Poetto, Zirone riunisce la claque
Terra, 7 aprile 2004
ex editoriale 140
Non soddisfatto dei danni già combinati, Zirone riprova a metter mano sul Poetto e si appresta a formare quel cordone dunale, già previsto e mai realizzato, per tentare di fermare la sabbia che vola via.
I tempi, tanto per cambiare, non sono quelli giusti dato che i …buoi sono già scappati. Infatti sabbia bianca e fine non ce n’è più, mentre quella grossa e grigia non ha nessuna intenzione di scappare. Purtroppo.
A differenza del primo intervento, però, l’amministrazione provinciale vorrebbe coinvolgere anche alcune associazioni ambientaliste per responsabilizzarle in quello che pare l’ennesimo fiasco.
Ed ecco che convoca, in una specie di “conferenza di servizi”, oltre che il Comune di Cagliari, un ingegnere dell’Università cittadina e la commissione provinciale di monitoraggio, anche il WWF, Legambiente e la “molto rappresentativa” Fare Verde (si chiamano così perchè mangiano molta verdura cotta?) che non si capisce perchè, solo per il fatto di essere di destra, debba chiudere gli occhi davanti agli scempi commessi dalla giunta provinciale e appiattirsi sulle sue posizioni, facendo in pratica da claque per Zirone e Balletto.
Ma in tutta questa vicenda del ripascimento del Poetto, evidentemente la politica c’entra ben poco. E’ stata una questione di capacità personali mancanti, non solo nei personaggi politici che l’hanno autorizzato, ma anche in quel corollario di tecnici e studiosi e scienziati che l’hanno preparato e condotto a termine.
E’ come se ci fosse stato un black out generale delle facoltà intellettive di tutte le persone coinvolte.
Solo per questo bisognerebbe impedire che le stesse ci possano mettere nuovamente mano. Ma stiamo scherzando? Si sarebbero dovuti dimettere tutti: dalle cariche politiche, dalle cattedre di insegnamento, persino dalla gestione dei negozi di ottica…
Invece no. Come se niente fosse. Anzi orgogliosi che il Poetto sia ancora frequentato da migliaia di cagliaritani nonostante il disastro.
Noi al Poetto andiamo e continueremo ad andare. Ma proprio per questo rivolgiamo un appello ai signori Balletto e Zirone: fermatevi un attimo a riflettere. Sappiamo che è molto difficile, ma provateci.
Coinvolgete tutte le associazioni ambientaliste cagliaritane, nazionali e internazionali; proponete una gara di idee; interpellate “altri” scienziati e studiosi, nonchè tutte le istituzioni competenti (regione e comuni di Cagliari e Quartu in testa) e insieme cercate di porre rimedio ai danni combinati.
Non è solo un problema di dune (che pure sono necessarie), ma di sistema talmente complesso e integrato da richiedere un ripensamento generale e un nuovo intervento. Ragionato. E quindi non solo vostro.
Non vi appaia strano, ma legato al Poetto c’è anche il problema del Parco di Molentargius, all’interno del quale sarebbe meglio ricomprenderlo, dei suoi equilibri e della sua salute; c’è il problema della viabilità e del traffico; c’è il problema dell’invasione dei baretti con i loro metri quadri di pavimento sempre in espansione; c’è, ancora, la questione degli stabilimenti balneari fissi, che andrebbero demoliti e sostituiti con altri, rimovibili in inverno.
Un intervento serio deve tenere conto di tutto questo, trattarlo insieme e procedere per gradi. La complessità di esso non può essere un alibi per la vostra superficialità, presente e passata.
Tentateci. Solo così la farete verde anche voi.
Ciao. cma