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L'insostenibile leggerezza della Bossi-Fini

Terra, 16 luglio 2004
QUISQUILIAE
CAGLIARI E DINTORNI
RESTO DEL MONDO
E D I T O R I A L I
F O R U M

C A R T O L I N E
S C R I V I C I
L I N K

Delle due l'una. O ha ragione il centrodestra a denunciare un complotto giuridico-giudaico-comunista contro Berlusconi e soci, oppure sono questi ultimi ad essere congenitamente incapaci di legiferare correttamente.

L'ultima chicca, sostanzialmente bocciata dalla Corte Costituzionale, è la legge Bossi-Fini che sin dal suo concepimento aveva scatenato le proteste dell'opposizione parlamentare, di buona parte della società civile, del mondo del volontariato, di quello cattolico e quant'altro.

La sentenza della Consulta dichiara illegittima la norma che prevede l'arresto obbligatorio del clandestino recidivo e la sua espulsione, dopo la comparizione davanti a un magistrato, senza che egli possa difendersi e senza contraddittorio.

Impedire che il giudice si pronunci sul provvedimento restrittivo della libertà personale vanifica il dettato costituzionale che prevede che l'autorità giudiziaria possa convalidarlo o meno nelle successive 48 ore.

Lo dicevamo, noi.

Ma il nostro Governo niente. Imperterrito e sicuro, petto in fuori e inno nazionale, ha macinato leggi e decreti che non tengono conto neppure del buon senso, oltre che della Legge fondamentale della nostra Repubblica. Ha osannato la difesa del suolo natio dall'assalto degli immigrati giocando sui sentimenti che può suscitare e su ciò che denota la parola "clandestini": fuorilegge pericolosi, spacciatori senza scrupoli, ladri di proprietà altrui.

I servizi televisivi, le parole usate, il buonismo verso chi si integra facendo da servo a ricchi anziani malati, tutto tendeva a colorare di elementi negativi il clandestino e l'immigrato irregolare.

Poi però le immagini, le storie, la solidarietà concreta, la realtà delle cose, ci hanno mostrato il volto di queste "persone". Persone che scappano dalla povertà e dalla guerra, dalla dittatura e dai conflitti etnici e religiosi. E la legge Bossi-Fini ha mostrato le sue crepe anche a tanta brava gente del centrodestra.

Ma sempre imperterriti e a petto in fuori, Berlusconi e soci negano l'asilo agli immigrati della Cap Anamur, li tengono prima a bagnomaria e poi li rinchiudono in un CPT dopo aver arrestato chi, tentando un'operazione di soccorso umanitario, li ha guidati alla ricerca della città del sole.

Come conciliare questa severità con la sbandierata solidarietà verso il popolo iracheno, a difesa del quale hanno addirittura giustificato la guerra USA e a tutela del quale hanno inviato in Iraq centinaia di soldati italiani?

Come è possibile dichiararsi solidali verso le sofferenze di un popolo lontano 2.000 chilometri e poi respingere chi da quelle stesse terre viene a chiederti asilo?

La Corte Costituzionale ha in parte rimesso le cose a posto. Ma la Bossi-Fini era nata già morta. Inapplicabile, contraddittoria e soprattutto incapace di cogliere il senso e la portata della fase migratoria attuale, della globalizzazione delle merci e dei commerci, della globalizzazione delle lotte per i diritti, contro le guerre e contro le povertà.

cma

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