CagliariMonAmour chi si ribella gode

18 Giugno 2010

Vado per il sesto

Archiviato in: Senza categoria — admin @ 20:04

Prima di impazzire completamente vorrei mandare a memoria tutta la Divina Commedia. Compresi i commenti e le note alla edizione che ho in libreria.

Imparare a memoria è l’unico modo per capire profondamente, esattamente, minuziosamente, giorno per giorno,  qualcosina in più del senso e del significato della DC, e qualcosina in più ogni volta che ripeti un canto. Non solo. 

Le grandi opere letterarie sono una scorciatoia – non facile, è vero – per conoscere il mondo. Ed esistono almeno due modi di affrontarle: divorarne tantissime con i vari metodi di lettura veloce, oppure “specializzarsi” su due, tre di esse, conoscerle quasi a memoria e lasciarsi penetrare da quel distillato di verità che ti consente di capire meglio la realtà che ci circonda. Matto, son proprio matto.

Ma prima di dare per scontatamente inutile la mia teoria, provate a leggere per benino – anche senza metterci troppa memoria -  Paradiso, di Josè Lezama Lima e Il maestro della notte, di Bai Xianyong, e poi ne riparliamo.

La Divina Commedia ha però qualcosa in più: il cammino e la pietate, gli occhi di bragia di Caron demonio, la dura terra che non s’aprì, il principio del mattino e il sol che montava ‘n su, il geomètra che tutto s’affige, la terra lagrimosa che diede vento, l’alto sonno che si ruppe ne la testa…

Per il momento conosco cinque canti, quattro dell’Inferno e uno del Paradiso. Sto iniziando il sesto…

13 Giugno 2010

Libertà a pagamento

Archiviato in: Senza categoria — admin @ 17:14

Il grado di libertà di una persona è direttamente proporzionale alla ricchezza posseduta?

Il figlio di un operaio è libero di studiare, certo, ma lo è di più il figlio di un imprenditore di successo, e danaroso.

E quello stesso operaio non è poi tanto libero di non andare a lavoro, se vuole mangiare, o di farsi una settimana in Costa Smeralda.

Fino allo scorso mondiale di calcio eravamo liberi di guardare le partite e goderci quella festa di colori dei tifosi e delle squadre, di tutte le squadre. Oggi è più libero di continuare a farlo chi paga la televisione privata che le trasmette, appunto, a pagamento.

Direi quindi che la risposta alla domanda iniziale è sì, la libertà di cui godiamo è tanto maggiore quanti più soldi abbiamo. Il punto è che – prescindendo pure dai meccanismi storici della accumulazione originaria, che non sto qui a spiegare – le condizioni di partenza non sono uguali per tutti. Esiste un vantaggio endemico per chi “nasce” ricco, che non è detto che si realizzi, é vero, ma insomma è un bel trampolino di lancio.

Questa è la libertà di cui parlano i nostri governanti; quella che con graffiante ironia era chiamata da Guzzanti: libertà di farsi i cazzi loro.

3 Giugno 2010

Baretti…

Archiviato in: Senza categoria — admin @ 20:01

Ogni tanto mi capita di leggere qualche ‘articolo’ dedicato al Poetto, in cui si afferma che i baretti (orribile termine per orribili locali) sono uno dei simboli della spiaggia cagliaritana. Alla faccia del bicarbonato di sodio!

Sarà perché ciascuna generazione individua e elabora i propri simboli, ma io direi che – legno per legno – i veri emblemi del Poetto siano stati semmai i vecchi  casotti.

Ammetto però che i baretti sono un nuovo simbolo: dell’irregolarità diffusa, degli scontrini non battuti, della sporcizia sulla sabbia, del chiasso fino a tarda notte, dello scazzo giovanile, degli schermi TV su cui subire motociclismo e calcio, et cetera et cetera. (continua…)

22 Maggio 2010

Vertigine continua

Archiviato in: Senza categoria — admin @ 17:39

Accendi le casse…

Aspetta…

Ascolta…

Un clangore di scandali giunge ancora dai quotidiani turbinii di parole.

Cricche, presidenti di regione, affari eolici, escort, decreti che tappano le orecchie e cuciono le bocche. E’ una lista che dà vertigine, come quella antologia curata da Eco in cui appaiono elenchi letterari usati per rapire il lettore, per sviarlo, o per dargli una possibile chiave di lettura dell’opera. (continua…)

16 Maggio 2010

Le due destre e i nostri desideri

Archiviato in: Senza categoria — matilde @ 16:20

La destra italiana è divisa. Da una parte quella che rappresenta il “peggior spirito di Romagna”, buttatasi in politica per gestire direttamente affari leciti e meno leciti, rappresentante e parte di quella Italia dell’egoismo fiscale e dell’evasione legalizzata. forse persino garante dei poteri mafiosi; dall’altra la destra di chi ha capito che rischia parecchio a stare ancora troppo attaccata a questi loschi figuri. E’ una divisione che nel PDL è sempre esistita – tanto che Berlusconi non riesce a governare nonostante la netta maggioranza parlamentare -, ma che da qualche tempo è uscita allo scoperto, quasi ad anticipare le inchieste giudiziarie che stanno travolgendo molti personaggi illustri.

Ma non bisogna equivocare su ciò. La divisione della destra è seria e reale, si deve sicuramente sperare in Gianfranco Fini, ma si deve anche essere consapevoli che la sua vittoria non è il trionfo del socialismo. (continua…)

Platone dimezzato

Archiviato in: Senza categoria — admin @ 00:30

Magari Calvino si è basato sul Simposio di Platone, per creare Medardo (il buono e il cattivo, e ogni riferimento a Sergio Leone è puramente casuale).

Il filosofo scrive:

“Un giorno Zeus, volendo castigare l’uomo senza distruggerlo, lo tagliò in due. Da allora ciascuno di noi è il simbolo di un uomo, la metà che cerca l’altra metà, il simbolo corrispondente. […] In seguito, per curare l’antica ferita, Zeus, dopo averla inflitta, inviò Amore, fra gli dèi l’amico degli uomini, il medico, colui che riconduce all’antica condizione. Cercando di far uno ciò che è due, Amore cerca di medicare l’umana natura.”

Quindi la condizione della nostra esistenza è la scissione che si ricompone attraverso l’amore. L’amore che unisce e che insieme alla parola restituisce il senso della nostra esistenza.

Cioè soffriamo perchè esistiamo, e abbiamo solo bisogno di relazioni di qualità e di tempo per ascoltarci, se vogliamo superare questo status.

Offuscare la sofferenza con droghe o farmaci serve forse a farci rientrare nei ranghi e nella norma che altri hanno stabilito per noi, ma non a renderci più felici, o più umani. E i medici della mente e del corpo dovrebbero curare più la società e meno i soci.  Amen.

Ho visto Nina volare

Archiviato in: Senza categoria — admin @ 00:29

Perchè le persone vanno ai concerti? Perchè stanno lì, ferme, ad ascoltare qualcosa che non ha niente a che fare con la vita concreta del villaggio? La musica a teatro non fa ballare, non condisce feste, cerimonie, nè accompagna altri momenti importanti della vita della comunità.  E allora?

Allora boh. Cosa volete che ne sappia? Cosa volete che scriva? Da quando la nostra società si è dedicata alla omologazione e ha sventrato le vite dei cittadini per riempirle di concetti e stili adatti alla bisogna, la gente va ai concerti per: (continua…)

6 Maggio 2010

La caduta degli dei

Archiviato in: guerra e pace, movimenti, parole, globale — matilde @ 18:23

Nella mia giovinezza ho navigato
lungo le coste dalmate. Isolotti
a fior d’onda emergevano, ove raro
un uccello sostava intento a prede,
coperti d’alghe, scivolosi, al sole
belli come smeraldi. Quando l’alta
marea e la notte li annullava, vele
sottovento sbandavano più al largo,
per fuggirne l’insidia. Oggi il mio regno
è quella terra di nessuno. Il porto
accende ad altri i suoi lumi; me al largo
sospinge ancora il non domato spirito,
e della vita il doloroso amore
. (continua…)

Moni Shylock

Archiviato in: teatro — matilde @ 18:20

O l’umanità si redimerà tutta insieme o tutta insieme sprofonderà negli abissi. Nella Geenna.Siamo legati l’uno all’altro dal nostro destino di esseri umani: bianchi, neri, zingari, omosessuali, cristiani, ebrei, buddisti. Nessuno, neppure un novello Shakespeare, dovrà mai più mettere alla gogna il diverso che diverso non è,  se non sulla base di pregiudizi o luoghi comuni.  Pena la sconfitta di tutti, così come ancora succede e succederà in questo orribile inizio millennio.

E il teatro non può sottrarsi alla sua funzione indagatrice sul senso della nostra esistenza, non può essere divertimento e retorica, lontano dalla realtà e dai suoi problemi. Il teatro deve tornare a ragionare su se stesso. (continua…)

1 Maggio 2010

Basilicata, coast to coast

Archiviato in: Senza categoria — admin @ 22:37

Alla fine del film (sì perchè Basilicata coast to coast è un film, scritto, diretto e interpretato da Rocco Papaleo)  lo spettatore ritorna alla domanda iniziale del protagonista: ma esiste la Basilicata? E dove era fino ad ora? Perchè non me ne sono mai accorto?

Insomma, tra inquadrature ricercate e fotografia “nebbiosa”, paesaggi naturali mozzafiato e scorci di paesi arroccati tra le nuvole, il film è un grande e gradevole spot sulla Basilicata e le sue bellezze (bellissime bellezze), ma anche la storia delicata di un cammino (dal Tirreno allo Ionio, a piedi) di un gruppo di musicisti alla ricerca di se stessi e di un senso da dare alla propria vita,ognuno smarrito in una vicenda passata.

Direi un film hippy (quanti di noi hanno fatto o sognato un “pellegrinaggio” laico in tenda e sacco a pelo tra boschi e paesini medievali, con amici e chitarre al seguito) che rende implicitamente omaggio a Luis Bunuel e Sergio Leone e, esplicitamente, a Carlo Levi e alla “sua” Gagliano (Aliano). Come in Levi, è la gente di Basilicata, il suo volto e la sua sospensione in un tempo senza tempo ad essere il valore aggiunto del film, se non il suo oggetto/soggetto principale.

Ma è anche un film con una grande sorpresa, per me, cioè Rocco Papaleo. Lo conoscevo solo come attore comico, lo scopro scrittore sensibile e attento, nonchè regista “colto” e “raffinato”, con il gusto per la citazione e l’omaggio, senza velleità strabordanti e pretenziose, eppure con un gusto originale ben definito. E poi i soliti Alessandro Gassman e Giovanna Mezzogiorno, che aggiungono al film un tocco di sapiente profondità interpretativa.

Basilicata coast to coast, voto: 7

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