposizione sociale nel Paese? Per sfogare le proprie frustrazioni? O per che altro?

Sicuramente, come dice D’Alema, non viviamo in un regime ma in uno stato di diritto. Però alcuni aspetti, alcune questioni della vita del nostro Paese (penso alla proprietà dei mass media, all’autoritarismo prorompente, al conflitto di interessi, all’accoglienza riservata agli stranieri, alle “sudamericanate” di certi solerti poliziotti) sono tipiche “evidenze” di democrazia malata.

Maria Luis Perrig


aria pulita

Grazie, il tuo articolo, puro buon senso, è una boccata d’aria pura. Tante bestialità sono state dette in passato sulla carica del 22 ottobre, le cose lentamente migliorano.
Speriamo bene per il processo !
Solidarietà a Luisa, Massimo, Matteo e Fabrizio.
Viviana
14/1/04


caduta di stile

A me pare che cagliari mon amour abbia avuto una caduta di stile e di tono con questo intervento. Mi spiace.
E francamente, essendo coinvolt* nonchè indagat* e denunciat* nei/e/sui fatti in questione, non ho voglia di andare su un forum dove mi si chiede nome e cognome per intervenire.
C’è stato un comunicato delle persone presenti alla manifestazione che si trova, per esempio, sulla colonna centrale di indysardegna. Che in questo intervento si chieda che le cosiddette forze dell’ordine intervengano per qualche traccia di bomboletta è cosa pericolosa in tempi già piuttosto loschi. Che si parli di poliziotti pestati quando questo è unicamente quello che dichiarano loro per pararsi il culo (perdonate la volgarità) per aver massacrato di botte almeno una persona che stava scappando, per me che c’ero e sono stat* scaraventat* a terra e pres* a calci da 3 celerini infoiati è motivo di rabbia e frustrazione.
Saluti
Un* che c’era
14/01/04

15 Febbraio 2008

AN, voglia di giovinezza

Archiviato in: antifà — admin @ 20:57

Terra, 29 novembre 2003

Saremmo anche degli ingenui ottimisti, ma eravamo convinti che il fascismo fosse un capitolo chiuso della nostra storia e del nostro presente. Davamo per scontato che tutte le formazioni del cosiddetto arco parlamentare italiano fossero antifasciste e dessero un giudizio negativo non solo sulla repubblica di Salò, ma sull’intero ventennio, Mussolini compreso. Le parole di Fini in Israele, le abbiamo considerate come l’ovvio tributo di un politico italiano al popolo ebraico; tributo che il leader di AN aveva di certo maturato personalmente da tantissimo tempo e pubblicamente dal congresso di Fiuggi del 1995.

Invece, la reazione sconcertata di parte di AN, le precisazioni degli stessi fedelissimi di Fini, l’abbandono del partito da parte della Mussolini, ci hanno risvegliato a una realtà che credevamo morta e sepolta. Siamo noi ad essere sconcertati di tale sconcerto.

Ma come, c’è ancora gente che rimuggina sul ruolo del fascismo nell’Italia e nel mondo, non considerandolo nefasto? Ci sono politici parlamentari che si scandalizzano sentendo i giudizi negativi di Fini sul fascismo, Mussolini e le leggi razziali? Esistono ministri della Repubblica italiana non completamente in sintonia con Fini, nel senso che non si vergognano del fascismo e dei suoi misfatti, che vorrebbero fare dei distinguo sulla politica italiana di quegli anni?

A questo punto pensiamo che le esternazioni di Gianfranco Fini, anzichè chiudere un capitolo di questo nostro lungo dopoguerra (concordiamo con D’Alema - e ci scusiamo per la presunzione - quando dice che la cosa notevole è che la stragrande maggioranza degli italiani ha già fatto le stesse considerazioni di Fini, ma già da 60 anni), ne stiano aprendo ancora un altro. Nell’anno di grazia 2003, quando oramai sono rimasti in pochissimi - tra i politici attivi - ad avere avuto diretta esperienza del fascismo, continua ad ardere “la fiamma” nel cuore di molti AN.

Tutta gente tranquilla? Nessun pericolo per la democrazia? Solo innocente nostalgia (ma di che, considerata la loro giovane età?) o semplice prosecuzione delle tradizioni familiari?

E i vari tentativi di questo governo di mettere mani sulla libertà di insegnamento e nei libri di storia, c’entrano qualcosa? E l’odio contro i diversi e gli immigrati clandestini ha a che fare con questi rigurgiti? E il viscerale anticomunismo del presidente del consiglio è figlio anch’esso del ventennio? E l’occupazione strisciante di quasi tutti i mezzi di informazione (non lo diciamo solo noi. Lo dicono anche americani ed europei) è da annoverare tra le manifestazioni di questo novello fascismo? E questa sacra alleanza con Lega e Forza Italia, dove si annidano spiriti ancora più bollenti e integralisti, e che tirano AN nella direzione opposta a quella indicata da Fini, che significato può avere?

Lo scontro all’interno di Alleanza Nazionale - perchè di scontro ormai si deve parlare - non è soltanto folclore. Nel concreto riguarda gli assetti del partito e dell’attuale maggioranza di governo; politicamente riguarda il futuro delle politiche sull’immigrazione, il rapporto con le guerre preventive, le riforme sociali, la redistribuzione del reddito, l’aborto, le droghe, la famiglia. E anche gli ebrei italiani.

Perchè non siamo sicuri se debbano più esultare per le parole di Fini o preoccuparsi per la reazione di tanta parte del partito e soprattutto della base.

Vuoi vedere che quelli che sembravano solo slogan romantici della sinistra, come “ORA E SEMPRE RESISTENZA” o come il più recente RESISTERE RESISTERE RESISTERE, rappresentavano invece la consapevolezza di una realtà ancora troppo legata, purtroppo, a quel periodo buio della storia d’Italia?

Vuoi scommettere che sbagliavamo noi a considerare il 25 aprile come festa di tutti gli italiani, nonostante le assenze di AN (ma anche del Berluska) alle commemorazioni pubbliche?


ma dove avete vissuto?

carissimi,ma dove avete vissuto sin ora per aver creduto ke il dibattito sù fascismo e anti-fascismo si fosse concluso 60anni fa?in tv nn si parla d’altro…i giovani,ke non s fanno dividere dal conformismo sociale,si lasciano dividere dal “colore”politico e dal giudizio su fascismo e anti-fascismo…-dove avete vissuto?-torno a ripetere!
il problema è forse solo di coloro ke credono sia kiusa la questione dei morti dalla parte giusta ed i morti dalla parte sbagliata…i repubblikini…poco più ke ragazzini incapaci di scegliere la parte giusta della barricata,quella in cui si combatte per l’italia. allora m sorge il dubbio ,credo lecito:ma se i partigiani e la resistenza tutta combattevano per l’Italia,i ragazzi della R.S.I. per cosa combattevano?la dignità della morte di coloro ke pur combattendo gridando con tutto il fiato in corpo-Per l’Italia!!!-,ma dalla parte sbagliata,è inferiore rispetto a quella dei resistenti morti inneggiando ank’essi all’Italia?
Voi tutti rispondetevi a questa domanda e solo allora potremo considerare davvero kiuso il “discorso fascismo”.
Mariagrazia I.
03/12/03


antifascisti con la testa sotto la sabbia

la dignità della morte (dei repubblichini),è inferiore rispetto a quella dei resistenti (partigiani)? Problema completamente mal posto….non si tratta di stabilire chi ha dignità e chi no… (cosa facciamo: una classifica? come diamo i punti? )
Il punto è: cosa hanno costruito vivendo (e morendo) i partigiani? cosa hanno costruito e tentato di tenere in vita i fascisti?
Per il resto..ognuno si pianga i morti propri; ma, quando i giovanotti di AN E forza nuova strumentalizzano, per fini politici, i fascisti morti, deve arrivare l’opposizione di chi crede (DAVVERO !) che il FASCISMO sia UN MALE ASSOLUTO. I fascisti a Cagliari fanno il bello e il cattivo tempo e questo non sembra importare/preoccupare che pochi “facinorosi”.
Da anni i fascisti per il 25 aprile fanno contromanifestazioni pubbliche “in onore dei caduti della repubblica di Salò”, con tutte le loro testine rasate, anfibi, bomber e esponendo bandiere fasciste e croci celtiche…..
Quest’anno sono state organizzate almeno tre conferenze revisioniste-fasciste con ospiti d’onore: Rauti, Merlino e Ciavardini (cioè terroristi, stragisti e criminali di guerra); alcune di queste conferenze sono state finanziate con soldi pubblici. Durante queste manifestazioni i fascisti si sono trovati davanti un piccolo gruppo di persone, deciso a restare lì per urlare l’indignazione per questa riproposizione di simboli e valori fascisti.
La polizia ha sempre sgomberato e denunciato i manifestanti antifascisti e protetto i fascisti. Mi domando se l’antifascismo debba restare un affare per pochi intimi o se sia interesse di tutti che questa gentaglia non aumenti ulteriormente il proprio potere.
Io ho un incubo: vedere in futuro anche in Italia un grande partito fortemente razzista e fascista (alla Le Pen). Sento l’esigenza che i veri democratici e antifascisti a Cagliari si organizzino per opporsi al revisionismo dilagante…
Viviana M.
14/12/03

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