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Dietro piazza Giovanni

Terra, 02 settembre 2004
QUISQUILIAE
CAGLIARI E DINTORNI
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E D I T O R I A L I
F O R U M

C A R T O L I N E
S C R I V I C I
L I N K

La vicenda della ristrutturazione di piazza Giovanni XXIII, a Cagliari, pare si stia avviando verso una positiva conclusione: il progetto verrà cambiato e tutti gli alberi rimarranno là, al loro posto.
Forse.
Le solide motivazioni - e la lotta - addotte dal comitato per la difesa degli alberi hanno vinto; e non era un esito scontato: se è vero che tutte le battaglie di noi ultimi necessitano di "solide argomentazioni e motivazioni", nella maggior parte dei casi purtroppo esse non bastano.
Il potere usa le sue prerogative per vincere, anche quando non ha ragione. Nelle società occidentali, questo esercizio del "potere" si accompagna di solito al suono delle grancasse di tutto il codazzo di parlatori e scrittori embedded e, come in questo caso, a relazioni tecnico descrittive che ben rappresentano la filosofia degli interventi.
Diciamo questo non per tornare sul "latte versato" di un odioso ex progetto di rifacimento di una piazza, ma per cercare di capire cosa ci sia stato - e ci sia ancora - dietro questa storia. Infatti il primo pensiero che ci è passato per la mente, leggendo la "Relazione tecnico descrittiva per la manutenzione straordinaria di Piazza Giovanni XXIII" e analizzando i costi, é stato: qui c'è puzza di intrallazzi.
In neretto alcuni stralci tratti dall'introduzione.
...il lato sud (della piazza, ndr), ossia quello compreso tra la via Dante e l'ingresso principale della chiesa, è senza dubbio il più frequentato, un po' perchè è l'unico ad avere le caratteristiche dimensionali di "piazza" e un po' perchè si configura come punto di arrivo dell'abbondante flusso pedonale della via Dante, nonchè luogo di attesa per le attività religiose...
Che a qualcuno fosse sorto il pensiero che anche la fitta vegetazione, con l'ombra prodotta, contribuisce alla densità di popolazione? Niente di niente. Del resto, se l'avessero scritto si sarebbero dati la zappa sui piedi.
Ma anche per questi tecnici è importante l'ombra. Infatti affermano, più avanti: ...la realizzazione, nel lato ovest, di una passeggiata coperta in acciaio...presenta inoltre una molteplice funzione di percorso: luogo di riparo dal sole o dalla pioggia... Cioè pensavano di "creare ombra" con l'acciaio anzichè con gli alberi (troppo folti e invadenti). Un' ottima cosa. Che se capita tra le mani di uno psichiatra fa un'analisi gratis a tutti.
Non è così? Stiamo travisando? Ma allora, perchè tra le cause del pessimo stato della piazza, la suddetta relazione indica: l'accostamento casuale delle varie specie arboree, tra l'altro troppo numerose...il senso generale di penombra che si avverte specialmente nella stagione invernale?
Lo stato di abbandono è causato dall'ombra e dall'assortimento degli alberi? Dalle chiome fitte?
A nostro avviso, questo è una specie di manifesto teorico contro i boschi e le foreste, ipocrita supporto all'abbattimento degli alberi. Ma siccome non crediamo che i tecnici del comune siano delle teste matte, avanziamo il sospetto di un secondo fine. Quale? Boh!
Un'altra chicca interessante è costituita dall'affermazione secondo la quale, sempre a proposito della stato di abbandono della piazza, L'impressione generale è quella di una piazza che, oltre ad essere poco fruibile da parte dei cittadini, sarebbe perfettamente anonima se non fosse ravvivata dall'intensa vita sociale che vi si svolge.
Qui avrebbero fatto meglio a mettersi d'accordo tra di loro. O la piazza è poco fruibile o è piena di gente che si dà alla vita sociale. Perchè se non fosse fruibile nessuno la riempirebbe, come succede in ogni periodo dell'anno e soprattutto in estate.
Forse sta consolidandosi, tra i nostri amministratori, la mania di accendere mutui per sprecare denaro pubblico. Tutte le piazze e piazzette che hanno "disboscato" si sono svuotate (via Amat, piazza Repubblica) mentre quelle che hanno solo "ritoccato" hanno guadagnato in presenze e vivibilità (parco delle rimembranze, piazza del Carmine). E anche per piazza Giovanni si prevedeva ...un diradamentoegli alberi, un loro riordino e la creazione di spazi verdi più adatti... Cioè: Le aiuole, principalmente sistemate a prato, ovviamente. Perchè, in conclusione, eliminando gli alberi dal viale centrale si potrà inoltre avere una migliore percezione prospettica della chiesa dalla via Dante.
Tombola.
Per fortuna anche il parroco della chiesa di San Paolo ha smentito questa esigenza.
La lotta e la saggezza dei molti cittadini che hanno protestato, del Cagliari social forum, di Cagliari città ciclabile, di Legambiente e di tanti altri, per il momento hanno vinto (e la costituzione di un "forum" circoscrizione/comitato è sicuramente un passo avanti nella direzione di un maggiore coinvolgimento dei cittadini).
Ma una amministrazione che partorisce simili progetti - con simili motivazioni - va accuratamente monitorata per evitare fregature.

cma

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