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Obiettivo: a 300 metri

Terra, 17 gennaio 2005
QUISQUILIAE
CAGLIARI E DINTORNI
RESTO DEL MONDO
E D I T O R I A L I
F O R U M

C A R T O L I N E
S C R I V I C I
L I N K

L'impugnazione da parte del Governo del decreto salva coste di Soru (quello che in Sardegna vieta le costruzioni fino a 2 km. dal mare) ha diversi obiettivi.

a) Il più macroscopico, anche se forse non è il più cogente, è quello di mettere un freno alle spinte locali troppo autonomistiche , soprattutto, ma non solo, quando queste sono di colore diverso da quello della maggioranza berlusconiana.
Il Governo chiede alla Consulta di ristabilire, a prescindere dalla bontà delle iniziative intraprese, un confine netto tra le competenze legislative statali e regionali in materia di tutela del territorio e salvaguardia dell'ambiente.
Una personalità come quella del Cavaliere, imprenditore spigliato e decisionista, mal sopporta quel decentramento tanto esaltato durante i pranzi ufficiali e avviato dall'Ulivo con la riforma del Titolo V della Costituzione.
Persino i caratteri come quello di Bossi, e di altri politici della Lega, non vedono di buon occhio - a nostro avviso - la nascita di autonomie forti in periferia, nonostante la facciata federalista e indipendentista. Il loro progetto, infatti, almeno in questa fase necessita di un elevato potere centrale e centralista, senza il quale non è possibile fare le riforme. Una contraddizione nei termini, insomma.

b) Tornando allo specifico della Sardegna, il vero obiettivo sembra essere quello di effettuare pesanti pressioni affinchè a nessuno venga in mente di riprorre il vincolo dei 2 chilometri nella stesura del nuovo piano paesistico regionale.
La legge salvacoste, infatti, è una misura temporanea resasi necessaria per la bocciatura dei vecchi piani paesistici.
Il centro destra punta alla riconferma del vincolo dei 300 metri per dare via libera ai numerosi progetti edificatori, attualmente bloccati. Tra questi, spicca quello di Costa Turchese, riconducibile a un familiare del premier. Un interesse legittimo molto forte e diretto, quindi.

c) Soru è visto dal centro destra come il fumo negli occhi. Berlusconi rivede in lui sè stesso (imprenditore di successo, milionario, carattere forte e, adesso, politico impegnato) con una gigantesca differenza. Soru si è presentato come il paladino della legalità, dell'etica della politica intesa come servizio alla comunità, della corretta gestione di bilancio, del rinnovamento nella tradizione. In più, seguendo il metodo Prodi, nella stesura del suo programma ha coinvolto cittadini e associazioni, gruppi e partiti con i quali ha creato una sorta di rete operativo-consultiva (ancora da "istituzionalizzare" però) a diretto contatto con il territorio, e che dà molto fastidio ai vari (ex) circoli di Forza Italia. Dulcis in fundo, Soru appartiene da sempre allo schieramento opposto.
Il Governo entra a gamba tesa nel dibattito tutto sardo tra maggioranza e opposizione locale, nel tentativo di dare una mano a un centro destra arruffone e diviso, in vista delle prossime elezioni amministrative.

Ma noi pensiamo che questa impugnazione della legge salva coste si rivelerà col tempo un grave autogoal segnato da Berlusconi, perchè smaschera le sue mire accentratrici e perchè scatena l'indignazione di tanti sardi che, a questo punto, penseranno seriamente di confermare il vincolo dei 2 chilometri.

cma

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