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15 Maggio 2011

Amministrative Cagliari. Diciamoci la verità

Archiviato in: politica, movimenti, Cagliari — admin @ 23:56

Diciamoci la verità. Il governo di una città non è affare semplice per nessuno. In campagna elettorale ogni parte dà addosso agli avversari accusandoli di malefatte che spesso tali non sono e che forse chiunque avrebbe sottoscritto, nella situazione data. Le opzioni in campo, sì, non sono identiche, ma nessuno può permettersi di proporre la luna o dire che il suo programma rivoluzionerà il modo di vivere Cagliari, mentre l’altro è una porcheria.

Diciamoci la verità. I due candidati alla carica di sindaco del capoluogo sardo che probabilmente andranno al ballottaggio, Zedda e Fantola, sono i più presentabili dei loro rispettivi schieramenti. Anche i politici cagliaritani si sono allontanati troppo dai cittadini e in buona misura sono diventati autoreferenziali, professionisti della poltrona, oppure – come nel caso di alcune nuove leve del PD e del PDL – arrampicatori e maneggioni, mai occupatisi nella loro vita del bene comune ma di quello loro privatissimo…e che si sono buttati in politica pensando di arricchirsi.

Zedda e Fantola no. Così come i loro partiti di appartenenza, a tutt’oggi alla periferia della crisi generale del paese.

Qualche distinguo tra i due lo si può ancora fare, ma nessuno di loro ha in mente di distruggere la città. E ci mancherebbe.

Però, mentre Fantola rappresenta un’idea di città che cresce soprattutto grazie ai classici settori trainanti del commercio e dell’edilizia privata (e per questo sembra legato ai poteri forti presenti), Zedda ha in mente una Cagliari libera e aperta, dove il Comune è l’organizzazione della comunità e quindi del bene di tutti.

Questo non significa che l’uno privatizzerà tutto e l’altro farà un soviet, facendo fuori i privati. Vuol dire che il motore principale della ricchezza pubblica passa, per Fantola, per l’aumento della ricchezza del privato, mentre per Zedda il motore principale è il lavoro e la condivisione, da parte dei cittadini, del progetto comune.

In questo senso le maggiori garanzie di novità e allo stesso tempo di esperienza (Zedda è cresciuto a pane, nutella e politica) le dà Massimo Zedda. Il giovane candidato di SEL ci sembra dare, nonostante la giovane età, anche le migliori garanzie sull’autonomia dai gruppi di potere e dai signori delle tessere della sua coalizione. Fantola un po’ meno.

Il collettivo cagliarimonamour invita pertanto i suoi lettori e i simpatizzanti a votare MASSIMO ZEDDA.

1 commento »

  1. Condivido la vostra “ragionevolezza”; fortunatamente la campagna elettorale a Cagliari non ha raggiunto nemmeno lontanamente la sgradevolezza di Milano e, ancora di più, di Napoli, a parte forse qualche pettegolezzo inopportuno dei soliti onorevoli anti-Soru che, al pari di Berlusconi che vede i comunisti dappertutto pronti a mangiare i bambini, vedono lo zampino dell’ex presidente anche in questa elezione, parlando di relazioni semi parentali.
    Comunque anche per me se vince l’uno non ci saranno più danni di quelli che eventualmente ci sono già adesso anzi, Fantola sembra esageratamente moderato rispetto alle persone PdL, nelle cui fila ci sono ben altri squali. Parimenti la vittoria di Zedda, auspicabile da un lato perchè permetterebbe di generare un po’ di cambiamento in questa aria stantia di Cagliari, gestita sempre dalle stesse facce, non porterebbe certo alla creazione di chissà quale città sovietica.
    Personalmente la cosa che mi da più preoccupazione di Cagliari è il desolante spopolamento che è avvenuto nel corso degli anni. Siamo sempre più vecchi, io ho 50 anni e sono tra i più giovani del mio condominio di S.Benedetto.
    Per far tornare la gente ad abitare a Cagliari bisognerebbe che il mercato immobiliare fosse calmierato con l’inserimento di un buona offerta di case a prezzi abbordabili, per giovani coppie.
    Appoggio quindi Zedda che mi pare abbia delle idee più innovative in questo campo e che ritengo meno condizionabile dalle lobby della edilizia cagliaritana che continuano invece a proporre insistentemente abitazioni a prezzi inarrivabili per le tasche dei giovani.

    Commento di Nanni — 28 Maggio 2011 @ 12:05

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