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Fino a 2 km dal mare

Terra, 10 agosto 2004
QUISQUILIAE
CAGLIARI E DINTORNI
RESTO DEL MONDO
E D I T O R I A L I
F O R U M

C A R T O L I N E
S C R I V I C I
L I N K

Soru e la sua giunta fanno sul serio e, interpretando lo spirito del programma elettorale premiato dai sardi, licenziano una delibera (temporanea) che vieta nuove costruzioni nella fascia dei 2 chilometri dal mare.
Fatte salve le opere già iniziate e le zone A e B dei comuni costieri, neanche un metro cubo potrà essere costruito, in attesa che il Consiglio regionale vari una legge in materia e colmi il vuoto lasciato dalla bocciatura dei piani paesistici.
Già fioccano le prime reazioni negative da parte di alcuni sindaci e da parte del capogruppo in Consiglio di Forza Italia, La Spisa.
E' il timore per un crollo verticale dell'economia sarda, con il fuggi fuggi generale degli imprenditori turistici, o quello di perdere qualche bel lauto affare personale?
E poi, proprio lei, onorevole La Spisa, così assiduo frequentatore della spiaggia cagliaritana del Poetto, semplice e normale bagnante che si fa ombra con l'ombrellone portato da casa?
Non crede che l'urlo di dolore dei sindaci galluresi sia dovuto a quell'interesse particolare contro il quale si batte Renato Soru?
Non pensa, in fondo in fondo, che godersi il paesaggio costiero senza troppo cemento valga bene una sana passeggiata?
E lo sa quant'è 2 chilometri? E' circa come dall'hotel Mediterraneo a poco oltre ponte Vittorio!
Del resto, l'idea del limite dei 2 chilometri è del suo ex capo Mauro Pili che, giustamente, faceva notare agli elettori sardi l'assurdità di vietare la costruzione di case a meno di 300 metri dal mare e accettare invece gli altri obbrobri a 2 chilometri.
Dal canto nostro, salutiamo con soddisfazione e gioia (brindiamo con birra Sadile) questa delibera, pur nella convinzione che ancora molto debba essere fatto per tutelare il patrimonio ambientale dell'isola e sicuri comunque che la discussione in Consiglio saprà anche migliorarla.
Gli imprenditori avranno prestissimo regole sicure e certe e potranno allora decidere se sarà conveniente investire in Sardegna. Noi pensiamo di sì.
E se il tempo dimostrerà che la giunta Soru ha sbagliato, beh, ci consoleremo col fatto che ha sbagliato con la propria testa

cma

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