1) Ma che succede all’Europa?
Tutti dicono di essere preoccupati per l’euro, per la nostra economia, per la crescita del vecchio mondo; Obama piange, Sarkozy e Monti non riescono a capirci niente; l’Inghilterra si smarca… e sembra che tutto crolli.
2) Quali forze oscure e incontrollabili stanno determinando questa crisi di liquidità e di crescita che ci porterà al default? E che cos’è il default? Ah! saperlo. (continua…)
Il rapporto Mal’aria di Legambiente descrive la qualità dell’aria delle città italiane. Lo smog continua a farla da padrone nella penisola e, nonostante il maestrale (di deloghiana memoria), anche in Sardegna, Cagliari in particolare. Mentre i rapporti precedenti nominavano ben poche volte la città del sole, in quest’ultimo le cose vanno peggio. Valgano come esempio queste righe:
“Facendo un confronto con il 2010 vediamo come, per alcune città, la situazione sia peggiorata in modo drammatico. Cremona da un anno all’altro ha avuto quasi tre mesi in più di aria irrespirabile, Verona due mesi netti in più, Treviso 50 giorni in più, e numeri allarmanti si leggono anche per Milano (44 giorni in più), Terni (42), Cagliari e Vercelli (entrambe hanno registrato un aumento di 38 giorni).”
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La formazione marxista del nostro collettivo, gli studi a Mosca ai tempi di Gorbaciov, i master a Cuba e Pechino sulla gestione del benessere umano, ci rendono indubbiamente e obiettivamente maestri di economia di vita.
Bene, lentamente anche i professori universitari che siedono al governo della Repubblica arrivano autonomamente alle nostre stesse conclusioni, anche se poi la trasformazione concreta che hanno in mente può essere debole e peggiorativa della attuale situazione. In questo caso parliamo di pensioni e lavoro. (continua…)
Massimino Zedda, giovane sindaco di Cagliari, l’aveva promesso in campagna elettorale: una delle priorità sarà far diminuire il traffico veicolare privato in città. Non è solo un problema di diritto alla mobilità – che di fatto il traffico eccessivo limita - ma anche di sostenibilità economica e ambientale, cioè una questione di salute pubblica. E il sindaco è il primo garante della salute dei suoi concittadini.
Questo prometteva e questo ha rimarcato nella conferenza stampa di fine anno, Massimo Zedda.
Il collettivo cagliarimonamour persegue una linea di condotta “lavor-etica” (che parolaccia) che ci porta a “controllare” l’amministrazione di turno, con pochi sconti e nessuna piaggeria. L’abbiamo fatto con Delogu, con Floris e ora con Zedda. Chi secondo noi fa bene va sostenuto, chi fa male va contrastato, tutti vanno pungolati. Facile dall’esterno, vero?
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Sei cresciuta, sei invecchiata e stai vivendo come un fiore di campo. Uno di quei fiori che ha bisogno di veramente poco per mostrare sommessamente, timidamente, quei colori veri e luminosi, in mezzo a tanti altri.
Non servono paroloni, a te, grandi discorsi o tesi filosofiche. Sei semplice e profonda come la terra che ti ha cresciuto, quella dei contadini veneti che sanno il valore delle cose e lo conservano. Lo conservano.
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C’è voto e voto. Quello della gabina elettorale – diceva il papà del Trota – e quello fatto a San Firmino, protettore dei referendum, affinché si raggiunga il quorum.
Per me il voto più pesante – forse perché più incomprensibile – è quello di castità fatto in primis dalle suore e in secundis dai preti, e mi chiedo sempre se viene prima il voto e quindi la chiamata al sacramento o il contrario.
Ma non è di queste alchimie filosofiche che voglio discutere. Parlerò del voto elettorale in Europa. (continua…)
Ha solo 41 anni d’età, ma lo vogliono già mandare in pensione. Secondo quelli che l’hanno sfruttato ben bene, ora non serve più, e via. Non hanno mai pensato di curarlo, di tenerlo in buone condizioni, di accudire a tutte le sue necessità, no. Anzi lo hanno lasciato andare in malora apposta, per non sostenere altri costi.Ma come è possibile che a 41 anni si possa rottamare uno che è in grado di svolgere il proprio lavoro egregiamente? Come ci si può dimenticare del bene fatto e gettare alle ortiche i servigi che ha realizzato per noi, per tutti. È una grande ingiustizia, una furbata. (continua…)