Nella giornata in cui Renato Soru è proclamato ufficialmente presidente della regione, cosa per la quale gli inviamo i nostri migliori auguri, segnaliamo due problemi che in qualche modo lo riguardano e per la soluzione dei quali gli forniamo due ipotesi.
Il primo problema è la situazione all'interno di Rifondazione Comunista sarda. Pur non conoscendo a fondo le ragioni politiche del dissidio, ci pare un po' scandalisticamente negativa l'immagine del partito che viene fuori da resoconti e interviste.
Apprezziamo il lavoro svolto da Luigi Cogodi assessore e lo stimiamo capace e in grado di fornire ancora un valido aiuto a RC e alla coalizione Sardegna insieme. Non conosciamo altrettanto bene Valentini ma non abbiamo motivo di dubitare della sua capacità e della buona fede delle sue posizioni.
Aver tratto dall'analisi del risultato elettorale la necessità delle sue dimissioni è positivo; il buon risultato complessivo di RC - soprattutto alle europee - non impone un rinnovamento così radicale e repentino di quadri e dirigenti. Bisogna rinnovare i metodi di lotta politica. Consideriamo quindi sbagliato, se vero, il veto posto a una eventuale nomina di Cogodi ad assessore.
E' necessario che il presidente Soru rispetti la volontà e le indicazioni dei partiti, ma è altrettanto vero che deve poter svolgere con autorevolezza e in autonomia le sue scelte. Se ritiene utile e importante il contributo di Cogodi, e se nella rosa fornita da RC non ci dovesse essere il suo nome, può sempre nominarlo assessore "indipendente".
Crediamo che Valentini non si opporrà a una simile conclusione.
La seconda questione potrebbe apparire puramente teorica, quasi di lana caprina, ma per noi altrettanto importante.
Quando passiamo di fronte alla basilica di Bonaria, rigorosamente a piedi o in autobus, ci capita spessissimo di vedere un'automobile AUDI completamente parcheggiata sul marciapiede antistante la chiesa.
Non c'è dubbio che occupare in quel modo un passaggio pedonale è di cattivo gusto e diseducativo . Per una serie di motivi:
il motivo principale è perchè suggerisce implicitamente di continuare a usare le auto in città;
quello secondario è perchè si lancia il messaggio che chi possiede un'AUDI, e che è quindi presumibilmente ricco, può permettersi uno strappo alle regole;
il terzo perchè è un incitamento ad inquinare;
il quarto perchè è un affronto a bambini, anziani e disabili che utilizzano quel marciapiede;
poi perchè è un attacco alla collettività e alle sue regole.
Di motivi se ne potrebbero elencare altri cento, ma bastano questi per chiedere al dottor Soru, dato che la villa in cima alla scalinata è sua e il marciapiede incriminato è lì, di intervenire e di insegnare al proprietario dell'auto il rispetto per il bene comune e la priorità della tutela dell'ambiente contro l'inquinamento da smog.
Usare in città i mezzi pubblici dovrebbe diventare la norma per tutti. E gli uomini politici devono intervenire con il loro buon esempio. E delle loro scorte.
cma