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Smog. Non ci sentiamo più soli

Terra, 19 febbraio 2005
QUISQUILIAE
CAGLIARI E DINTORNI
RESTO DEL MONDO
E D I T O R I A L I
F O R U M

C A R T O L I N E
S C R I V I C I
L I N K

Qualcuno ci ha detto che a Mosca ci sarebbe un gatto parlante. Pare che, in russo e con voce umana (sic!), dica "mamma" e "Vanja alzati". I suoi proprietari ne sono fieri.
E che c'è di strano?
Qui da noi c'è addirittura un testicolo parlante che dice continuamente (e sempre in russo) "mamma li comunisti" e "vi taglio le tasse". E a furia di gonfiarsi e di prudere è riuscito a mettere il segreto di stato sui sospensori (reggi palle) in cui risiede, d'estate.
Di più. Abbiamo anche dei pesci bolliti - gli amministratori di Cagliari - che ogni tanto sproloquiano di smog e inquinamento.
Ma procediamo con ordine.
Indubbiamente anche in città qualcosa si muove, a proposito di smog. E non è la solita aria...
Su diversi giornali locali compaiono articoli e servizi sul nostro smog quotidiano e va nascendo una critica, una coscienza anti auto fino a ieri impensabile.
Fioccano le dichiarazioni dei politici sulla loro costante vigilanza e sul monitoraggio continuo della situazione che, dicono, se non è compromessa come nelle città del nord d'Italia, comincia a destare qualche preoccupazione.
Ecco che arriva il piano del traffico; ecco che si parla nuovamente di corsie preferenziali per i mezzi pubblici; di rinnovo parco automezzi pubblici; di zone pedonali; di tickets e parcheggi di scambio.
Ci piace illuderci di avere un pochino contribuito, con le nostre denunce, a sensibilizzare opinionisti e giornalisti (e di conseguenza i cittadini) sull'inquinamento da PM10, e a provocare l'intervento dei politici.
Potremmo chiuderla qui e sbaraccare il sito che, detto tra noi, non ci piace neppure.
Ma purtroppo non è così semplice. Le contraddizioni sono ancora molte e vogliamo verificare se tutto questo bel parlare (si fa per dire) si trasformerà in buoni propositi e in impegni precisi dell'amministrazione cittadina.
Domina ancora un certo pensiero autocentrico che fa vedere ai nostri governanti la priorità, appunto, di auto, strade, parcheggi.

Auto. Valga per tutti un esempio. Viale Diaz, tratto di strada compreso tra l'hotel Mediterraneo e il semaforo del Nautico, dalle ore 13,00 alle 13,40 circa di ogni giorno feriale. Gli autobus del CTM impiegano dai 6 ai 10 minuti per percorrere gli 80 metri (forse di meno) di cui sopra. Motivo? Prescindendo dalla eccessiva lentezza del semaforo, la corsia preferenziale per i mezzi pubblici si interrompe (per poi riprendere oltre l'incrocio) e tutte le auto che devono svoltare verso viale Colombo intralciano i pullman. Morale: prima risolviamo i problemi degli automobilisti, poi pensiamo agli utenti del CTM. Noi diciamo che il punto di vista deve essere invertito. Non ci vuole la scienza di Floris e Lorrai per studiare come.
Strade. Non vogliamo credere che per agevolare una lottizzazione e che per "collegare" una strada all'altra, se ne faccia una terza a scorrimento veloce che passa in centro città, taglia in due, e di fatto elimina, un liceo storico e scatena le proteste del popolo affumicato del quartiere. E invece è vero. Qualche idiota travestito da intelligentissimo urbanista considera le strade - e le auto che ci passano sopra - più importanti di tutto il resto. Mentre nel mondo civile alle auto vengono destinate strade veloci periferiche (tipo il nostro asse mediano) e si vietano quelle del centro, a Cagliari se ne costruiscono di nuove proprio in mezzo alle palle. Noi diciamo che, a proposito della strada di Tuvixeddu, è possibile ottenere gli stessi risultati, voluti dal Comune, con diversi mezzi, più funzionali e consoni alla vita della gente e alla necropoli punica. Non ci vuole la scienza di Floris e Lorrai per studiare come.
Parcheggi. Non ci risulta che i multipiano e i sotterranei già costruiti abbiano risolto alcunchè. Anzi. Sono quasi sempre vuoti a metà (o pieni a metà); il traffico è sempre caotico; l'inquinamento è sempre presente; le auto, nelle strade adiacenti, in perenne sosta in doppia e a volte tripla fila. La polizia urbana sorride sotto i baffi e lascia correre...perchè anche loro sono automobilisti. Noi diciamo che prima di costruire nuovi parcheggi in centro bisognerebbe sfruttare quelli in periferia che già esistono. E se i comportamenti virtuosi non si manifestano spontaneamente, li si inducano. Non ci vuole la scienza di Floris e Lorrai per studiare come.

Se l'approccio al problema non cambia, alle tre M che dominano Cagliari (mattone, medici, massoneria) dovremo aggiungerne altre due: macchine e minchioni. Le prime sono quelle contro le quali si fa finta di lottare ma che, in nome e per conto di sua santità il commercio, vengono laudate (Castello ztl? Giammai. Sosta a 1 euro dalla prima ora? Giammai...e così via); i secondi sono quelli mandati avanti dagli altri per affermare queste politiche.

Cosa ci resta da fare?
Non ci resta che piangere. E tenere in piedi 'sto baraccone di sito.

cma

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