Il fantasista del Giornale di Sardegna, il simpaticissimo Chicco Gallus, mi informa che sotto Piazza Garibaldi, a Cagliari, è previsto un mega parcheggio per automobili. A tale necessità - e non per migliorare l'usufruibilità della piazza - verranno sacrificati i bellissimi e ombrosi spaccasassi, gli stessi alberi che hanno vigilato su tante generazioni di studenti dell'
Alberto Riva.
Parcheggi, dunque. Sempre e solo parcheggi.
Chi mi legge - anche saltuariamente - sa che io vieterei alle automobili private anche il semplice transito nei centri cittadini. A parte le evidenti questioni legate alla salubrità dell'aria e ai polmoni di bambini e anziani, ci sono ragioni storico-architettoniche che consiglierebbero un diverso modo di concepire la mobilità urbana. Le nostre città non sono state concepite per sopportare il traffico veicolare.
Figuratevi allora quanto sopporto io la moda dei parcheggi sotterranei nei centri storici; moda che non fa altro che attirare come una calamita altre migliaia di auto nelle città già intasate.
A maggior ragione, non li concepisco se la loro costruzione necessita dell'abbattimento dei nostri simpatici
nonni alberi. Come nonni protettivi, infatti, ci accolgono a braccia aperte e ci riparano dalla pioggia e dal sole, sempre lì, al solito posto, dove è facile rintracciarli.
E' vero, in piazza Garibaldi non ci si riesce più a passare per via delle splendide, ma invasive, radici. Ma possibile che l'unica alternativa sia il disboscamento? Sia l'eliminazione di quegli alberi?
Non ci credo.
Non è possibile, ad esempio, costruire alla piazza un nuovo pavimento sopraelevato che tuteli le esigenze di alberi e cittadini? Faccio così per dire: non sono un esperto. Sono sicuro, però, che gli esperti del Comune abbiano una soluzione alternativa al taglio della nostra memoria.
E concordo, sempre con Gallus, sulla punizione da assegnare ai tagliatori vandali di Cagliari: un' intera mattinata e pomeriggio in via Amat il 20 luglio, a capo scoperto e con solo una borraccia di acqua (a temperatura ambiente).
Tuttavia io sono io e gli altri sono la maggioranza (forse, ma non è detto).
Per cui mi sottometto alla logica delle lobby del petrolio, dell'auto e dei commercianti, e accetto mio malgrado la costruzione dei mega parcheggi in centro città. Me ne faccio anche una ragione. Nel senso che, forse forse, se ai parcheggi si unisce un maggiore controllo del rispetto del codice della strada, nessuna flessibilità e discrezione nella punizione delle soste vietate e dei parcheggi in doppia fila e la capillare rilevazione del livello della presenza delle sostanze inquinanti (che sognatore che sono), ebbene allora i parcheggi in abbondanza potrebbero realmente garantire un traffico meno congestionato.
Ma gli alberi, sia ben inteso, devono stare al loro posto.
leonardo
cma