Avevamo in progetto un articolo sulla privatizzazione dei parchi cittadini, di Monte Urpinu in particolare, e un altro sulla commissione internazionale di esperti che l'assessore regionale all'ambiente vuole costituire per salvare il Poetto.
Poi è successa la fine del mondo in Russia, e allora come cavolo si può scrivere d'altro, se prima non provi a capire i come e i perchè, se prima non provi ad esorcizzare il terrore e lo strazio per la strage degli innocenti? Come si può parlare d'altro? Al contempo: come si fa a lenire il dolore, se non attraversandolo per intero?
Appena le agenzie hanno cominciato a battere le notizie sulle sparatorie, sulla fuga di alcuni ostaggi, su esplosioni e tetti che crollavano mentre le forze speciali entravano nella scuola, ho cominciato a stare male.
E sono stata sempre peggio da quando la TASS ha riportato i bollettini ufficiali dell'esercito: pochi morti, qualche decina di feriti. Bugie. Le solite bugie senza senso. Perchè raccontarle? La Russia non è più l'Unione Sovietica di un tempo, dove si poteva nascondere quasi tutto. Tra qualche ora, mi dicevo, si saprà la verità.
Ma quale verità? Non quella che i bambini, in tutte le parti del mondo, hanno bisogno di cure, di affetto, di giochi, di sapere, di socialità, di genitori, di cibo, di acqua, di pace. Nè quella che in molte parti del mondo, in tutte, ai bambini viene negato qualcosa.
Non si dirà che dove non c'è rispetto, non c'è pace. E che dove c'è guerra i primi a pagare sono i bambini, siano essi soldato o ninos de rua, israeliani e palestinesi. Sia che vivano a Mogadiscio come a Cogne o a Mazara del Vallo.
E neppure verrà detto che Al Qaeda, la base, viene utilizzata per giochi più grandi di noi e di loro stessi; che la loro "nuova religione" permette di ripagare l'Occidente americanizzato con la stessa moneta utilizzata da questo nei pagamenti internazionali: la morte degli innocenti. Io non capisco il senso di tutto questo. Ma non mi voglio adattare alla sofferenza dell'incomprensione.
Giulietto Chiesa, spiegando queste multiple e quasi contemporanee azioni terroristiche in Russia, parla di legami antichi e forti tra guerriglieri ceceni e banchieri russi, attribuendo a questi e ad altri potentatati moscoviti, la volontà di destabilizzare l'impero di Putin con l'obiettivo di scalzarlo.
Ma è troppo razionale per essere vero. Troppo chiaro. E in ogni caso, anche se il disegno fosse questo, mi sembra che l'elemento caratterizzante del momento sia una specie di lucida follia collettiva che sta dilagando e contagiando il pianeta, un virus che si impossessa delle reti neuronali del nostro cervello e ci obbliga (li obbliga) a quel "tutti contro tutti" cui stiamo assistendo.
Mi resta impressa l'immagine di quei corpi nudi dei bambini di Beslan che scorre sui teleschermi; bambini che nonostante l'acqua trangugiata non riusciranno mai più a dissetarsi. Forse, i più fortunati sono quelli morti. Agli altri rimarrà dentro per sempre il dolore , e non sapranno mai perchè.
Maria