L'abbiamo già scritto. Ci fa piacere che la giunta provinciale di Cagliari abbia riconosciuto - da qualche mese a questa parte - che nella ristrutturazione della spiaggia del Poetto qualcosa sia andato storto.
Abbiamo anche già auspicato un serio e approfondito studio delle cause e dei rimedi, da affidare alla commissione più competente dell'universo: l'assessore regionale all'ambiente si sta già muovendo in questo senso.
La novità di oggi è che il presidente Balletto, dopo la presa di coscienza del disastro ambientale indirettamente causato, ha dato procura ai legali della provincia di intentare un'azione legale contro le società che hanno materialmente eseguito i lavori.
Ma i suoi interventi ci sembrano più indirizzati e finalizzati al rifacimento della perduta verginità politica (in vista delle prossime elezioni) che alla concreta volontà di salvare la spiaggia dei centomila.
Non si capiscono altrimenti l'astio nei confronti dei gruppi ambientalisti cagliaritani rei di aver denunciato da subito quello di cui Balletto si accorge adesso, la renitenza alle richieste della Regione, l'attacco continuo alla precedente amministrazione, individuata come responsabile degli errori del ripascimento.
Ribadiamo che la priorità deve essere quella di salvare il Poetto.
Studiare i fenomeni fisici e chimici che hanno determinato gli errori di calcolo non deve significare la pura e semplice ricerca dei responsabili (questo è a nostro avviso un altro argomento), ma vuol dire affinare quegli strumenti conoscitivi necessari alla risistemazione del litorale.
Che Balletto, quindi, abbandoni temporaneamente i suoi sensi di colpa e si dia da fare per favorire la costituzione di una commissione internazionale di esperti.
E anche gli altri enti territoriali coinvolti per competenza devono fare la loro parte.
E' necessario che i consigli comunali di Cagliari e Quartu decidano - con la maggioranza qualificata richiesta a tal fine dallo Statuto del parco - il reinserimento della spiaggia entro i confini dell'area protetta: il parco Molentargius Saline Poetto. Questo sì, sarebbe un bel passo avanti.
Bisogna che i nostri amministratori si rendano conto che gli equilibri dell'area umida di Cagliari e Quartu sono delicati, connessi tra loro, da tutelare e valorizzare insieme. Il parco, senza Poetto, rischia seriamente la compromissione, e forse neanche nascerà effettivamente. Il Poetto, senza parco, idem.
Chi ha voluto escludere la spiaggia non crede nelle opportunità anche economiche offerte dalle aree protette, ma solo nei casinò e nei campi da golf. Il parco, invece, può significare maggiori opportunità di lavoro, di reddito, e per lungo tempo. Significa consegnare ai nostri nipoti un gioiello di famiglia da tramandare a loro volta.
Suvvia, un piccolo sforzo: dalla spiaggia devono sparire i baretti, i chioschi e gli stabilimenti balneari in muratura; deve sparire la strada litoranea e tornare il cordone dunale. Misure necessarie per riqualificarla e per creare sana e stabile occupazione. Non vogliamo che i profitti (pur leciti) di tanti operatori impegnati al e sul Poetto siano la contropartita della distruzione della nostra storia.
cma