Per undici (11) giorni, sui primi quattordici (14) di gennaio presi in considerazione, abbiamo verificato il superamento della concentrazione massima consentita per le polveri sottili (PM10), cioè quelle con un diametro pari o inferiore a 10 micron in grado di procurare seri danni alla salute umana.
La zona interessata è quella di piazza Sant'Avendrace e i valori registrati sono quasi il doppio di quelli massimi consentiti.
Le centraline di rilevamento del Comune di Cagliari confermano questi dati e segnalano altri pericolosi superamenti nelle stazioni di viale Ciusa e viale Diaz, soprattutto nei giorni 7, 8, 9, 10 e 13 gennaio.
Questa prima metà del mese, quindi, si presenta purtroppo in linea con i dati delle altre città inquinate e ci parla di una città dalla respirazione pesante a causa del traffico veicolare, soprattutto perchè, quando e dove non sono superati i valori soglia, la qualità dell'aria rimane per lo più scarsa o pessima, in quanto frequentemente non vengono rispettati neppure gli obiettivi di qualità (al momento, per i PM10, 40 micron per metro cubo).
Che dire? Non siamo mai stati persuasi delle rassicurazioni dei nostri amministratori, che per Cagliari hanno sempre parlato di aria pulita. Persino qualche associazione ambientalista si è mostrata disposta a bersi la favola del vento che ce la pulisce.
Insomma, se è giusto non favorire inutili allarmismi, ci pare altrettanto corretto non abbassare il livello di guardia. Per farlo, sarebbe necessario che il Comune
a) aumentasse il numero di centraline. Infatti i prelievi fatti dalla rete di rilevamento comunale riguardano poche strade abbastanza spaziose e arieggiate (anche se, stranamente, manca via Roma), mentre restano ignoti i dati di altre strade del centro, altamente trafficate, strette e chiuse tra due file di palazzoni e che sarebbero molto significativi per valutare il grado di rischio per la salute pubblica.
b) e che iniziasse a diffondere i dati relativi alle polveri con diametro inferiore ai 2,5 micron e quelli relativi al benzene. Le polveri ultrasottili sono micidiali e dubitiamo che non superare i valori soglia, o anche i valori cosiddetti di qualità, significhi avere aria respirabile o sufficientemente sana.
Le rilevazioni, poi, sono fatte a circa 3 metri dal suolo mentre i bambini respirano, diciamo così, a livello del mare o, per essere precisi, a livello tubi di scappamento delle auto.
Se la nostra tesi è giusta, se cioè anche Cagliari soffre di smog da PM10 e PM2,5 è dovere del Comune correre ai ripari con le soluzioni che, da anni, urbanisti, tecnici e ambientalisti propongono.
Lobby dell'auto permettendo.
cma
i dati di gennaio
Smog a Cagliari
Nota stampa cagliarimonamour
In relazione all' intervento dell'assessore comunale Giorgio Angius sui livelli dei PM10 a Cagliari, riportato dai quotidiani locali a commento dei dati diffusi da cagliarimonamour, il collettivo, pur condividendo le preoccupazioni dell'assessore sul gran numero di caldaie a gasolio presenti in città e pur trovandosi assolutamente d'accordo sulla necessità di trovare altre forme di riscaldamento meno inquinanti, ribadisce la convinzione che la formazione e la persistenza delle polveri sottili sia legata anche al traffico veicolare e che un serio intervento per la riduzione dello smog non possa prescindere dall'affrontare in modo strutturale, organico e complesso questo problema.
Escludere a priori la connessione auto/PM10, come la esclude l'assessore, è sbagliato.
Uno sguardo ai livelli di smog dei mesi di agosto e settembre 2004 - quindi con gli impianti di riscaldamento spenti - solleva parecchi dubbi: utilizzando i criteri attualmente in vigore, solo a settembre ci sono state 8 giornate in cui i valori dei PM10 hanno superato la soglia massima dei 50 micron a metro cubo e 11 giornate in cui è stato superato l'obiettivo di qualità dei 40 micron. Cioè 19 giorni su 30 in cui l'aria di Cagliari era insalubre.
Il collettivo confida nella competenza e nell'impegno mostrati, anche in questa circostanza, da Giorgio Angius per un pronto coinvolgimento degli assessorati e delle funzioni competenti alla soluzione della questione traffico/smog.
Non è semplice. Il Piano del Traffico del Comune mostra, comunque, la volontà di metterci mano.
Servirebbe però maggiore coraggio nel dire qualche "no" alla potente lobby dell'auto, che gode di tantissimi alleati altrettanto potenti (i commercianti del centro città, ad esempio)
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