Vado per il sesto
Prima di impazzire completamente vorrei mandare a memoria tutta la Divina Commedia. Compresi i commenti e le note alla edizione che ho in libreria.
Imparare a memoria è l’unico modo per capire profondamente, esattamente, minuziosamente, giorno per giorno, qualcosina in più del senso e del significato della DC, e qualcosina in più ogni volta che ripeti un canto. Non solo.
Le grandi opere letterarie sono una scorciatoia – non facile, è vero – per conoscere il mondo. Ed esistono almeno due modi di affrontarle: divorarne tantissime con i vari metodi di lettura veloce, oppure “specializzarsi” su due, tre di esse, conoscerle quasi a memoria e lasciarsi penetrare da quel distillato di verità che ti consente di capire meglio la realtà che ci circonda. Matto, son proprio matto.
Ma prima di dare per scontatamente inutile la mia teoria, provate a leggere per benino – anche senza metterci troppa memoria - Paradiso, di Josè Lezama Lima e Il maestro della notte, di Bai Xianyong, e poi ne riparliamo.
La Divina Commedia ha però qualcosa in più: il cammino e la pietate, gli occhi di bragia di Caron demonio, la dura terra che non s’aprì, il principio del mattino e il sol che montava ‘n su, il geomètra che tutto s’affige, la terra lagrimosa che diede vento, l’alto sonno che si ruppe ne la testa…
Per il momento conosco cinque canti, quattro dell’Inferno e uno del Paradiso. Sto iniziando il sesto…


Ogni tanto mi capita di leggere qualche ‘articolo’ dedicato al Poetto, in cui si afferma che i baretti (orribile termine per orribili locali) sono uno dei simboli della spiaggia cagliaritana. Alla faccia del bicarbonato di sodio!
La destra italiana è divisa. Da una parte quella che rappresenta il “peggior spirito di Romagna”, buttatasi in politica per gestire direttamente affari leciti e meno leciti, rappresentante e parte di quella Italia dell’egoismo fiscale e dell’evasione legalizzata. forse persino garante dei poteri mafiosi; dall’altra la destra di chi ha capito che rischia parecchio a stare ancora troppo attaccata a questi loschi figuri. E’ una divisione che nel PDL è sempre esistita – tanto che Berlusconi non riesce a governare nonostante la netta maggioranza parlamentare -, ma che da qualche tempo è uscita allo scoperto, quasi ad anticipare le inchieste giudiziarie che stanno travolgendo molti personaggi illustri.
Magari Calvino si è basato sul Simposio di Platone, per creare Medardo (il buono e il cattivo, e ogni riferimento a Sergio Leone è puramente casuale).

Perchè le persone vanno ai concerti? Perchè stanno lì, ferme, ad ascoltare qualcosa che non ha niente a che fare con la vita concreta del villaggio? La musica a teatro non fa ballare, non condisce feste, cerimonie, nè accompagna altri momenti importanti della vita della comunità. E allora?

O l’umanità si redimerà tutta insieme o tutta insieme sprofonderà negli abissi. Nella Geenna.Siamo legati l’uno all’altro dal nostro destino di esseri umani: bianchi, neri, zingari, omosessuali, cristiani, ebrei, buddisti. Nessuno, neppure un novello Shakespeare, dovrà mai più mettere alla gogna il diverso che diverso non è, se non sulla base di pregiudizi o luoghi comuni. Pena la sconfitta di tutti, così come ancora succede e succederà in questo orribile inizio millennio.
Alla fine del film (sì perchè Basilicata coast to coast è un film, scritto, diretto e interpretato da Rocco Papaleo) lo spettatore ritorna alla domanda iniziale del protagonista: ma esiste la Basilicata? E dove era fino ad ora? Perchè non me ne sono mai accorto?
