CagliariMonAmour chi si ribella gode

24 Gennaio 2008

Coste, anno 100 d.c.

Archiviato in: Senza categoria — admin @ 21:15

Terra, 17 ottobre 2200

Oggi, prendendo il sole caldo di ottobre sulla scogliera di Gesturi, ripensavo ai racconti di mio padre, di quando il suo bisnonno gli descriveva la Sardegna di allora, ancora unita da nord a sud. Non c’era la striscia di mare del Campidano, che era invece una pianura fertile e rigogliosa; le navi non attraccavano ancora qui nella banchina, ma nel porto della grande città, Cagliari la antica, sommersa insieme alle sue spiagge e agli stagni.

Pare che già allora il clima fosse cambiato.

Mi raccontava dei Bastioni e delle Torri, dei Musei e dei Teatri e delle coste di allora: splendide, azzurre e verdi, ma con già troppe case ed alberghi, villaggi chiassosi e motoscafi che sfrecciavano in mare, e tanta gente che, allegra e spensierata, si bagnava nelle acque agostane.

Lo chiamavano sviluppo. Sviluppo turistico.

“Quanti bisticci…” diceva mio padre, “pare che si azzuffassero per la cementificazione delle coste. E chi voleva costruire campi da golf e villaggi turistici…e chi voleva comprarle per tutelarne la bellezza integra e selvaggia…”

Diceva mio padre: “Il padre di mio bisnonno, insieme ad alcuni amici, aveva fatto anche un sito web in cui denunciava lo strapotere dei padroni di allora, quelli che volevano arricchirsi in fretta e senza badare troppo a etica e costi sociali…ma nè loro, nè gli altri si rendevano conto di quello cui andavano incontro…”

Tra un ricordo e l’altro ho fatto il bagno. Acqua calda, come al solito. Gli squali si avvicineranno ancora di più.

“Tutto questo era già successo 3400 anni fa” raccontava mio padre. “I vecchi mi parlavano di studiosi, scienziati e archeologi, che avevano capito quel disastro - uno tsunami - e di altri (se non ricordo male, dell’ENEA) che ne prevedevano un’altro. Ma questa volta dovuto all’incoscienza degli uomini…”

Nessuno dette grande peso al vaticinio. E la gente continuò a pensare allo sviluppo turistico.

Le nostre coste, le spiagge, le calette, le insenature, le rade, le scogliere erano la ricchezza della Sardegna. Divennero la ricchezza di 4 magnati del dollaro…Ma per poco tempo.

Lo sviluppo bruciava troppa energia. Era un incendio, lo sviluppo. Bruciarono i boschi e le pianure; bruciarono le acque e i campi; bruciò l’Antartide e i ghiacci perenni.

Nessuno volle crederci. Anzichè finanziare la ricerca di una cura ancora possibile, finanziavano guerre per il petrolio e per il controllo dell’energia. E qui, nella Sardegna ancora unica e unita di allora, finanziavano la costruzione di mega villaggi e impianti turistici.

“Nonno, gli chiesi un giorno” soleva ripetere papà, “di chi è la colpa di tutto questo? Lui mi guardò e disse: biancareddu”.

Il bisnonno di mio padre non aggiunse altro, nè volle spiegare il significato di quella parola, se fosse un nome, un luogo o chissà cosa. Fatto sta che ancora oggi, qui nell’isola del nord, quando vogliamo dare dell’idiota incosciente a qualcuno gli diciamo biancareddu.

19 Gennaio 2008

Invalidi consigli

Archiviato in: politica, guerra e pace, società — admin @ 20:35

Terra, 05 ottobre 2003

Giuro di essere fedele alla Repubblica e di esercitare il mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione autonoma della Sardegna (giuramento dei consiglieri regionali)

Ho sempre ritenuto giusto e conveniente pagare profumatamente i rappresentanti del popolo, siano essi parlamentari della Repubblica o “semplici” consiglieri regionali. Chi viene eletto per legiferare a nome di tutti e per “fiduciare” e controllare l’attività dei governi deve poter svolgere il proprio compito in maniera dignitosa e sicura, con tutti i mezzi economici e finanziari all’uopo necessari. Inoltre, un parlamentare e un consigliere ben pasciuti sono meno disposti a “vendersi” di chi fa la fame; così come è probabile che svolga meglio la propria attività. E se così non è, lo sarebbe ancor meno se i nostri rappresentanti fossero mal pagati.

La nota vicenda delle pensioni di invalidità ad alcuni consiglieri della regione Sardegna è però tutt’altra cosa, e ci pone problemi da affrontare con urgenza.

(i) Ognuno di noi può e dovrebbe fare politica quando e come vuole, ma non può occupare in perenne gli scranni di via Roma. Questa distorsione ha creato una specie di casta che pian piano si è allontanata, anzichè avvicinarsi, dal popolo e che tende a considerare come diritto acquisito la rielezione e come legittimo il regolamentare privilegi (come le indennità di invalidità). Ecco che la legislatura si trasforma in affannosa ricerca di mezzi, poteri e clientele per ottenere i voti per la successiva.

(ii) Avere dei politici iperprofessionalizzati e superpreparati non è così auspicabile come avere dei medici o degli ingegneri in gamba. Un conto è progettare il ponte di Messina o trapiantare un cuore, un altro è ragionare sul dove andare a prendere i soldi necessari per costruire il primo e dare le sale operatorie per il secondo. In politica (e per certi versi anche nelle professioni) le specializzazioni creano delle separazioni troppo nette tra cittadini e rappresentanti. Affrontare le questioni riguardanti la vita materiale delle persone richiede invece politici e partiti radicati nel territorio e consiglieri da esso provenienti.

(iii) Una volta cessato il mandato devono cessare anche tutte le indennità e provvigioni. Non è più nè economicamente nè eticamente sostenibile continuare a garantire quelle prestazioni eccezionali che, se durante il mandato sono comprensibili e giuste, diventano immorali dopo. Soprattutto adesso che si chiede ai lavoratori un ulteriore sacrificio per il “bene del paese”.

(iv) E’ necessario porre un freno al numero di mandati possibili per ogni singolo consigliere. Pur con alcuni correttivi e valutando con serenità i pro e i contro, sarebbe auspicabile - anche per risolvere la questione della rappresentanza che diventa casta - limitare il numero dei mandati possibili per cittadino. Uno? Uno. E poi di nuovo tutti alle antiche professioni. O disoccupazioni, perchè no.

(v) Anche gli onorevoli hanno diritto alle tutele infortunistiche previste per tutti gli altri lavoratori. Sarebbe una bella pretesa chiedere loro di rinunciare a ciò che gli spetta se si infortunano (che so, una caduta dalle scale nel palazzo del consiglio, o una scoliosi legata a una postazione di lavoro non ergonomica). Che razza di privilegiati sarebbero, sennò? Ma per certificare l’origine “consiliare” del loro male, consiglio una commissione composta da medici, ex minatori del Sulcis e operai di Ottana (ce ne sono ancora?).


A proposito del taglio degli alberi di piazza Giovanni XXIII a Cagliari, l’assessore comunale Marchi ha voluto tranquillizzare la popolazione assicurando il trapianto degli stessi in altra parte della città. Bella scoperta. Lo sanno anche i bambini che gli alberi non possono essere mica inceneriti, tanto meno da un amministratore pubblico.

La questione è invece proprio la loro ubicazione in città. Non si può continuare solo a pianellare, a mettere una fontanella e un praticello, o peggio un parcheggio, a fare scalinate laddove alcuni alberi danno almeno la parvenza di parco diffuso, di strade alberate, fresche, ombrose (che poetessa che mi sento). Così come è accaduto in via Ausonia, al Poetto, in via Amat, in via Scano, in via Sant’Alenixedda e, in parte, di fronte al Lido e al D’Aquila.

Insomma, ben vengano gli alberi, ma tanti, a Monte Urpinu, all’ex mandorleto (chissà perchè ex mandorleto), a Monte Claro (che per adesso assomiglia più al Sahara che a un parco), ma non sarebbe meglio lasciare tutti gli altri al loro posto? Possibile che siano sempre un intralcio ai progetti dei nostri amministratori locali? E che diamine. Che idea squallida e misera di città che hanno costoro. Tutto cemento e parcheggi. A quarant’anni dalla via Gluck di Celentano, stiamo ancora parlando delle stesse cose. E, badate bene, non si sta discutendo di sviluppo e ambiente (che quantomeno rappresentano una moderna contraddizione, tra l’altro risolta dappertutto a favore di quest’ultimo, almeno a parole). Non ci sta dicendo, il Marchi, che il taglio degli alberi porterà nuova occupazione e benessere, no. Ma una migliore visione della facciata della chiesa di San Paolo e una fruizione più piena del suo oratorio.

Mei coioni.


Quando la politica si trasforma in ostensione e gestione arroganti del potere; quando si nega il dialogo e si costringe il cittadino a subire, le frange del terrorismo nostrano sono pronte sempre a incunearsi e a proporsi come unica, valida alternativa, boicottando l’opposizione sindacale e favorendo, di fatto, gli stessi governanti.

Maroni, ministro del lavoro e coautore di una iniqua controriforma delle pensioni degli italiani, accusa neanche tanto velatamente il sindacato di accendere troppo i cuori e le menti della gente favorendo così la ribellione violenta. Un po’ come Bush e Sharon che accusano Arafat di armare, con i suoi discorsi contro l’occupazione israeliana della Palestina, i terroristi kamikaze. Ma se uno dice stronzate, altrettante se ne deve attendere: sono riforme del genere a provocare la rinascita del terrorismo. E’ costringere la gente a lavorare tre, quattro, cinque anni e più oltre la vecchia soglia per avere la pensione a rompere la pace sociale, non denunciare ciò come immorale e iniquo.

Ma una soluzione ce l’avrei. Si potrebbe continuare ad andare in pensione con 35 anni di contributi e 57 anni d’età e, contemporaneamente, richiedere ai pensionati prestazioni lavorative fino anche ai 70 anni, ma in lavori di loro gradimento, socialmente utili come quelli appannaggio di solito dell’area del volontariato, e sempre che li sorreggano forze e salute. Si risolverebbe, così, il problema del ruolo degli anziani nella società e ci si potrebbe dedicare con più attenzione a quelle attività gratificanti che migliorano la qualità della vita della gente e, con essa, la società intera. Non so se Maroni capisca. Forse dovrebbe fare solo cinque anni in miniera (in Polonia, visto che qui sono tutte chiuse) per capire il concetto. Ma basta così, se no cado nella demagogia e mi faccio male.

L’altro bel ministro italiano, Martino, si permette di concedere un altro pezzo di Sardegna agli USA, alla faccia di devolution, democrazia, autogestione territoriale, legalità e quant’altro. Mi riferisco alla base americana di Santo Stefano. In questo caso, però, i benpensanti della Regione, vedono l’affare: tanti posti di lavoro e tanti soldi che girano. Il loro ragionamento, per alcuni versi corretto, è questo: gli americani ci garantiscono almeno 150 posti di lavoro diretti e un ritorno economico notevole perchè i marines spendono tanti soldi nei negozi.

Vabbè per i 150 posti di lavoro, ma si può sapere quanto spendono nei negozi sardi questi militari? Siamo sicuri che, una volta finito l’indotto derivante dall’ampliamento edilizio della base de La Maddalena (sempre che non vengano carpentieri USA, cosa assai probabile), ci siano altri vantaggi economici? Non è invece vero che i militari americano e le loro famiglie spendono pochissimo in pecorino e corallo e che, forse, turisti civili americani, tedeschi e inglesi spenderebbero di più e con maggiori ricadute in termini occupazionali?

E quanto ricaveremmo come popolo intero (tutto considerato, sicurezza e salute comprese) se al posto della base nucleare americana ci fossero strutture dedicate al turismo e al parco? O se l’intera isola la dessimo in gestione a Renato Soru, visto che non ce l’ha fatta con la Costa Smeralda?

Ma quanto sono sadica…e stronza.

Aria. Settembre nero

Archiviato in: ambiente, Dati PM10 — admin @ 20:32

Terra, 4 ottobre 2003 Dal 25 al 30 settembre la centralina di rilevamento inquinamento atmosferico di Piazza Repubblica ha segnalato costantemente valori di “biossido di azoto” superiori alla soglia di allarme. Il primo ottobre la centralina ? andata “fuori servizio” e il 2 ottobre ha ripreso a funzionare, segnalando valori inferiori.

Sei giorni consecutivi oltre la soglia di allarme richiedono, a nostro avviso, degli interventi da parte delle autorit? preposte. Abbiamo gi? segnalato al Sindaco di Cagliari la situazione anomala e il rischio che corrono pedoni e automobilisti che transitano in piazza Repubblica e zone immediatamente adiacenti.

Anche maggiore ? il rischio per gli avventori di quel bar che ha utilizzato la piazzetta per sistemare i suoi tavolini. Novelli Ernesto Calindri (o quasi), oltre l’aperitivo trangugiano boccali di PM10 e NO2.

E ancor pi? rischioso ? il lavoro degli “aiutanti della sosta” costretti a stazionare in zona e a respirare i gas inquinanti. La loro funzione, soprattutto quando e se multano chi parcheggia in doppia fila o chi “evade” il corrispettivo dovuto, ? sicuramente utile a disincentivare comportamenti scorretti e, quindi, l’assalto automobilistico del centro; ma evidentemente non basta.

Ci rendiamo conto che la bacchetta magica, i nostri amministratori, non ce l’hanno; cos? come apprezziamo gli sforzi e i progetti di CTM e Ferrovie Sarde per potenziare il trasporto pubblico. In altre citt?, per?, quando la situazione ? critica si ricorre a mezzi pi? drastici perch? di mezzo c’? la salute dei cittadini, soprattutto bambini e anziani.

Ammettiamo pure che, nel complesso, i valori fuori norma registrati a Cagliari non sono tanti. Ma ci sono. E sono pure pericolosi, come le polveri sottili che, proprio nei primi due giorni di ottobre, hanno nuovamente superato gli “obiettivi qualit?”.

Ecco di seguito le tabelle riepilogative, dal 25 settembre 2003 al 2 ottobre.
In chiusura di pagina il link per accedere al precedente bollettino.

DATI CONCENTRAZIONI INQUINANTI
Rilevati il
02 Ottobre 2003

Sostanza
Inquinante

PM10

Polveri

SO2

Biossido di zolfo

NO2

Biossido di azoto

CO

Ossido di carbonio

O3

Ozono
Valore limite
Soglia di allarme
60
125
500
270
400
14
180
360

NOME
STAZIONE

media
giornaliera
(?g/m3)
media
giornaliera
(?g/m3)
media massima
oraria
(?g/m3)
media massima
oraria
(mg/m3)
media massima
oraria
(?g/m3)

Colle Tuvixeddu

58.6 pessima

NP

35.6

0.9

81.6

Piazza Sant’Avendrace

4.4

3.4

84.0

1.7

75.2

Piazza Repubblica

21.3

1.1

121.9

2.4

30.5

Via Italia - Pirri

76.4 sup.limite

NP

90.1

4.0

20.0

Viale A. Diaz

65.9 sup.limite

NP

80.2

2.6

70.8

Viale F. Ciusa

11.4

14.9

103.0

3.6

36.2

Via Roma

FS

FS

FS

FS

FS

DATI CONCENTRAZIONI INQUINANTI
Rilevati il
01 Ottobre 2003

Sostanza
Inquinante

PM10

Polveri

SO2

Biossido di zolfo

NO2

Biossido di azoto

CO

Ossido di carbonio

O3

Ozono
Valore limite
Soglia di allarme
60
125
500
270
400
14
180
360

NOME
STAZIONE

media
giornaliera
(?g/m3)
media
giornaliera
(?g/m3)
media massima
oraria
(?g/m3)
media massima
oraria
(mg/m3)
media massima
oraria
(?g/m3)

Colle Tuvixeddu

33.9 scadente

NP

40.3

0.1

101.3

Piazza Sant’Avendrace

5.2

7.7

53.6

1.3

86.8

Piazza Repubblica

12.0

1.0

FS fuori servizio

2.5

26.5

Via Italia - Pirri

47.0 pessima

NP

118.0

3.7

44.4

Viale A. Diaz

36.7 scadente

NP

52.7

0.5

92.2

Viale F. Ciusa

3.3

3.4

114.7

2.5

81.2

Via Roma

FS

FS

FS

FS

FS

DATI CONCENTRAZIONI INQUINANTI
Rilevati il
30 Settembre 2003

Sostanza
Inquinante

PM10

Polveri

SO2

Biossido di zolfo

NO2

Biossido di azoto

CO

Ossido di carbonio

O3

Ozono
Valore limite
Soglia di allarme
60
125
500
270
400
14
180
360

NOME
STAZIONE

media
giornaliera
(?g/m3)
media
giornaliera
(?g/m3)
media massima
oraria
(?g/m3)
media massima
oraria
(mg/m3)
media massima
oraria
(?g/m3)

Colle Tuvixeddu

21.3

NP

31.5

FS

91.3

Piazza Sant’Avendrace

3.8

1.2

104.4

2.4

72.7

Piazza Repubblica

10.3

1.0

469.0 sup.allarme

2.9

45.7

Via Italia - Pirri

26.1

NP

100.1

4.4

33.7

Viale A. Diaz

21.0

NP

67.6

0.9

90.1

Viale F. Ciusa

6.9

4.8

94.6

2.5

62.5

Via Roma

FS

FS

FS

FS

FS

DATI CONCENTRAZIONI INQUINANTI
Rilevati il
29 Settembre 2003

Sostanza
Inquinante

PM10

Polveri

SO2

Biossido di zolfo

NO2

Biossido di azoto

CO

Ossido di carbonio

O3

Ozono
Valore limite
Soglia di allarme
60
125
500
270
400
14
180
360

NOME
STAZIONE

media
giornaliera
(?g/m3)
media
giornaliera
(?g/m3)
media massima
oraria
(?g/m3)
media massima
oraria
(mg/m3)
media massima
oraria
(?g/m3)

Colle Tuvixeddu

20.7

NP

54.1

FS

91.4

Piazza Sant’Avendrace

3.4

4.2

141.0

2.2

74.0

Piazza Repubblica

19.2

1.0

420.1 sup.allarme

2.1

42.6

Via Italia - Pirri

26.0

NP

90.7

2.2

41.1

Viale A. Diaz

31.2 scadente

NP

89.5

1.6

98.7

Viale F. Ciusa

3.3

3.6

143.5

4.8

69.6

Via Roma

FS

FS

FS

FS

FS

DATI CONCENTRAZIONI INQUINANTI
Rilevati il
28 Settembre 2003

Sostanza
Inquinante

PM10

Polveri

SO2

Biossido di zolfo

NO2

Biossido di azoto

CO

Ossido di carbonio

O3

Ozono
Valore limite
Soglia di allarme
60
125
500
270
400
14
180
360

NOME
STAZIONE

media
giornaliera
(?g/m3)
media
giornaliera
(?g/m3)
media massima
oraria
(?g/m3)
media massima
oraria
(mg/m3)
media massima
oraria
(?g/m3)

Colle Tuvixeddu

22.2

NP

29.3

FS

98.5

Piazza Sant’Avendrace

3.1

4.0

65.3

1.6

80.1

Piazza Repubblica

5.7

0.9

426.5 sup.allarme

1.2

42.6

Via Italia - Pirri

19.1

NP

67.0

2.0

42.3

Viale A. Diaz

19.1

NP

55.9

0.8

90.9

Viale F. Ciusa

3.3

3.7

63.8

1.2

81.7

Via Roma

FS

FS

FS

FS

FS

DATI CONCENTRAZIONI INQUINANTI
Rilevati il
27 Settembre 2003

Sostanza
Inquinante

PM10

Polveri

SO2

Biossido di zolfo

NO2

Biossido di azoto

CO

Ossido di carbonio

O3

Ozono
Valore limite
Soglia di allarme
60
125
500
270
400
14
180
360

NOME
STAZIONE

media
giornaliera
(?g/m3)
media
giornaliera
(?g/m3)
media massima
oraria
(?g/m3)
media massima
oraria
(mg/m3)
media massima
oraria
(?g/m3)

Colle Tuvixeddu

33.8 sup.limite

NP

25.0

FS

94.9

Piazza Sant’Avendrace

2.9

3.2

85.0

1.8

74.5

Piazza Repubblica

9.1

0.7

407.9 sup.allarme

1.6

43.8

Via Italia - Pirri

21.7

NP

87.8

3.1

39.4

Viale A. Diaz

27.4

NP

65.9

1.1

90.6

Viale F. Ciusa

3.8

6.8

95.6

1.0

72.0

Via Roma

FS

FS

FS

FS

FS

DATI CONCENTRAZIONI INQUINANTI
Rilevati il
26 Settembre 2003

Sostanza
Inquinante

PM10

Polveri

SO2

Biossido di zolfo

NO2

Biossido di azoto

CO

Ossido di carbonio

O3

Ozono
Valore limite
Soglia di allarme
60
125
500
270
400
14
180
360

NOME
STAZIONE

media
giornaliera
(?g/m3)
media
giornaliera
(?g/m3)
media massima
oraria
(?g/m3)
media massima
oraria
(mg/m3)
media massima
oraria
(?g/m3)

Colle Tuvixeddu

22.5

NP

33.0

FS

102.2

Piazza Sant’Avendrace

3.3

4.0

113.4

2.0

74.3

Piazza Repubblica

9.6

1.1

427.7 sup.allarme

2.3

52.1

Via Italia - Pirri

28.4

NP

119.7

3.5

41.3

Viale A. Diaz

27.8

NP

66.9

1.0

103.8

Viale F. Ciusa

11.0

9.7

101.3

1.4

73.0

Via Roma

FS

FS

FS

FS

FS


DATI CONCENTRAZIONI INQUINANTI
Rilevati il
25 Settembre 2003

Sostanza
Inquinante

PM10

Polveri

SO2

Biossido di zolfo

NO2

Biossido di azoto

CO

Ossido di carbonio

O3

Ozono
Valore limite
Soglia di allarme
60
125
500
270
400
14
180
360

NOME
STAZIONE

media
giornaliera
(?g/m3)
media
giornaliera
(?g/m3)
media massima
oraria
(?g/m3)
media massima
oraria
(mg/m3)
media massima
oraria
(?g/m3)

Colle Tuvixeddu

24.8

NP

35.0

0.3

100.7

Piazza Sant’Avendrace

3.3

2.5

118.3

2.1

74.4

Piazza Repubblica

11.1

1.1

431.0 sup. allarme

2.3

51.3

Via Italia - Pirri

23.4

NP

83.3

3.2

47.0

Viale A. Diaz

29.2

NP

80.8

1.1

98.4

Viale F. Ciusa

8.7

7.7

106.7

1.7

69.6

Via Roma

FS

FS

FS

FS

FS

“Punizione e permissivismo sono entrambi deleteri”

Archiviato in: droghe — admin @ 20:31

Terra, 06 ottobre 2003

Intervista a un medico del SERT di Cagliari

“Punizione e permissivismo sono entrambi deleteri”
 
Il vicepremier Gianfranco Fini ha riproposto di recente l’idea di punire i consumatori di sostanze stupefacenti e di indirizzarli obbligatoriamente in comunità di recupero. Per lui, ma anche per tantissimi altri, non c’è differenza tra droghe leggere e pesanti.

A questo proposito abbiamo intervistato un medico di un SERT cagliaritano, che preferisce mantenere l’anonimato.

La marijuana è come l’eroina. E’ proprio così, dottore?
Effettivamente, la divisione tra sostanze cosiddette leggere e quelle cosiddette pesanti dal punto di vista farmacologico è artificiosa. Le droghe, legali o illegali che siano, fanno tutte male, e i meccanismi, i centri cerebrali coinvolti sono gli stessi. Ciò che cambia è forse la gravità della dipendenza che si instaura: l’alcol e l’eroina, ad esempio, oltre un certo limite d’uso creano dipendenza fisica oltre che psicologica (a parte i danni fisici diretti di vario tipo e varia entità). Chi usa queste sostanze può finire facilmente intrappolato in un sistema per cui deve continuare ad usarle per non star male, (per non avere la crisi d’astinenza) ed è disposto a tutto, come sappiamo, per non farsele mancare. L’uso di marijuana crea prevalentemente dipendenza psicologica, il che peraltro non è poco, dato che fumare continuativamente marijuana espone a rischi per la salute (come il fumo di sigaretta). Non abbiamo l’escalation che conosciamo per l’eroina e la cocaina, capita raramente al Sert di dover trattare un tossicomane da cannabis. Ma è anche vero che gli eroinomani hanno quasi tutti cominciato con la marijuana. Qui entrano in ballo le caratteristiche personali di chi usa sostanze. Direi comunque che ogni persona che usa sostanze è un caso a sè e il suo problema va capito e affrontato in modo specifico.

E le nuove droghe, quelle sintetiche?
Anche le droghe sintetiche agiscono allo stesso modo e già dalla prima volta possono danneggiare il sistema nervoso centrale. Ma i consumatori di queste sostanze in genere non arrivano al Sert. Il fenomeno cui stiamo assistendo in questi ultimi anni noi operatori dei Sert è l’abuso di cocaina, anche nei vecchi eroinomani, con una dipendenza psicologica fortissima e gravi danni psichiatrici legati all’uso di questa sostanza. Un altro fenomeno cui assistiamo sempre di più è il poliabuso di sostanze. Oggi l’eroinomane, ad esempio, a parte la cocaina è facile che abusi anche di alcol e di benzodiazepine (valium, roipnol, rivotril, ecc.), oltre magari a fumarsi quotidianamente lo spinello e a continuare a fumarsi un pacchetto o due di sigarette. Un vortice di dipendenze veramente impressionante.

Quanti SERT esistono in città?
Due. In via Liguria e in via Valenzani. Ogni SERT dispensa circa un migliaio di terapie all’anno, tra alcolisti, eroinomani, cocainomani.

In cosa consiste la terapia?
La tossicodipendenza è un fenomeno complesso. Alla base ci sono questioni che toccano l’aspetto psicologico del soggetto e quello sociale del contesto in cui vive. La terapia pertanto, o meglio le terapie, consistono in un aspetto farmacologico, che può essere di breve durata o protratto ( i farmaci sostitutivi più usati per gli eroinomani sono il metadone e la buprenorfina, con il naltrexone come antagonista; l’alcover e l’antabuse i farmaci più usati per gli alcolisti) e in un sostegno psicologico e sociale. In ogni SERT operano medici, infermieri psicologi, assistenti sociali ed educatori professionali. Concluso il ciclo terapeutico, che noi cerchiamo che sia tanto medico quanto psico-sociale, il reinserimento dei tossicodipendenti (quando possibile) viene seguito da cooperative di lavoro ‘protetto’, cioè cooperative i cui membri definibili ‘ex tossicodipendenti’ restano in contatto col Sert.

Ma si può uscire dalla tossicodipendenza?
Guardi, dopo un certo numero di anni è difficile. Soprattutto se ci riferiamo alla guarigione definitiva. Delle centinaia di pazienti che ho conosciuto e trattato, solo pochissimi hanno dato un addio definitivo alla tossicodipendenza. La stragrande maggioranza sono morti per le complicanze legate alla tossicodipendenza o sono tuttora in trattamento. Cambiare vita, dopo certi livelli di coinvolgimento è oltremodo difficile, specie se coesistono altri disturbi psichiatrici o fisici, non ci sono famiglie affidabili alle spalle, non c’è lavoro, ecc.. Non bisogna ‘mollare’, naturalmente, nè come pazienti, nè come operatori. Del resto, capitano anche i ‘miracoli’. In generale tuttavia gli obiettivi vanno proporzionati alle risorse disponibili per il paziente. Non vorrei apparire disfattista, ma per molti dei miei pazienti mi sono abituato a considerare un successo il fatto che, durante il trattamento, non facciano più uso di ’sostanze’. Continueranno ad essere in qualche misura tossicodipendenti, nel senso che usano farmaci oppiacei per ottenere questo risultato, ma sono anche tossicodipendenti in trattamento, che possono, a partire da questo punto, riprovare ad affrontare la vita. Se per guarigione intendiamo anche questo, le percentuali positive salgono decisamente. Il problema è che la ricaduta è sempre in agguato, non solo dopo ma anche durante il trattamento.

Nelle comunità terapeutiche hanno risultati migliori?
Credo che abbiano le stesse percentuali di “guarigione” dei Sert. Gran parte dei nostri utenti ha fatto l’esperienza della Comunità terapeutica, in toto o in parte. Il problema principale per chi riesce a terminare il programma è quello del dopo. Trascorsi gli anni comunitari, alcuni pazienti hanno dato una svolta decisiva alla loro vita, talvolta restando legati alla Comunità in veste di operatori; altri tuttavia sono ricaduti nell’uso di droga in tempi più o meno brevi. Molto dipende anche dalle motivazioni per cui si entra in Comunità. Ultimamente quasi tutte le Comunità (nelle quali non si usano farmaci sostitutivi) si sono dotate di strutture di preaccoglienza per fronteggiare in collaborazione col Sert il problema della disintossicazione.

Quindi Fini fa bene a obbligare alla comunità?
Chi viene costretto ad entrare in Comunità, (come del resto chi finisce in carcere), non esce dalla tossicodipendenza. A meno che non resti in Comunità a vita. Questa è la mia esperienza di operatore. Mi pare che la proposta di Fini parta da esigenze politico-sociali più che assistenziali, e sottovaluti la forza della tossicodipendenza, la difficoltà del recupero di un tossicomane. D’altra parte molti pazienti sono i primi a rendersi conto che in certe fasi, per certe situazioni, la Comunità è indispensabile e la richiedono. In altri casi ancora siamo noi del Sert i primi a proporre l’ingresso in Comunità. Così è ovviamente diverso che essere costretti ad entrarci.

E la punizione per chi fuma lo spinello?
La punizione, nel senso di sanzione amministrativa (ad esempio il ritiro della patente) applicata dalla Prefettura a chi fa uso di sostanze stupefacenti e non smette, c’è già. I Sert sono incaricati anche dei controlli sulla base dei quali la Prefettura esegue la sanzione. Non so cosa proponga Fini. Comunque sia, penso che la semplice punizione, ma anche il lassismo, il permissivismo, siano deleteri. Bisogna informare, educare, discutere, far capire. Bisogna prendersi l’onere di farlo. E’ qualcosa che spetta innanzitutto alle famiglie, ai genitori, quindi alla scuola, agli insegnanti. Infine allo Stato. Personalmente lascerei la punizione (la sanzione amministrativa di cui s’è detto) ma all’interno di questo quadro preventivo-educativo, che deve prevalere. Sul piano sociale punire rischia di allontanare le persone che si drogano da chi li può aiutare. D’altra parte è importante prendere posizione chiaramente contro tutte le droghe, legali e illegali, compreso lo spinello. Senza allarmismi o criminalizzazioni, ma anche senza ambiguità, lasciando ai giovani la loro piena responsabilità, nel caso decidano di ‘rischiare’ comunque la propria salute. Forse l’obiettivo dei proibizionisti è proprio quello di evitare - con la punizione per chi fuma- che alcuni ragazzi inizino a fumare. Al di là di un certo autoritarismo che la punizione indubbiamente implica, una punizione proporzionata è almeno un chiaro segnale di dissenso che gli adulti credo possano e debbano dare ai giovani, in questo tema così importante. Sempre che funzionino gli altri aspetti e che da chi si prende la responsabilità di punire non provenga poi un esempio contraddittorio.

E’ d’accordo con Fini, quindi?
Non direi. Dico solo che il fenomeno è più complesso di quello che si vuol far credere. Ad esempio, la scelta ‘libertaria’ olandese mi sembra sia più un’abdicazione dello Stato ai propri compiti educativi nei confronti dei giovani, che una scelta autentica di tolleranza. Altre persone sono invece entusiaste di quell’esperienza. Molti dicono: se si punisce chi fuma lo spinello, perchè non punire chi fuma la sigaretta o beve il bicchiere di birra? Si tratta in ogni caso di droghe! Al che si potrebbe naturalmente obbiettare: se già ci affliggono da decenni le conseguenze del tabagismo e dell’alcolismo, perchè aggiungere nel ‘paniere’ pure le conseguenze del fumo della cannabis indica? Penso poi che i discorsi punitivi perdano senso in presenza di una malattia, ossia quando la tossicodipendenza si è strutturata e possiamo dire che l’individuo si sta punendo da sè, e in maniera molto severa.

Il SERT è una struttura pubblica?
Certo, dipende dalla ASL.

Ritiene che i finanziamenti siano sufficienti per il vostro lavoro?
Direi di no.



Uso e abuso

Penso che ci sia differenza tra bersi un litro di rosso a pasto e berne invece mezzo bicchiere. Penso ci sia differenza tra farsi due grammi di eroina al giorno e farsi una pera ogni quindici giorni. Così come c’è differenza tra la canna quotidiana del 15enne e quella dell’impiegato 35enne, che sa gestirsi e se la gode senza rischi. Fermo restando che sono d’accordo sul tipo di approccio al problema, credo non sia facile parlare di cura o di prevenzione a chi si fuma lo spinello della domenica. Soprattutto quando molti medici, magari non quelli dei Sert, non sconsigliano, anzi, il bicchiere di vino rosso a pasto; o quando molti altri medici assegnano in alcuni casi alla marijuana valenza terapeutica. Un ragionamento sulle droghe non può prescindere da questo. Nè dal fatto che lo Stato sta depotenziando e impoverendo proprio quelle istituzioni, come scuola e sanità, che dovrebbero aiutare giovani e famiglie nella prevenzione e nella cura.
Mario B.
07/10/03

Continua l’assedio del biossido d’azoto: intervenga il Sindaco

Archiviato in: ambiente, Dati PM10 — admin @ 20:13

Terra, 27 settembre 2003 Il biossido d’azoto continua ad attanagliare piazza Repubblica. Uno sguardo alle tabelle riportate qui sotto e il quadro ? chiaro.
Negli ultimi 7 giorni, per ben 6 volte sono stati superati i valori limite; e il 25 settembre si ? superata anche la soglia di allarme.
Anche le soglie di allarme,quindi, sono state superate. La qualit? dell’aria che respiriamo ? sempre peggiore. Quei mega parcheggi di scambio all’ingresso della citt?, preventivati anche negli “Indirizzi generali di governo” del Sindaco di Cagliari, non ci sono e comunque non hanno risolto il problema del grande afflusso quotidiano di auto private. I parcheggi seminterrati del centro (uno dei quali ? proprio in piazza Repubblica) hanno avuto, fino adesso, la funzione di attirare un maggior numero di auto, aumentando cos? la pressione del traffico e il conseguente inquinamento.
Allora chiediamo al Sindaco di Cagliari, Emilio Floris, in qualit? di pi? alto tutore della salute pubblica cittadina, di intervenire urgentemente e di adottare tutte le misure necessarie alla diminuzione dei valori inquinanti.
Restrizioni alla circolazione? Blocco totale?
Non lo sappiamo, ma bisogna fare in fretta.
Che gli esperti intervengano e trovino la soluzione.

GLI OSSIDI DI AZOTO (NOX, NO, NO2)

In termini di inquinamento atmosferico gli ossidi di azoto che destano pi? preoccupazione sono il monossido di azoto (NO) e il biossido di azoto (NO2). Tali prodotti si ottengono dalla reazione di due gas (azoto, N2, e ossigeno, O2) comunemente presenti nell’aria e di cui sono i maggiori costituenti. I due gas reagiscono per? solo ad alte temperature; ne consegue che le combustioni producono collateralmente monossido e biossido di azoto.
La principale fonte di ossidi di azoto ? l’azione batterica. L’emissione di origine antropica ha per? la caratteristica di essere presente in alte concentrazioni in aree limitate.
Il tempo di permanenza medio degli ossidi di azoto nell’atmosfera ? molto breve: circa tre giorni per l’NO2 e circa quattro per l’NO. Non sono ancora ben chiari i processi che permettono una trasformazione cos? veloce degli ossidi di azoto. Riguardo agli effetti sull’uomo, il maggior pericolo legato alla presenza degli ossidi di azoto nell’aria, deriva dal loro coinvolgimento nella formazione di inquinanti fotochimici, i pi? pericolosi componenti dello smog. L’inalazione del biossido di azoto determina un’intensa irritazione delle vie aeree. L’inspirazione del gas a concentrazioni elevate pu? portare a bronchiti, edema polmonare, enfisema o fibrosi.

Sostanza
Inquinante

PM10

Polveri

SO2

Biossido di zolfo

NO2

Biossido di azoto

CO

Ossido di carbonio

O3

Ozono
Valore limite
Soglia di allarme
60
125
500
270
400
14
180
360

NOME
STAZIONE

media
giornaliera
(?g/m3)
media
giornaliera
(?g/m3)
media massima
oraria
(?g/m3)
media massima
oraria
(mg/m3)
media massima
oraria
(?g/m3)

Colle Tuvixeddu

24.8

NP

35.0

0.3

100.7

Piazza Sant’Avendrace

3.3

2.5

118.3

2.1

74.4

Piazza Repubblica

11.1

1.1

431.0 >allarme

2.3

51.3

Via Italia - Pirri

23.4

NP

83.3

3.2

47.0

Viale A. Diaz

29.2

NP

80.8

1.1

98.4

Viale F. Ciusa

8.7

7.7

106.7

1.7

69.6

Via Roma

FS

FS

FS

FS

FS

DATI CONCENTRAZIONI INQUINANTI
Rilevati il
24 Settembre 2003

Sostanza
Inquinante

PM10

Polveri

SO2

Biossido di zolfo

NO2

Biossido di azoto

CO

Ossido di carbonio

O3

Ozono
Valore limite
Soglia di allarme
60
125
500
270
400
14
180
360

NOME
STAZIONE

media
giornaliera
(?g/m3)
media
giornaliera
(?g/m3)
media massima
oraria
(?g/m3)
media massima
oraria
(mg/m3)
media massima
oraria
(?g/m3)

Colle Tuvixeddu

29.4

NP

38.6

FS

94.7

Piazza Sant’Avendrace

3.7

8.0

118.4

2.2

59.6

Piazza Repubblica

14.3

1.0

149.6

1.1

51.2

Via Italia - Pirri

29.1

NP

FS

1.3

54.5

Viale A. Diaz

35.3 scadente

NP

75.8

1.2

75.9

Viale F. Ciusa

7.6

1.6

93.9

2.0

71.5

Via Roma

FS

FS

FS

FS

FS

DATI CONCENTRAZIONI INQUINANTI
Rilevati il
23 Settembre 2003

Sostanza
Inquinante

PM10

Polveri

SO2

Biossido di zolfo

NO2

Biossido di azoto

CO

Ossido di carbonio

O3

Ozono
Valore limite
Soglia di allarme
60
125
500
270
400
14
180
360

NOME
STAZIONE

media
giornaliera
(?g/m3)
media
giornaliera
(?g/m3)
media massima
oraria
(?g/m3)
media massima
oraria
(mg/m3)
media massima
oraria
(?g/m3)

Colle Tuvixeddu

36.6 scadente

NP

52.2

0.5

98.7

Piazza Sant’Avendrace

3.5

0.7

132.2

2.2

77.0

Piazza Repubblica

16.0

1.4

295.2 >limite

2.4

55.3

Via Italia - Pirri

45.1 pessima

NP

FS

3.8

37.4

Viale A. Diaz

42.7 pessima

NP

97.0

2.0

81.5

Viale F. Ciusa

7.6

3.9

137.9

2.6

74.1

Via Roma

FS

FS

FS

FS

FS

DATI CONCENTRAZIONI INQUINANTI
Rilevati il
22 Settembre 2003

Sostanza
Inquinante

PM10

Polveri

SO2

Biossido di zolfo

NO2

Biossido di azoto

CO

Ossido di carbonio

O3

Ozono
Valore limite
Soglia di allarme
60
125
500
270
400
14
180
360

NOME
STAZIONE

media
giornaliera
(?g/m3)
media
giornaliera
(?g/m3)
media massima
oraria
(?g/m3)
media massima
oraria
(mg/m3)
media massima
oraria
(?g/m3)

Colle Tuvixeddu

29.7

NP

57.4

1.4

133.7 scadente

Piazza Sant’Avendrace

2.1

5.0

138.2

1.9

107.2

Piazza Repubblica

12.7

1.7

319.3>limite

3.0

58.8

Via Italia - Pirri

33.3 scadente

NP

FS

3.2

63.3

Viale A. Diaz

37.0 scadente

NP

101.5

1.8

111.7

Viale F. Ciusa

7.9

5.5

136.6

2.4

93.2

Via Roma

FS

FS

FS

FS

FS

DATI CONCENTRAZIONI INQUINANTI
Rilevati il
21 Settembre 2003

Sostanza
Inquinante

PM10

Polveri

SO2

Biossido di zolfo

NO2

Biossido di azoto

CO

Ossido di carbonio

O3

Ozono
Valore limite
Soglia di allarme
60
125
500
270
400
14
180
360

NOME
STAZIONE

media
giornaliera
(?g/m3)
media
giornaliera
(?g/m3)
media massima
oraria
(?g/m3)
media massima
oraria
(mg/m3)
media massima
oraria
(?g/m3)

Colle Tuvixeddu

24.7

NP

20.8

0.4

121.9

Piazza Sant’Avendrace

2.2

6.7

63.6

1.5

102.9

Piazza Repubblica

13.1

1.1

324.7>limite

2.1

57.6

Via Italia - Pirri

22.8

NP

FS

3.0

60.8

Viale A. Diaz

34.8 scadente

NP

77.7

1.3

116.5

Viale F. Ciusa

10.2

10.5

83.2

0.9

99.9

Via Roma

FS

FS

FS

FS

FS

DATI CONCENTRAZIONI INQUINANTI
Rilevati il
20 Settembre 2003

Sostanza
Inquinante

PM10

Polveri

SO2

Biossido di zolfo

NO2

Biossido di azoto

CO

Ossido di carbonio

O3

Ozono
Valore limite
Soglia di allarme
60
125
500
270
400
14
180
360

NOME
STAZIONE

media
giornaliera
(?g/m3)
media
giornaliera
(?g/m3)
media massima
oraria
(?g/m3)
media massima
oraria
(mg/m3)
media massima
oraria
(?g/m3)

Colle Tuvixeddu

27.1

NP

41.4

0.7

113.5

Piazza Sant’Avendrace

1.4

5.5

96.4

1.4

87.4

Piazza Repubblica

11.1

1.2

290.6>limite

1.8

52.8

Via Italia - Pirri

32.4 scadente

NP

FS

3.0

47.4

Viale A. Diaz

34.7 scadente

NP

86.8

1.2

96.2

Viale F. Ciusa

8.7

3.9

130.3

2.0

89.9

Via Roma

FS

FS

FS

FS

FS

DATI CONCENTRAZIONI INQUINANTI
Rilevati il
19 Settembre 2003

Sostanza
Inquinante

PM10

Polveri

SO2

Biossido di zolfo

NO2

Biossido di azoto

CO

Ossido di carbonio

O3

Ozono
Valore limite
Soglia di allarme
60
125
500
270
400
14
180
360

NOME
STAZIONE

media
giornaliera
(?g/m3)
media
giornaliera
(?g/m3)
media massima
oraria
(?g/m3)
media massima
oraria
(mg/m3)
media massima
oraria
(?g/m3)

Colle Tuvixeddu

29.2

NP

52.4

0.9

108.5

Piazza Sant’Avendrace

1.7

6.4

129.3

2.0

80.8

Piazza Repubblica

13.8

0.6

276,2 >limite

2.3

49.5

Via Italia - Pirri

37.3 scadente

NP

FS

3.2

46.2

Viale A. Diaz

41.0 pessima

NP

97.2

1.7

94.2

Viale F. Ciusa

7.7

6.0

144.1

3.2

76.8

Via Roma

FS

FS

FS

FS

FS

Piazza d’azoto

Archiviato in: ambiente, Dati PM10 — admin @ 19:35

Piazza d’azoto

Terra 21 settembre 2003

Con colpevole ritardo - ahinoi e accidenti alle ferie - pubblichiamo il bollettino dell’aria relativo al mese di agosto 2003. Per tentare di farci perdonare diamo anche i dati fino al 18 settembre. Vorremmo segnalarvi che lo stesso ritardo (nella comunicazione del grado di inquinamento dell’aria di agosto) è stato accumulato dall’ufficio del Comune di Cagliari all’uopo preposto. Pensiamo che ciò sia più grave della nostra latitanza. Anche perché la qualità dell’aria è stata particolarmente scadente, con punte di “pessima” e numerosi “superamenti della soglia limite” di vari fattori inquinanti, da far consigliare almeno un blocco temporaneo della circolazione, soprattutto in Piazza Repubblica dove il biossido di azoto (in agosto) l’ha fatta da padrone. E a proposito di Piazza Repubblica, abbiamo notato che la centralina comunale di rilevamento era spesso fuori servizio e, caso strano, subito dopo i picchi di NO2. Quasi a “scaramanzia” per migliori risultati.

Vabbè, lasciamo perdere. Ma se la situazione dovesse persistere chiederemo il blocco della circolazione. Certo è che i “Fuori servizio” sono sempre più frequenti e che sarebbe necessario monitorare la via peggiore (in funzione dello smog) di Cagliari: via Roma.

Agosto quindi da dimenticare, e vi consigliamo di dare uno sguardo alla giornata del 29 agosto, così a mo’ di esempio; mentre settembre inizia con buoni auspici, ma con una tendenza al peggioramento.

Per agevolare la lettura dei dati, abbiamo dato una “nota di colore” alle tabelle di settembre e a quelle dell’ultima parte di agosto:

oltre il colore azzurro che contraddistingue i superi dei valori limite, e in attesa di riuscire a usare meglio l’evidenziatore, abbiamo scritto “verde” accanto a quelli che indicano una qualità pessima dell’aria (in base agli stessi criteri utilizzati dalla Provincia di Cagliari) e “giallo” quelli per una qualità scadente.

vai ai dati

Sa Illetta. Soru ha chiarito, ma gli altri?

Archiviato in: politica, ambiente — admin @ 19:30

Terra, 23 settembre 2003

Oltre venti giorni fa, chiedevamo a Renato Soru una risposta su alcune questioni che, evidentemente non solo a nostro avviso, non erano di lana caprina (…vai); anzi riguardavano oltre che un capitolo importante della cronaca amministrativa cagliaritana (giunta Floris), la coerenza e l’autorevolezza di un personaggio che si candida a guidare la Regione Sardegna nella prossima legislatura.
Una di queste risposte è arrivata. Indirettamente.
Gianni Loy, che alla vicenda della nuova sede Tiscali a Sa Illetta ha dedicato alcune battaglie ecologiste, ci invia, sullo stesso argomento, il seguente comunicato precisando che a breve seguirà regolare interrogazione al sindaco Emilio Floris.
Ci associamo a Gianni Loy nel chiedere chiarimenti a Floris e Tiana. En passant, ci piacerebbe sapere anche cosa ne pensano dei livelli d’inquinamento dell’aria di Cagliari. Ma questa è un’altra storia…

Comunicato

Cagliari 22/09/03
L’inaugurazione della nuova sede di Tiscali sulle sponde dello stagno di Santa Gilla, a distanza di poco più di due anni dalla mia ferma opposizione in Consiglio alla edificazione in un’area pregevole sotto il profilo ambientalista, rende urgenti da parte mia tre risposte a tre dei principali soggetti di questo affare.

  • La prima, è destinata al dott. Soru. Non solo di doveroso augurio per un’iniziativa economica positiva, ma anche di apprezzamento per aver con grande chiarezza rivelato pubblicamente alcuni dei retroscena che hanno determinato quell’insediamento. Così abbiamo oggi la conferma che non era affatto vero, come sventolavano alcuni politici, che ci trovassimo di fronte ad una sorta di ultimatum di Tiscali: o quell’area o andiamo via dalla Sardegna. Tutto il contrario! Addirittura il dott. Soru, avrebbe preferito costruire altrove e si è poi adoperato, paradossalmente, per limitare il peso dell’insediamento stesso. Quindi: Grazie.
  • La seconda è per il Sindaco, Vossignoria, avrà diverse cose da spiegare per le reticenze e per le errate informazioni date all’assemblea. Ora tutto è più chiaro. Come poteva non sapere che quell’area era stata quasi imposta dal Casic, che invece di impegnarsi per il decollo delle aree industriali, continuava, evidentemente, a fare il gioco delle tre carte. Quindi: Ci rivedremo in Consiglio.
  • La terza è per Legambiente. Com’è che il dott. Soru dichiara a Lega ambiente che di fronte ad una pila di firme avrebbe rinunciato ad edificare in quell’area (mi sembra uno che mantenga la parola!) e Legambiente non dice nulla alle associazioni mobilitate per impedire quella costruzione?
    Oltrechè condurre una battaglia in Consiglio, ho anche partecipato a qualche dibattito sul tema proprio con l’ing. Tiana , ma si è guardato bene dal rivelare quel segreto. Perchè? Forse Legambiente ha il monopolio di decidere cosa è bene e cosa e male per l’ambiente, sino ad arrogarsi il diritto di tenere nascoste certe informazioni?
    Quindi: A Legambiente chiedo una risposta precisa: perchè ha taciuto a proposito della possibilità di una petizione? I nodi, vengono al pettine, ma i responsabili si salveranno, come per il Poetto e per tanti altri errori, a causa della sempre maggiore arroganza di questa politica!
    Gianni Loy
    Cambiamento

    Sa Illetta. Soru ha chiarito

    A questo punto mi chiedo che coraggio hanno quei politici, che diffondendo grosse bugie sul caso in oggetto hanno abbondantemente tradito non solo il proprio elettorato ma anche perso ulteriormente la poca stima degli altri cittadini che comunque sempre amministrano, di continuare a governare una città o una regione che da loro invece si attende una onesta e corretta AMMINISTRAZIONE e non invece una diffesa ad oltranza della poltrona conquistata con i giochi elettorali.
    Roberto L.
    23/9/03

  • 17 Gennaio 2008

    Assalto alle dune

    Archiviato in: ambiente — admin @ 21:10

    Terra, 13 settembre 2003

    La richiesta di esclusione delle dune di Narbolia e San Vero Milis dai Siti di Importanza Comunitaria, avanzata alla UE nientepopodimenochè dal nostro Ministro all’Ambiente, Matteoli, e l’appoggio dato ai progetti della società “Is Arenas” dai consigli comunali dei paesi coinvolti nel grande affare, pongono ancora una volta le antiche questioni dello sviluppo e della sua qualità, del diritto delle popolazioni a scegliere, entro i limiti imposti dalla legge, il loro futuro. Sintetizzando:

  • le dune boscate e il patrimonio flora-faunistico della zona arricchischino maggiormente i cittadini se tutti gli attuali vincoli vengono rispettati o se si consente, con la loro eliminazione, la realizzazione di progetti che prevedono campi da golf e alberghi?
  • gli amministratori cittadini devono o non devono avere carta bianca nella gestione del territorio? Su questi argomenti segnaliamo un ricchissimo dossier dei “Verdi” di Oristano (consultabile cliccando sul link http://www.verdinrete.it/oristano/dossier.htm) e avanziamo alcune considerazioni, consapevoli comunque che le semplificazioni e le sintesi, a volte, non rendono merito alla complessità delle questioni.Siamo convinti che il Ministro Matteoli e la società “Is Arenas” (ma questa congiunzione non vuole assolutamente insinuare alcunchè) non abbiano in mente la distruzione delle dune - chè sarebbe contro i loro stessi interessi - nè che il primo abbia richiesto all’Europa la cancellazione del sito dai SIC per favorire la seconda.

    Ma siamo altrettanto convinti che un “habitat” ecologico così maturo e articolato come quello delle dune di Is Arenas si regga su un tale intreccio, una tale relazione di vite (piante, uomini e animali), un tale equilibrio (non tanto delicato quanto necessario) tra sistema morfologico-microclamitico e sistema flora-faunistico, che non possa in alcun modo essere minimamente alterato senza una valutazione seria, approfondita e competente dei rischi cui si va incontro.

    Questa valutazione è garantita per tutti i Siti di Importanza Comunitaria. Non farla sarebbe una grave, irresponsabile sciocchezza. Il mondo è pieno di esempi di scempi irreparabili compiuti nonostante le buone intenzioni degli uomini (se il Poetto di Cagliari non fosse stato “stralciato” dall’area del Parco del Molentargius, forse oggi ce lo avremmo ancora).

    Così come ci sono esempi di interventi positivi, rispettosi e integrati, che rivitalizzano interi tessuti economici valorizzando e tutelando territorio e paesaggio.

    Nel rapporto dialettico uomo-natura, la visione antropocentrica è stata sconfitta da tempo a favore di una maggiore considerazione dei diritti degli animali e delle piante (sarà antropocentrismo anche questo ;-D?) se non altro perchè abbiamo capito che tutelandoli ci guadagniamo anche noi.

    Il problema che si sta delineando oggi, semmai, è il rapporto tra pubblico e privato. Ci si dice sempre che le casse pubbliche languono e che per tutelare meglio il patrimonio ambientale collettivo è meglio delegare e concedere ai privati la sua gestione, oppure barattare con essi qualche licenza edilizia in più per la realizzazione di qualche servizio pubblico.

    Poi si scopre che buona parte dei soldi pubblici sono impiegati per finanziare - attraverso le varie leggi incentivo - quegli stessi privati che, lungi dall’investire ad esempio in ricerca e innovazione i maggiori profitti, amano giocare in borsa o trasferirsi all’estero chiudendo baracca e burattini.

    Ma parlavamo dello sviluppo. La questione è più complessa di quel che sembri, ma resta il fatto che in Sardegna gli investimenti fatti dai privati ad esempio in Costa Smeralda e a Forte Village non hanno impedito nè la ripresa dell’emigrazione, nè gli alti tassi di disoccupazione, nè la miseria crescente (secondo gli istituti di statistica). Certo, i cittadini di Olbia e Pula traggono sicuramente benefici da quel “loro” territorio concesso ai magnati del turismo, e forse ne trae beneficio anche qualche artigiano del centro Sardegna.

    Ma siamo sicuri che sia così? Siamo sicuri che a Olbia e a Pula non esistano sacche di povertà e disoccupazione? Siamo sicuri che un altro tipo di sviluppo non avrebbe potuto dare risultati uguali e creare altrettanta ricchezza, magari più diffusa, e uguale occupazione, magari più qualificata (come dice Renato Soru).

    Per quanto riguarda il secondo punto, quello del diritto dei cittadini a disporre del proprio territorio, diciamo che è altrettanto complesso e contraddittorio. Oggi le tendenze devolutionistiche della Lega Nord impongono un dibattito serrato sulle autonomie e sull’interesse nazionale, sulle materie di competenza delle Regioni e su quelle statali. Ma mentre a parole si loda l’autonomia, il Ministro Matteoli scavalca la Sardegna. Quando invece lo scavalcamento dei localismi è richiesto per tutelare l’ambiente e non per “svincolarlo”.

    Le emergenze ambientali mondiali (il surriscaldamento del pianeta legato anche alle emissioni di CO2, la deforestazione e il disboscamento dei territori che favoriscono siccità diffusa e alluvioni, la desertificazione avanzante, lo spopolamento delle campagne e l’abbandono della agricoltura a misura d’uomo, la distruzione delle coste con l’eccessiva cementificazione, la questione dei rifiuti) imporrebbero un’agenda planetaria in cui determinare vincoli e quote per tutti gli Stati. Ma anche qui gli interessi dei singoli paesi e gli egoismi delle Multinazionali prevalgono e rischiano di portarci allo sfacelo.

    Ma laddove questi vincoli esistono, che si rispettino. La nostra Regione ha una legislazione in materia di gestione del territorio. Che i Comuni si diano gli strumenti urbanistici necessari e che decidano loro sui progetti che riguardano il loro ambiente. E’ giusto così. Ma con calma, con attenzione, con ponderazione e senza farsi abbindolare da facili aragoste e gustoso caviale.
    E non dimenticando che tutti noi sardi abbiamo voce in capitolo


    VERDI ASSOLTI PER SITO INTERNET SU IS ARENAS

    La corte d’Appello di Cagliari, secondo collegio penale, ha assolto lunedi i Verdi di Oristano, Andrea Atzori e Nicoletta Selis dall’accusa di diffamazione semplice.
    Oggetto del procedimento penale era la pubblicazione su internet del Dossier Is Arenas riguardante la storia del progetto immobilare sulle dune e il bosco costiero di Narbolia e San Vero Milis.
    www.verdinrete.it/oristano/dossier.htm
    “I tentativi di bloccare l’azione politica in difesa del bosco di Is Arenas che i Verdi da anni conducono-hanno dichiarato Atzori e Selis- sono miseramente falliti.Questa indubbia vittoria ci spinge a continuare con ancora maggiore determinazione nella nostra battaglia per il rispetto delle leggi e la tutela dell’ambiente.Invitiamo la classe politica regionale e la societ? Is Arenas a prendere atto che per il sito di Is Arenas l’unica opzione possibile ? quella della salvaguardia e valorizzazione naturalistica”.
    “3 a zero per il bosco: - questo il secco commento del giornalista pubblicista Andrea Atzori alla sentenza di Cagliari- si tratta infatti della terza assoluzione su 3 denunce penali presentate contro la mia attivit? politica e divulgativa in favore della salvaguardia delle dune e del bosco costiero di Is Arenas”.
    “Un ringraziameno particolare-dichiara l’ambientalista Nicoletta Selis- va al nostro legale di fiducia Giuseppe Andreozzi del foro di Cagliari, avvocato da sempre impegnato in una preziosa attivit? di difesa della normativa ambientale e dei diritti civili”.
    Intanto gli ambientalisti saranno protagonisti, ma stavolta come parte civile, il prossimo 26 gennaio a Cagliari sempre per un altro procedimento rigurdante il caso Is Arenas.Imputato per diffamazione il presidente del locale circolo golfistico, il dott. Paolo Sulis, che aveva accusato gli ambientalisti di svolgere (testuale) un’ “azione terroristica.”
    Stavolta a chiedere un cospicuo risarcimento per i gravi danni subiti da quelle dichiarazioni rilasciate alla stampa saranno proprio i verdi oristanesi Andrea Atzori e Nicoletta Selis.
    Il portavoce Atzori e la responsabile tutela e territorio Selis, del sole che ride Oristanese, erano stati condannati dal tribunale di Oristano al pagamento di una multa da 7.000 euro.La sentenza, come detto, ? stata cancellata dalla sentenza di luned? della Corte d’appello di Cagliari.
    Orisatno 1 dicembre 2003
    A nome del Comitato Internazionale per la salvaguardia di Is Arenas
    Andrea Atzori Nicoletta Selis


    Grazie

    Grazie per aver segnalato il sito su Is Arenas di cui sono web master. E grazie anche per le riflessioni di questo editoriale.
    Andrea A.

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