1) L'Agenzia ANSA riporta la protesta dei ristoratori italiani contro la legge antifumo da sigaretta e la loro minaccia di ricorrere al TAR se non verranno dati almeno sei mesi di proroga per mettersi in regola.
2) L'altro giorno il telegiornale regionale mandava in onda le interviste di alcuni commercianti di via Roma, raggianti per i parcheggi gratuiti concessi dall'Autorità portuale per tutto il periodo delle feste.
C'è ovviamente un filo comune conduttore tra le due vicende: il settore del piccolo commercio vive una delle crisi peggiori degli ultimi anni, attaccato da un lato dalla grande distribuzione e grande ristorazione e dall'altro dalla contrazione dei consumi dei cittadini.
Contro questa crisi, il commercio cittadino è ricorso inizialmente a manovre di piccolo cabotaggio (ma molto pesanti quanto ad effetti) legate essenzialmente agli aggiustamenti dei prezzi in euro, ma adesso mostra tutta la propria miopia e il proprio egoismo giocando sulla pelle e sulla salute di tutti.
1) La combustione delle sigarette produce, oltre tutto il resto, polveri sottili altamente dannose per la salute e si sarebbero dovute bandire dai luoghi pubblici già da molto tempo;
2) un maggior numero di parcheggi in centro significa afflusso maggiore di auto, più traffico e più smog.
Ecco che contro la crisi i commercianti vorrebbero sommare danno a danno e sarebbero disposti a rimetterci in salute (ma non solo la loro evidentemente), pur di vedere in aumento il giro di affari, i ricavi e i guadagni.
E' una buona politica? E' un atteggiamento giustificabile?
Il guaio è che in questo trabochetto (più soldi meno salute) ci cascano in molti e in molti sono disposti - per comprare il latte adulterato ai bambini - a coprirsi gli occhi per non vedere che il futuro prossimo (anzi il presente) che gli stiamo costruendo è un futuro di fango.
Qualcuno potrebbe obiettare che è facile pontificare quando si ha la pancia piena, ma che tutt'altra cosa è non riuscire a finire il mese, con l'affitto e le bollette da pagare.
E' vero.
Il fatto è che ora però i ricchi non pontificano neanche più e tirano i remi in barca (vedere gli USA cosa hanno fatto del protocollo di Kyoto), anche loro a caccia di profitti e anche loro ad avvelenare i popoli, sfacciatamente, senza più nemmeno pudore.
Signori commercianti, non pensiate che nel nostro piccolo non si possa fare niente e che davanti a problemi così grossi sia ben poca cosa un po' di traffico in più in via Roma e qualche sana boccata di sigaretta nel chiuso dei vostri ristoranti.
Siamo arrivati a un punto in cui la classica goccia può far traboccare il vaso.
cma