Tragicomico week end
Terra, 02 marzo 2003
L’acqua negata. Mauro Pili annuncia la revoca delle restizioni idriche per Cagliari e città vicine che dal primo marzo, e per un mese intero almeno, avranno l’acqua 24 ore su 24. A questo proclama non segue, pare, alcun atto formale che autorizzi l’EAF ad agire di conseguenza e il Comune a non chiudere i rubinetti. E il Comune, infatti, non fidandosi delle parole ufficiali di Pili e senza alcuna comunicazione tecnica da parte dell’EAF che garantisca le giuste riserve d’acqua, chiude le saracinesche alle 15 in punto.
Il progetto di Quartu. In consiglio comunale arriva una relazione sui fondi per la pineta del Poetto e per l’ex mercato civico che parla di una città che non c’è: industrie petrolchimiche e chimiche, diverse centinaia di migliaia di cittadini trepidanti, calcoli palesemente errati sui finanziamenti necessari al POR. Il sindaco, assente per malattia (avrà mandato il certificato medico?), denuncia una cospirazione ai suoi danni; i consiglieri tutti denunciano un forte mal di pancia per il gran ridere.
Mi rendo conto che soprattutto la prima vicenda ha a che fare con la rabbia di tanti cittadini e con i disagi causati loro dal disservizio (ed è per questo che parlo di tragicomicità), ma l’aspetto a mio avviso più importante è l’ormai manifesto sputtanamento di tutta una classe politica - l’attuale centro destra - che paradossalmente dà torto a chi, come noi di cagliarimonamour, la pensavamo in grado di un progetto reazionario restauratore controrivoluzionario finalizzato al loro tornaconto personale.
E invece no. Sono proprio incapaci. Ci si deve preoccupare sul serio. E si devono preoccupare anche gli elettori e i referenti di questo centro destra, perchè non saranno certo questi signori a fare la loro fortuna.
Mi torna in mente il Peter Sellers di “Oltre il giardino”, un povero sempliciotto e mezzo ritardato mentale che viene scambiato per un genio della finanza e della politica e che assurge al ruolo di consigliere del presidente della repubblica (U.S.A.). Iperbolica rappresentazione della società statunitense e della sua classe politica, ma non solo.
I nostrani Peter Sellers pare stiano invadendo le stanze dei bottoni della Regione, della Provincia, del Comune di Cagliari e ora anche di Quartu.
La città gemella di Cagliari ha conosciuto in questi ultimi anni uno sviluppo economico notevole, fatto anche di qualità e di rispetto per l’ambiente. Il suo pregiatissimo territorio, pur con tutte le contraddizioni e le difficoltà presenti, è stato utilizzato per guidare la crescita dell’offerta turistica complessiva e, con essa, l’intera economia: edilizia, artigianato, agroalimentare.
Adesso invece, contagiati dal vento di destra che spira nel paese, i quartesi hanno scelto degli amministratori la cui unica aspirazione è fare del Poetto un mega parco giochi per grandi e piccini (con automobili al seguito) di riminiana memoria, in ciò sodali dei nostri Floris, Balletto e compagni, unendo così all’utile immediato e privato dei soliti gestori la non troppo lontana completa distruzione del litorale. Sta di fatto che anche l’abusivismo, sempre presente a Quartu, ha subito una improvvisa accelerazione in tutto il territorio.
E di Cagliari, che dire? Per restare al tema odierno, quello della crisi idrica, le piogge abbondanti di questi giorni hanno un po’ rotto le uova nel paniere di Floris e di chi continua a perorare la causa del dissalatore. Ciononostante i nostri amministratori hanno seriamente intenzione di portarne avanti il progetto. E non come ultima ratio, ma come unica ratio. Non si capisce perchè non diano la caccia ai soldi per riparare le condotte idriche, ottima occasione per rifare a nuovo anche il manto stradale della città, ridotto ormai a un mega campo da golf a duecentoventi buche (saranno contenti i Fantola).
Ma evidentemente riaprire le strade e riparare il patrimonio tubistico cittadino non è un’ operazione redditizia in termini elettorali e d’immagine: ci vuole troppo tempo, e i disagi per i cittadini sarebbero elevati (salvo che i disagi siano causati dagli scavi per interrare centinaia di parcheggi privati e lucrosi). E’ più facile costruire un grande dissalatore in mezzo a un parco di importanza e di rilevanza internazionale e far finta che i problemi ambientali che una simile realizzazione comporta siano solo marginali e comunque risolvibili.
Certo, sono risolvibili. Come tutto, o quasi. Ad esempio si potrebbe usare il sale rinveniente dal processo di dissalazione per reintegrare le sudorazioni cerebrali degli amministratori di Cagliari, Quartu, Provincia di Cagliari e Regione Sarda: giuro che se ne rimanesse ancora lo utilizzerei io per cucinare orate alla greca.