C'è un'aria più fresca in città. Non mi riferisco al clima atmosferico, caldo e umidiccio come neanche ad agosto, quest'anno. Ma alla ventata di novità che l'uscita del quotidiano "Il Giornale di Sardegna" ha soffiato sulla cultura cittadina. Non saprei dire: è come quando in una vecchia chiesa viene scoperto all'improvviso un affresco di valore.
Ecco, Cagliari si è permessa un nuovo affresco di informazione con un giornale che, per adesso, ci mostra un paesaggio diverso, in movimento, brioso, non legato alle solite facce e ai soliti schemi.
Sembra quasi che la Sardegna fosse fino ad ora coperta da una grigia nebbia di torpore e noncuranza e che il nuovo quotidiano ce la stia restituendo pian piano nella sua reale dimensione.
Reportage, storie nuove, inchieste, attacchi sfrontati al potere, niente peli sulla lingua, l'hinterland cagliaritano che riacquista importanza, il nuorese e il sassarese che riappaiono.
Sto esagerando? Grauso ci ha illuso tante altre volte?
Ok, ok. Cercherò di controllare l'euforia. La concorrenza è un elemento che può ridare qualità ad un settore chiave - l'informazione - delle società moderne. Su di essa e con essa si gioca oggi una partita tanto importante per la democrazia (e tanto redditizia per chi ci investe sopra), che a volte perdo la misura delle cose.
Però nè sull'Unione, nè sulla Nuova avevo mai letto un' inchiesta così affascinante come quella di Marco Mostallino sull'inquinamento a Santa Gilla, o servizi così approfonditi su energia eolica, onde elettromagnetiche e lotte dei pescatori di Teulada (tanto per fare alcuni esempi), in cui a parlare è soprattutto la gente coinvolta e dove compaiono, a supporto, schede e tabelle di sintesi, indagini quasi comparative con altre realtà ecc. ecc.
E poi Giorgio Melis, ragazzi.
Sono letteralmente saltato sulla sedia (dalla gioia) quando ho letto il suo articolo di sputtanamento (non mi vengono altri termini) dei desideri nascosti di Sandro Balletto, presidente della provincia di Cagliari.
Il quale starebbe cercando di acquistare per la "sua" provincia niente meno che gli edifici ex Unione Sarda, messi in vendita da Zuncheddu, collezionista di mattoni e soldi.
Beh, che c'è di strano?
Innanzitutto il prezzo, decisamente più alto del valore assegnato dagli uffici tecnici pubblici.
In secondo luogo il ricorso all'accensione di un mutuo per il finanziamento dell'acquisto. Mutuo che graverebbe sulle tasche nostre.
In terzo luogo l'abbandono di un'area, come quella di via Cadello, su cui erigere a costo zero, per la provincia e quindi per la collettività (finanziamenti a progetto, credo si chiamino), tutta la cubatura necessaria.
E' talmente evidente l'antieconomicità dell'operazione che viene da chiedersi se non ci sia, dietro, la mano di qualche loggia massonica (cui Giorgio Melis iscrive Balletto) e qualche obbligo al favore fraterno.
Questo è quello che intendevo per aria nuova e fresca: la capacità di far venire a galla storie altrimenti destinate all'oblio o, tutt'al più, da fare emergere a buoi scappati.
L'Unione e la Nuova non mi sembravano avere, fino a ieri, la forza per farlo. Il Giornale di Sardegna, parrebbe di sì.
La forza data dall'autorevolezza di chi scrive, dai soldi di Grauso, dagli sponsor politici? Non saprei, ma questo è ciò che accade. Ed è bene che sia così.
Confesso di non avere grande stima per il signor Balletto. Forse a torto, però lo considero l'emblema dell'affarismo cittadino e di quella politica politicante che non è in grado di ascoltare nè cittadini nè opposizione.
Campione di una città in cui dominano poche famiglie, legate alla sanità, al mattone e alle "alte libere professioni", che intendono lo sviluppo solo se in funzione del proprio.
Famiglie a volte in lotta tra loro, altre volte in combutta, quasi imparentate.
Condizionano università (alle quali chiedono baronie), ospedali (con la presenza invadente di cliniche private), mercato immobiliare (sono loro che tengono alti i prezzi delle case e degli affitti), banche (alle quali impongono basse commissioni per sè - e alte per gli altri - e assunzioni di figliocci vari).
Li trovi in convegni, concerti, mercati, fiere ed esposizioni, ad inaugurare il trionfo del "ricco è bello" (il salone della nautica, a Genova).
E quando cercano di fare qualcosa per la comunità (vedi il Poetto), la sbagliano clamorosamente.
Continua così, Giornale di Sardegna. Auguri per il tuo - nostro - futuro.
Pennarrabbiata
cma