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Gli altarini dell'informatizzazione della Regione

Terra, 14 agosto 2004
QUISQUILIAE
CAGLIARI E DINTORNI
RESTO DEL MONDO
E D I T O R I A L I
F O R U M

C A R T O L I N E
S C R I V I C I
L I N K

E se il conflitto di interessi fosse di tutti tranne che di Soru?
Subito dopo la contestata delibera che bloccava l'appalto di 50 milioni di euro per l'informatizzazione della Regione, abbiamo registrato un peggioramento del clima nei confronti del neo presidente.
C'è stato una specie di attacco concentrico - portato avanti da importanti organi di informazione (sardi e nazionali) e da quasi tutta l'opposizione - sul conflitto di interessi di Soru, in qualità di presidente di Tiscali; sulla imparzialità dell'assessora Dirindin in merito alla vicenda dell'autorizzazione ai trapianti di fegato; sulla delibera che vieta temporaneamente le costruzioni nella fascia costiera dei 2000 metri.
Perchè? Quali nervi scoperti ha toccato, l'agire del nostro governatore?
Molti degli argomenti utilizzati - nell'agone mediatico - sono interessanti, degni di approfondimento, condivisibili, razionali, generatori di quel controllo democratico fondamentale, al quale la stampa deve concorrere.
Ma i retori di un certo calibro (politici e direttori di quotidiani) sanno utilizzare le parole anche per convincerci, a volte, che il bianco è nero e sanno organizzare campagne di stampa in grado di condizionare il giudizio della gente.
Insomma, per farla breve, è vero o non è vero che l'appalto per l'informatizzazione della Regione è stato vinto da una associazione di imprese formata da Kataweb del gruppo Espresso (padrone anche de "La Nuova"), dall'Unione Editoriale dell'editore dell "Unione Sarda" e dalla società "Accenture" legata al figlio del ministro Beppe Pisanu?
E sono vere o false le voci sui pesanti debiti di gioco di un giornalista di una testata locale, che ripone, in qualche modo, sull'assegnazione dell'appalto regionale alla suddetta associazione le proprie speranze di riassestamento economico finanziario?
Niente di scandaloso o di illecito, certo. Ma non è forse indicativo del fatto che il conflitto di interessi esiste anche oltre e al di là di Soru (che continua invece ad affermare che la sua Tiscali non parteciperà ad appalti della Regione)?
E perchè noi, ignari cittadini di Sardegna, dobbiamo venire a scoprire questi intrecci dai quotidiani nazionali (e non ci riferiamo ovviamente a Repubblica)?
Vogliamo ripeterlo: il ruolo critico dei mezzi di informazione è il sale della democrazia, e la sostanza degli interventi sui primi atti di Soru è degna della massima attenzione: dobbiamo stare tutti con gli occhi bene aperti. E devono essere aperti soprattutto quando gli argomenti perfetti e condivisibili sono usati da parte di chi è "sotto editore", cioè oggettivamente meno libero di chi non lo è.

cma

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