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Costa Smeralda. Si costruisce la nuova Costituzione

Terra, 15 maggio 2004
QUISQUILIAE
CAGLIARI E DINTORNI
RESTO DEL MONDO
E D I T O R I A L I
F O R U M

C A R T O L I N E
S C R I V I C I
L I N K

nuovo possibile art. 9 della Costituzione italiana
La Repubblica tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione, ma non quello di pertinenza dei privati, che ne dispongono a loro piacimento.

nuovo possibile art. 42
La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto e di godimento, ma non i limiti...


Il signor Berlusconi - di cui siamo sostanzialmente invidiosi (ebbene sì, caro Bonaiuti, siamo invidiosi delle sue sostanze) - ha disposto alcune migliorie nella sua proprietà privata in Costa smeralda; migliorie legate, oltre che alla sua privacy estetica (non vuole farsi vedere a pisello all'aria mentre dalla Certosa si reca sulla sua barchetta?), anche alla sicurezza nazionale (pare che alcuni vicini di villa - per questioni condominiali - l'abbiano minacciato di distruggergli la collezione di piantine esotiche, poverine).

Ebbene, lungi da noi l'idea che Berlusconi voglia attentare al paesaggio della sua costa (mica è scemo, lui lo abbellisce), o che abbia violato qualche normativa regionale o statale (mica è scemo, ha il fior fiore di avvocati, giuristi e ministri che gli preparano, eventualmente, ad hoc decreti e leggi), siamo convinti che miri più in alto: una nuova Costituzione "di fatto" che garantisca - tra le altre cose che ha in mente - libertà assoluta e senza vincoli (compreso l'esproprio per pubblica utilità) alla proprietà privata.

La Costituzione italiana è il frutto del lavoro di una generazione formatasi alla guerra di liberazione dal nazi-fascismo e intrisa di valori etici e solidaristici troppo vicini al socialismo reale, e per questo ha fatto il suo tempo.

La nostra società ha bisogno di uno strumento più liberale, che riconosca l'impresa e la proprietà private quali elementi fondanti della Repubblica.

IL "dominus", nella sua infinita magnanimità e capacità, deve poter avere mani completamente libere per generare ricchezza e più lavoro per tutti (speriamo che ciò voglia dire che lavoreremo tutti ma non di più, semmai di meno), perchè solo lui può garantire la salvaguardia della collettività e il benessere pubblico (nel senso che farà divertire il pubblico delle sue grandiose televisioni).

Questo è ciò di cui ci parla, nessuno ne dubita, la vicenda dei lavori di ristrutturazione della Certosa. Ma di questo ci parlano anche i condoni edilizi, fiscali e quel po' po' di leggi ad personam che la maggioranza di centro destra gli ha regalato.

Urge una rivolta. Educata, legale, pacifica, nonviolenta, tutto quello che volete, ma ci vuole una rivolta. Ributtare a mare - metaforicamente, s'intende - l'invasore lumbard e trasformare le sue ville sarde in ricoveri per senzatetto deve essere il must del movimento.

I candidati alla presidenza della Regione sarda dovrebbero prendere quest' altro impegno, oltre quelli richiesti da Marco Mostallino & Co. con la campagna "tre firme per la verità" contro il nucleare e le basi militari: demolire il potere senza limiti dell'arroganza e rigenerare l'identità vilipesa della nostra gente.

E ancora di più lo pretendiamo da Mauro Pili, almeno per riscattare quelle sue origini che affondano le radici nella parte melmosa della prima repubblica e dello stagno di Molentargius.

cma

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