Non abbiamo una buona considerazione dell'attuale presidente della provincia di Cagliari. Non ci piacciono le persone che vanno in giro per i comuni cercando di imporre candidature, come se fossero monarchi assoluti o padrini eccellenti. E' un modo vecchio di fare politica.
Nè ci piacciono le persone che pur di non riconoscere i propri errori, sono disposti a falsificare la realtà e ad affermare che il nero è bianco.
E, a proposito di Poetto, la sola idea di lasciare ancora nelle mani degli eredi di Attila la sua gestione, ci fa star male.
Ma proprio per il bene del Poetto è necessario accantonare, per un momento, le antipatie e le diversità di pensiero, per provare ad analizzare quello che è successo negli ultimi giorni.
E' successo che il presidente della provincia fa il "mea culpa" e chiede aiuto.
Inutile negarlo. L'amministrazione Balletto ha fatto una buona cosa a riconoscere che nel ripascimento della spiaggia di Cagliari non tutto è andato per il verso giusto.
Lo sta facendo tardi, lo sta facendo male, cercando di scaricare parte delle responsabilità sulla vecchia giunta Scano, lo sta facendo proteggendo uno dei maggiori artefici del danno (Zirone), ma lo sta facendo. E bisogna dargliene atto. E' il primo passo, necessario, per cercare soluzioni a un problema che rischia di rimanere “disastro ambientale”.
E' possibile che dietro questo nuovo volto buonista di Balletto ci sia anche dell'opportunismo, un calcolo politico dettato dalla recente batosta elettorale del centro destra e dalle prossime elezioni provinciali. Oppure può essere stato determinante l'intervento (provvidenziale!!) del nuovo Assessore all'Ambiente della regione.
Ma qualsiasi motivazione ci sia alle spalle, è un bene che anche Balletto ammetta gli sbagli, perché in questo ultimo anno di amministrazione molto può e deve essere fatto.
(La nostra più intima convinzione è che alla fin fine non ci si riuscirà. Però le nostre sicurezze non sono importanti. Bisogna provarci senza perdere tempo.)
Si devono accantonare le diatribe sulle competenze e le rigidità varie su colpe e responsabilità (senza nessun colpo di spugna, beninteso.Chi ha sbagliato pagherà, anche politicamente) e si deve convocare una vera conferenza di servizi alla quale invitare tutte le parti in causa e studiosi internazionali. Comuni, provincia, regione, università, scienziati e associazioni ambientaliste (nessuna esclusa) devono dirci cosa è successo e cosa potrebbe ancora succedere a tutto il Golfo degli Angeli in seguito a questo ripascimento.
Crediamo che la questione prioritaria, adesso, possa finalmente diventare: come si fa a riparare i guasti causati. Cosa si deve fare, subito e in prospettiva.
Anche perché (ed è questa la buona notizia), proprio nel momento in cui la giunta provinciale si toglie la benda dagli occhi, il Poetto comincia a dare segni di reazione e di risveglio. Il mare, infatti, sta lottando per tornare alla limpidezza passata, e quando spira il maestrale ci riesce almeno in parte: gli anni scorsi non succedeva.
E' ancora troppo presto per l'ottimismo (le pietre sono ancora tantissime e tantissimi sono i fossi che rendono immediatamente profonda e pericolosa la riva) ma qualcosa si sta muovendo.
E' il momento di aiutare la natura a riaggiustare le cose. Sarebbe criminale non farlo.
Per il presidente Balletto, fare le cose per bene e con il consenso di tutti (si potrebbe pensare a un coinvolgimento "assembleare" anche dei cittadini di Cagliari e Quartu), può essere l'ultima occasione per convincere Forza Italia a ricandidarlo. Nemici permettendo.
cma