CagliariMonAmour chi si ribella gode

23 Agosto 2010

Giagoni ha un’idea. Si salvi chi può

Archiviato in: poetto, comune — matilde @ 23:20

A proposito di decibel notturni, Giagoni propone un referendum. Su cosa esattamente, mica si capisce tanto. Sulle norme di legge? Sulle ordinanze del sindaco? Sulle disposizioni delle ASL? Sul turismo sì, turismo no?Non si capisce neppure chi potrebbe votare, in questo referendum. I cagliaritani insieme ai quartesi? Tutti i sardi, visto che Cagliari è patrimonio della Sardegna?

Noi, ad esempio, faremmo votare anche i turisti, perchè non è per niente scontato che vengano in Sardegna per ascoltare il casino nottambulo che si fa in Castello e al Poetto. Ne conosciamo tanti che vengono a Cagliari per godersi la spiaggia sin dal primo mattino e che preferiscono coricarsi abbastanza presto, la notte. (continua…)

28 Giugno 2010

Elogio del caos

Archiviato in: ambiente, poetto — matilde @ 15:15

L’universo tende naturalmente al caos, dato che anche il minimo ordine richiede l’utilizzo di energia. E l’universo non ama sprecare inutilmente le proprie forze. Caos come massima espressione della quiete, quindi, perchè la quiete non richiede molta energia.Il Poetto di Cagliari (e per estensione i nostri amministratori comunali) vive la sua ennesima stagione caotica. (continua…)

15 Gennaio 2010

Poetto e altro. Indecisi se ridere o piangere, ci facciamo un panino

Archiviato in: ambiente, poetto — matilde @ 16:10

Poetto e altro. Indecisi se ridere o piangere, ci facciamo un panino

ex edit 214 - Terra, 3 febbraio 2005

4 Giugno 2009

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Il Poetto nel parco

9 Aprile 2009

Archiviato in: politica, poetto, amarofantasy — matilde @ 19:54

Un (t)orrido week end di paura

3 Aprile 2009

Archiviato in: ambiente, poetto — matilde @ 16:21

Qualcosa si muove, intorno al Poetto

Archiviato in: ambiente, poetto — matilde @ 16:09

Chiudete a chiave il Poetto

Archiviato in: poetto, società — matilde @ 16:07

Castelli di sabbia stabili. La scienza come poesia

19 Marzo 2009

Abuso di ricci

Archiviato in: poetto, economia — matilde @ 20:55

Le autorità di Quartu hanno scoperto diverse irregolarità nei chioschi-ristoranti del Poetto. Quelli specializzati nella degustazione e nell’offerta di piatti a base di ricci. E li hanno fatti chiudere.

Pare si tratti di norme igienico-alimentari non rispettate, di concessioni non rinnovate e addirittura di abusi edilizi.

Non entro nel merito della vicenda, segnalo solo che andrebbe riordinata anche la materia della pesca dei ricci che, se fatta in maniera sconsiderata e abnorme, può procurare seri danni all’equilibrio fauno-marino, a noi cagliaritani tanto caro.

Mi auguro che si trovi in fretta una soluzione che, nella legalità e con il buonsenso degli amministratori, elimini gli abusi e al contempo garantisca il lavoro delle persone che vivono dell’economia del riccio. E suggerirei ai vigili e alle autorità di Cagliari la stessa solerzia dei colleghi di Quartu. Ho il sospetto che scavando scavando (e neppure troppo a fondo) scoprirebbero abusi simili o peggiori anche nel Poetto cagliaritano. E non parlo solo degli stabilimenti balneari in cemento, ma anche dei mega-bar-ristorante-stabilimento sorti negli ultimi anni. Che dite, facciamo un controllino sulle aree occupate? Facciamo una verifica delle concessioni e delle autorizzazioni?

(dal sito della R.A.S.)

La raccolta dei ricci di mare può essere esercitata:
- dall’imbarcazione, anche con l’ausilio dello “specchio” o batiscopio mediante asta tradizionale (”cannuga”) e/o coppo;
- mediante immersione, a mano o con l’ausilio di qualsiasi strumento corto atto a staccare il riccio dal substrato.
E’ vietata la raccolta del riccio di mare mediante attrezzi trainati con imbarcazione o anche a mano mediante mezzi meccanici (strumenti in ferro), compresi i rastrelli.

La taglia minima di cattura è di 50 mm esclusi gli aculei; ogni esemplare di taglia inferiore prelevato in qualsiasi circostanza, da qualunque tipologia di imbarcazione e da qualsiasi categoria autorizzata alla pesca, anche non appartenente a quella dei pescatori professionali di echinodermi, dovrà essere immediatamente restituito al mare.

Il pescatore professionista, accompagnato da assistente a bordo dell’imbarcazione, può raccoglierne giornalmente 6 ceste (dimensioni: altezza 35 cm, lunghezza 60 cm, larghezza 50 cm), equivalenti, per due unità lavorative, a circa 3000 esemplari; se il professionista non è accompagnato da un assistente può raccogliere giornalmente 3 ceste pari a circa 1500 ricci.

Il pescatore sportivo, per uso personale, può raccogliere esclusivamente durante il periodo consentito dal calendario, un numero massimo di 50 ricci al giorno.

La stagione di pesca del riccio di mare per l’anno 2008-2009 è consentita dal 1 novembre 2008 al 13 aprile 2009.

Per l’esercizio della pesca dei ricci è necessario richiedere l’autorizzazione all’Assessorato regionale dell’Agricoltura. Il servizio pesca rilascerà le autorizzazioni in base alla disponibilità del numero di licenze non assegnate per ciascuna capitaneria di porto.

21 Ottobre 2008

…ma però il Poetto è un disastro

Archiviato in: poetto — matilde @ 19:40

Terra, 16 aprile 2004

ex editoriale 143

La puntata di “ma però” - il talk show di Sardegna 1 condotto da Giacomo Mameli - cui abbiamo assistito ieri sera, ha affrontato il tema del Poetto e ci ha dato modo di vedere finalmente le facce dei tecnici che hanno contribuito al disastro. Facce di bronzo è dir poco. Già conoscevamo quella del presidente Balletto. Ci mancavano le altre. Emblematica quella di tal Lorenzo Mulas, ingegnere al quale non affideremmo neppure la costruzione di una casetta in LEGO, che ha continuato a dire per tutta la sera che le cose miglioreranno. Col tempo, ma miglioreranno. In un paese quasi normale, come potrebbero essere gli USA, delle persone che hanno dichiarato “BLA BLA” solo due anni fa, e oggi dicono “ZUT ZUT”, sarebbero già da tempo, se non sottoposte al giudizio del tribunale del popolo, impegnate a cercare cartone sotto i ponti di Brooklin.

Questi signori, due anni fa giuravano che nel giro di pochi mesi la sabbia nuova sarebbe diventata bianca e fine come la vecchia, anche con l’aiuto di una buona “grigliatura”; oggi dicono che il ripascimento prevedeva l’utilizzo di sabbia grossa per evitare che il vento la riportasse via, e sono orgogliosi di averlo fatto così.

Due anni fa dicevano che le dune non erano indispensabili (e c’era invece ancora un po’ di sabbia fine e bianca da proteggere); oggi sono tutti pronti, con palette e secchielli, a riprendere a giocare sulla sabbia per posare le famose “dune” (per proteggere una sabbia che non vola neanche a pagarla).

Due anni fa assicuravano che il Poetto sarebbe tornato, nel giro di un anno, più bello di prima; oggi affermano che era un intervento di “protezione civile” e non un imbellettamento (sic!).

A riprova di ciò continuano a mostrarci le due solite foto della prima fermata ante ripascimento e ci stontonano con i sacchetti di sabbia del Lido.

Evidentemente il presidente della provincia non sa neanche cosa fosse, il Poetto, prima. Ma ci è mai passato? Per lui esiste solo la prima fermata e la parte sinistra del Lido.

Ma tutto il resto della spiaggia - la quarta fermata, la quinta, la sesta, l’ospedale marino - tutto il resto della spiaggia, l’ha mai vista? Si è mai reso conto che non solo non era in condizioni disastrose, ma che fino all’anno prima del ripascimento era “bella”? E che necessitava solo di un intervento soft, molto soft?

Adesso il disastro è sotto gli occhi di tutti. Fate una foto oggi, dopo la levantata di questa notte e consegnatela a Balletto e ai suoi tecnici.Ad essere in condizioni pietose c’è tutto il litorale, per non parlare del mare che, da subito dopo il ripascimento, è torbido e non più limpido e trasparente (tornerà mai come prima?).

Oh ragazzi, questa è gente pericolosa perché oltre ad essere incapace è anche testarda e presuntuosa.

In un paese normale come gli USA, dicevamo, chi opera è responsabile di ciò che fa, e se sbaglia paga.

In Italia - e in particolare qui a Cagliari - l’amministratore pubblico si specializza in capriole, in attesa del tanto ambito “giudizio del popolo”, la “gabina elettorale”, il “voto libero e cosciente”, che questi politicanti dell’ultim’ora hanno elevato a rango di bagno purificatore di ogni peccato e di ogni responsabilità. Gli eletti sono, per loro, assolutamente intoccabili (a meno che non siano gli eletti dell’opposizione) e sono, come il Papa, infallibili; la libertà è libertà di fare i loro porci comodi e obbligare gli altri ad adeguarsi alla loro “etica”. La casa delle libertà. Pfui.

Dalla trasmissione di ieri, traiamo comunque una nota positiva. Cagliari è in grado di generare opportuni anticorpi alla strafottenza degli incapaci; ne segnaliamo due per tutti: la professoressa Teresa Crespellani e il consigliere comunale Piero Comandini.

cma

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