c a g l i a r i m o n a m o u r

21 Dicembre 2007

C’è una grossa novità

Archiviato in: politica, società, movimenti — admin @ 20:03

Terra, 29 agosto 2003

Pregiatissimo dr. Soru,
come suo abbonato pluriennale, nonch? feroce utilizzatore degli spazi server gratuiti da lei concessici, mi permetto di indirizzarle innanzitutto un saluto e quindi un augurio per la nuova attivit? che si accinge ad intraprendere al servizio delle istituzioni autonomiste sarde.

Le confesso di essere rimasto sbalordito, al rientro odierno dalle mie ferie dorate (campo di lavoro in un luogo dimenticato dagli dei), per tutte le novit? che hanno “rinfrescato” questo torrido agosto mediterraneo: gli sbandamenti del centrodestra in consiglio regionale, le dimissioni di Mauro Pili, il tentativo di un post(?)fascista per la formazione di una nuova giunta, il presidente del Cagliari Calcio che capeggia una rivolta moralizzatrice contro le grandi del pallone, la sua disponibilit? ad occuparsi della cosa pubblica insieme al centrosinistra.

Questa disponibilit? - in quanto tentativo di superare vecchie logiche consolidate, un po’ come successe con Federico Palomba - ? di per s? positiva e va salutata con favore, anche a prescindere dai programmi che, mi immagino, sono una cosa un po’ lunghetta da predisporre.

Ma di programmi, prima o poi, bisogner? parlarne, anche se, a proposito di questi, non ho ancora capito come funziona la loro elaborazione:
il potenziale leader li predispone e poi si candida con quelli che ci stanno?
Oppure uno si candida con lo schieramento con cui pensa di essere in sintonia e solo in seguito vengono predisposti?
E in questo caso li prepara il candidato o la coalizione?
E’ una questione di rapporti di forza, o di fascino personale?
E come si fa a dire che sono programmi di sinistra o programmi di destra?
Dipende dalla posizione in aula di chi li prepara, o dai contenuti?

Le espongo questi miei dubbi (che poi sono gli stessi che abbiamo in molti, compreso lei, ritengo) per due motivi. Primo, perch? credo siano, modestamente, lo specchio della politica italiana e regionale di questi ultimi dieci anni, in cui le cure per affrontare i mali del paese e della regione sono molto simili, a destra e a sinistra; in cui le ricette, preparate all’interno degli steccati necessari alla valorizzazione del capitale, alla fin fine si assomigliano (nel darla in testa sempre agli stessi). Secondo, perch? il popolo di sinistra attende segnali forti e univoci a favore di una politica che sia non per “i sardi” in genere (perch? “i sardi” in genere non esistono), ma per “quei sardi” pi? deboli e svantaggiati e per “quei sardi” che lavorano e producono, ma che vedono quote sempre pi? grandi del prodotto regionale finire nelle solite tasche di “altri soliti sardi”.

Mi sbaglio? O vogliamo provare a distinguerci maggiormente dalla destra? E in che modo?
Pu? bastare il riproporre la questione morale, con l’etica del servizio alla comunit?, con l’abbandono delle logiche spartitorie e dell’occupazione, a tutti i costi, del potere? Oppure ? necessario affiancare a questa una battaglia per rintuzzare l’attacco ai disoccupati e ai diritti di lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, all’ambiente e al paesaggio?

Ecco l’importanza dei programmi.

Penso che si debba ripartire da qui: una politica incontrovertibilmente a favore dei ceti meno abbienti, dei disoccupati e dei cassaintegrati del Sulcis, di Ottana, di Porto Torres, di Macomer…, della sanit? regionale, della scuola pubblica, dei servizi ai cittadini, del territorio e della sua tutela; sapendo che una siffatta scelta di campo porta spesso a sfavorire i ceti privilegiati, impresari compresi.

Su questi temi (che tra l’altro la vedono in prima linea e in sintonia, verbale, con molti esponenti del centrosinistra) anche lei ? debitore di alcune risposte, vista la sua posizione di “datore di lavoro” oggettivamente in conflitto con i lavoratori e le loro organizzazioni (che non vogliono, ad esempio, flessibilit? selvagge e orari o ritmi stressanti), e considerato il danno al paesaggio di Santa Gilla causato anche dai nuovi insediamenti della sua Tiscali.

Se i suoi argomenti saranno convincenti e i programmi adeguati, sono certo che la grossa novit? che lei gi? oggi rappresenta porter?, oltre che la vittoria, risultati positivi e duraturi.

Rinnovandole l’augurio di buon lavoro e con la speranza di non vederla troppo a lungo coinvolta in quei meandri fumosi e pericolosi del palazzo regionale, la saluto cordialmente.

1 commento »

  1. […] su alcune questioni che, evidentemente non solo a nostro avviso, non erano di lana caprina (…vai); anzi riguardavano oltre che un capitolo importante della cronaca amministrativa cagliaritana […]

    Pingback di CagliariMonAmour chi si ribella gode » Sa Illetta. Soru ha chiarito, ma gli altri? — 19 Gennaio 2008 @ 19:30

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