In quest'ultimo anno, mentre il popolo pacifista riempiva le piazze e le opposizioni politiche e sociali del paese denunciavano il declino economico del sistema Italia e l'incuria assenteista del governo Berlusconi, Mediaset continuava a crescere.
Nel primo semestre 2004 - informa il Sole 24 ore - i ricavi consolidati sono aumentati a dismisura grazie al + 10% della raccolta pubblicitaria in Italia e al + 25% in Spagna (dove la tv berlusconiana ha superato la rete pubblica).
Il gruppo Mediaset, inoltre, risulta essere tra i grandi gruppi meno indebitati del paese. Ti pareva.
Anche l'industria e il mondo del credito, seppure con alcuni distinguo e in misura diversa, migliorano la gestione e il margine operativo, con utili netti complessivi che aumentano rispettivamente del 22% e del 30% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Certo l'esposizione debitoria dei gruppi industriali e la quota di crediti dubbi delle banche nei confronti della clientela aumentano, gettando qualche ombra sui risultati effettivi.
Però nel complesso l'anno 2004 si avvia a una felice conclusione.
Felice conclusione. Ma per chi?
Le difficoltà del paese sono sotto gli occhi di tutti: gli economisti parlano di ripresa ancora debole e lontana; i sindacati denunciano una crisi industriale senza precedenti; precari e pensionati sperimentano sulla propria pelle il caro-vita; la povertà delle famiglie è in aumento; i consumi (non di tutti) languono.
Allora, per chi sarà felice questa fine d'anno?
Per tutte quelle categorie premiate dalla politica allegra e leggera (perchè deregolamenta) del governo Berlusconi; per i capitani di industria che, con la riduzione dei costi per il personale e senza investire granchè in ricerca e in innovazione di prodotto, hanno macinato utili e profitti; per quei liberi professionisti che godono di posizioni di privilegio e di un quasi monopolio baronale.
Andrà sempre meglio per Mediaset, che ci inonederà ancor più di pubblicità forzosa: nei film, nelle partite, nei reality shows, nelle fictions, nei telegiornali.
Perchè la pubblicità è una ricchezza in sè: quasi non importa se le aziende vendono o non vendono (paradossalmente): l'importante è che l'economia intorno ad essa, le professioni e i mestieri intorno ad essa, la creatività e l'arte intorno ad essa, crescano. La funzione della pubblicità - condita con gli spettacoli che propone - è quella di amalgamare coscienze, di uniformare costumi, di concorrere a determinare e a riprodurre l'ideologia dominante.
In questo contesto e con simili funzioni Berlusconi e la sua Mediaset sono destinati a vedere aumentare ancora i profitti.
La crescita di Mediaset funzione di pubblicità (ovviamente parlo della Mediaset attuale, caratterizzata dal connubio deleterio con il Presidente del Consiglio), al netto della crescita del monte salari investito in essa, è inversamente proporzionale allo sviluppo culturale degli italiani.
E' come se una nazione vedesse crescere il PIL grazie all'incremento del fatturato delle industrie inquinanti e dannose per la salute umana, o della produzione e vendita di armi. Un Prodotto Interno Lordo elevato può corrispondere a un bilancio sociale pessimo.
Il messaggio di Silvio è stato chiaro fin dall'inizio: chiedete pure la pace nel mondo ma all'economia e alla finanza ci penso io.
Questa Italia è il prodotto della sua lungimirante visione.
Lucky Tompson
cma