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Razzisti d'Italia
Per un ferragosto tranquillo

Terra, 10 agosto 2004
QUISQUILIAE
CAGLIARI E DINTORNI
RESTO DEL MONDO
E D I T O R I A L I
F O R U M

C A R T O L I N E
S C R I V I C I
L I N K

Cari amici, bagnanti d'Italia, Sardegna compresa.
Mi rivolgo a voi come farebbe un papa a Natale o un presidente della repubblica a capodanno, per augurarvi un tranquillo e felice ferragosto nelle vostre spiagge affollate o deserte che siano.
Il vostro meritato riposo annuale esige la pace che sola si può trovare nelle coste e nelle riviere italiane; le vostre sacrosante ferie di agosto, passate al mare, sono le uniche degne di questo nome, di prammatica per un popolo marinaresco come il nostro.
Ma state attenti, per carità. Se mentre state a crogiolarvi al sole, doveste avvistare qualcuno in difficoltà, tra i marosi della costa verde o della costa smeralda, accertatevi innanzitutto del colore della pelle e in secondo luogo dei motivi del suo annaspare.
Se dovesse avere la pelle troppo scura per trattarsi di abbronzatura, e non dovesse chiedere "aiuto" con un elegante "help", mostrandovi magari la coloratissima carta di credito, potrebbe trattarsi di un naufrago africano e non di un semplice turista dell'Oklaoma.
Allora non soccorretelo. Vi risparmierete le scocciature legate a una denuncia per concorso in ingresso clandestino e a tutta una sfilza di domande sul perchè e sul percome.
Badate che è già successo all'equipaggio della Cap Anamur per aver aiutato una di quelle carrette del mare, stracolma di africani, che si aggirano senza meta nel Mediterraneo.
Ecco, lasciate perdere. Vi rovinereste le vacanze al mare. La vostra coscienza di veri italiani non ne risentirà. Date ascolto al ministro della repubblica che ci esorta alle maniere forti, alla difesa della patria e della razza italiana (o padana), alla lotta ai clandestini, tutti delinquenti.
Se proprio volessimo aiutarlo, magari in preda a un rigurgito di cristiana pietà, potremmo dargli una martellata in testa ed evitargli una permanenza assai sgradevole in Italia.
Proprio oggi chiacchieravo al Poetto con un ambulante senegalese di ritorno da costa rei. Mi raccontava che il suo (loro) capo aveva stipulato una specie di convenzione, con un taverniere del posto, per pasti a metà prezzo. Ma se si spostava(no) al bar accanto per consumare una bibita veniva(no) regolarmente allontanati.
E siccome i senegalesi sono giustamente caparbi e orgogliosi, una sera hanno deciso di occupare tutti insieme un tavolino e ordinare una consumazione. Il barista ha chiamato i carabinieri. Sono stati tutti identificati e perquisiti, alla ricerca della solita droga (ma pare che i veri spacciatori continuino a girare tranquillamente per costa rei), e allontanati.
Ben fatto. Una bellissima figura.
Ma non è razzismo. E' che i senegalesi, dopo ore di sfacchinate sù e giù per le spiagge, puzzano. E gli avventori dei pub e dei locali notturni sono delicati, poverini.
Spero, chissà perchè, che quel barista non sia sardo.
Quindi, quei poveri migranti che da tutto il mondo viaggiano seguendo le rotte delle merci e dei loro salari, non fanno un bell'affare a sbarcare qui da noi, popolo dalla tipica memoria corta da ex girovaghi. Se non li distrugge il CPT, li annientano i nostri comportamenti.
Io vi ho avvisato, popolo di bagnanti del ferragosto. Lasciate pure annegare il negretto che annaspa tra le onde. E se si tratta, invece, di un turista bergamasco figlio di nigeriani regolarmente immigrati, tanto peggio per lui. Così impara a non fare il bagno, dopo mangiato.

Lucky Tompson

cma

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