Non capisco perchè in un mondo che va sempre più decisamente verso il bipolarismo perfetto, alle prossime primarie del centro sinistra italiano si presentano 4 o 5 candidati.
Se fosse vero bisognerebbe prevedere un girone all'italiana in cui ognuno sfida l'altro, oppure un tabellone tipo champion's league, con ottavi di finale, quarti, semifinali e finalissima.
Le primarie pugliesi sono andate benissimo anche perchè la scelta è stata chiara, leggibile, nella logica delle cose: un rappresentante del centro e un rappresentante della sinistra. E sono state un raro - in Italia - esempio di democrazia partecipata.
Il rischio, adesso, è di trasformarle in qualcosa di comico.
Non sempre un numero più alto di candidati significa maggiore democrazia o maggiore scelta.
La sfida tra Prodi e Bertinotti ha un suo significato e una sua logica. Pur nella univoca volontà di considerare fondamentale il modo di costruire, dal basso, il programma; di mandare a casa il "decretatore ad personam"; di prestare una nuova, maggiore attenzione alle classi subalterne; pur in questa unità esistono accenti diversi tra i centristi e la sinistra della coalizione. Accenti diversi sulla pace, sul lavoro, sull'ambiente, sulle privatizzazioni...
Ma non si possono cercare accenti diversi degli accenti diversi degli accenti diversi...
Oh, magari esistono pure! Ad esempio su come affrontare l'inquinamento atmosferico.
Però mi sembrano più che altro dei cavilli di difficile comprensione per i cittadini elettori.
E poi si rischia di perdere molta "tensione verso l'obiettivo centrale" di battere Berlusconi. Senza considerare che si rischia pure di delegittimare il suo sfidante, chiunque esso sia.
C'è l'esigenza di un chiarimento sul candidato da affiancare a Prodi? Benissimo. Che sia tutta la sinistra della GAD a scegliere il proprio rappresentante alle primarie.
Si rischia così di radicalizzare le differenze tra centro e sinistra? Ma è il prezzo da pagare alla comprensibilità del messaggio.
Allora, per cortesia: un po' di chiarezza e che gli altri quasi candidati facciano un passo indietro.
Altrimenti torniamo al proporzionale.
E forse non sarebbe un male.
pennarrabbiata