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Poetto e altro. Indecisi se ridere o piangere, ci facciamo un panino

Terra, 3 febbraio 2005
QUISQUILIAE
CAGLIARI E DINTORNI
RESTO DEL MONDO
E D I T O R I A L I
F O R U M

C A R T O L I N E
S C R I V I C I
L I N K

Siccome ci piace apprendere, apprendiamo che la Provincia di Cagliari chiede al consorzio di imprese che ha distrutto il Poetto il risarcimento dei danni e il ripristino del litorale. E che il sindacato dei gestori degli stabilimenti balneari denuncia la pericolosità del mare durante le forti sciroccate: solo l'anno scorso i bagnini hanno effettuato 41 salvataggi in 2 week end di mareggiate.

Meglio tardi che mai. Ci chiediamo cosa diranno quest'estate tutti quei bagnanti - amici di Balletto e company - che hanno cacciato a malo modo gli attivisti di Goletta Verde che denunciavano i danni del ripascimento. Dicevano (i difensori d'ufficio della giunta): adesso finalmente c'è la spiaggia; il Poetto è tornato bello come prima; nessun danno; Balletto ha fatto bene; Zirone è stato in gamba; andate via, chè non siete neanche cagliaritani...

Mah! Nei nostri ricordi compare quel giorno...

Quello stesso giorno in cui si è cominciato a riversare la sabbia nera, le persone non prevenute e non di parte si sono rese conto che qualcosa non andava; quella stessa estate ci accorgevamo della pericolosità del mare, a causa del fosso venutosi a creare davanti alla riva e del diverso gioco delle correnti. Il mare, non solo la spiaggia, non era più lo stesso. E lo denunciavamo, inascoltati.

Che facciamo, adesso? Ci crogioliamo nella consolazione del "noi l'avevamo detto"? Aspettiamo il risarcimento dei danni? O sollecitiamo l'intervento del nostro Comune?

E invece no. Adesso giriamo per la città, e ogni giorno scopriamo qualcosa di nuovo (che fortuna che abbiamo: una giunta comunale innovatrice!). Ad esempio, tra via Fermi e via Freud sta nascendo una nuova stradina che le collegherà. Prima non c'era. C'era un muro; c'erano alcune piante e c'erano ragazzi un po' troppo casinisti che sostavano in quel vicolo cieco.

Sarà per le proteste degli abitanti contro i giovinastri (boh!), sarà per risolvere qualche problemino che non riusciamo a capire (forse si vuole evitare alle auto di fare giri troppo lunghi per inquinare di meno...ci crediamo?), sta di fatto che adesso il muro e quelle due piante non ci sono più. Non sappiamo neanche che fine abbiano fatto, gli alberelli. Tra l'altro erano ben curati, potati; piccolini ma simpatici. Avranno sofferto?

Certo, sono piccolezze. Chi dice niente. Del resto le piante non parlano.

Eh sì. La viabilità e gli abitanti. Il Comune sì che se ne intende. Che ascolta e capisce le esigenze della gente!

A pochi metri da quella zona, qualche tempo fa, è stata fatta passare una strada (l'asse mediano) che ha fatto l'esatto contrario di quanto avviene oggi in via Freud: aveva diviso irreparabilmente due quartieri della città, prima uniti, la Palma e l'Amsicora, costringendo i cittadini che devono spostarsi tra i due quartieri a usare la macchina (facendo un giro largo) o a stare a casa.

Ci pare di ricordare che la gente del quartiere La Palma protestasse...O ricordiamo male?

Nessuno nega l'importanza dell'asse mediano di scorrimento. Ma un passaggio pedonale sopraelevato è impresa impossibile, titanica, irrealizzabile, antieconomica?

Ma sì, non pensiamoci. Andiamo a farci un panino. Andiamo a farcelo in un chioschetto del Poetto; uno di quelli ai quali hanno concesso 500 metri quadri di superficie. Così, a pancia piena, ragioniamo meglio.

cma

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